Hong Kong, poliziotto accoltellato: l’aggressore definito un “lupo solitario”

Pubblicato il 2 luglio 2021 alle 11:35 in Asia Hong Kong

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Il segretario alla sicurezza di Hong Kong, Chris Tang, ha riferito che l’uomo colpevole di aver accoltellato un poliziotto nel quartiere di Causeway Bay, giovedì primo luglio, giorno del 24° anniversario del ritorno dell’ex colonia britannica al dominio cinese, era un “lupo solitario” che ha commesso un atto terroristico. La polizia ha aggiunto che sta indagando sul tentato omicidio dell’agente e sul suicidio dell’aggressore, che si è pugnalato al petto con lo stesso coltello con il quale, poco prima, aveva colpito alle spalle la sua vittima. L’uomo, di 50 anni, è stato portato in ospedale, ma è morto circa un’ora dopo. Il poliziotto, di 28 anni, è stato operato per aver riportato una ferita di 10 centimetri sulla schiena e un polmone perforato. L’agente sarebbe ancora in gravi condizioni, secondo un portavoce del governo.

Parlando con i giornalisti nella mattinata di venerdì 2 luglio, Tang ha affermato che l’episodio è riconducibile ad un “attacco terroristico locale commesso da un lupo solitario”. Il segretario alla sicurezza ha specificato che la polizia ha perquisito la casa dell’aggressore e che sul suo computer sono stati trovati materiali che hanno mostrato come l’uomo si sia “radicalizzato”. Tang, tuttavia, non ha fornito ulteriori dettagli.

Nella giornata di giovedì, il livello della sicurezza è stato alto a Hong Kong, con migliaia di agenti di polizia, oltre a camion con cannoni ad acqua e veicoli blindati, schierati in tutta la città. Il giorno dell’anniversario del ritorno al dominio cinese decine di migliaia di persone si radunano tradizionalmente per protestare contro Pechino e non solo. La polizia aveva vietato gli assembramenti quest’anno, citando problematiche legate alla pandemia di coronavirus. Anche la legge sulla sicurezza nazionale che la Cina ha introdotto lo scorso anno per Hong Kong in risposta a mesi di proteste pro-democrazia, nel 2019, ha scoraggiato le persone dal riunirsi e manifestare. La legislazione punisce tutto ciò che il governo di Pechino considera sovversione, secessione, terrorismo e collusione con forze straniere.

Secondo la polizia, circa 19 persone sono state arrestate giovedì per atti come possesso di armi, insulto alla bandiera nazionale e intralcio agli agenti. Ci sono stati però anche altri segni, più forti, di malcontento, con le emittenti locali che hanno riferito dell’arresto di un uomo in relazione a un incidente in cui sono stati lanciati oggetti infiammabili contro la sede del governo, dove risiedono tradizionalmente i leader della città.

La leader di Hong Kong, Carrie Lam, tornata da Pechino dopo aver partecipato alle celebrazioni per il centenario del Partito comunista cinese, ha condannato l’accoltellamento e gli altri atti illegali commessi nella giornata del primo luglio. “Dopo aver attraversato mesi di rivolte, nella seconda metà del 2019, detestiamo la violenza e apprezziamo molto la stabilità della società dopo l’attuazione della legge sulla sicurezza nazionale, lo scorso anno”, ha affermato la donna.

Alcuni attivisti di Hong Kong hanno interpretato l’attacco contro l’agente come un atto di disperazione contro un governo che è diventato sempre più intollerante nei confronti del dissenso. La polizia avrebbe intensificato il monitoraggio del traffico online per proteggersi da altri futuri aggressori, secondo quanto riportato dal quotidiano South China Morning Post, citando persone informate sulla questione. Alcuni utenti dei social media hanno già incoraggiato altri a lanciare attacchi simili, ha riferito il quotidiano.

La data del primo luglio, quest’anno, è stata tanto più delicata perché ha coinciso con gli sforzi del presidente cinese Xi Jinping volti a celebrare il centenario del Partito Comunista a Pechino. Oltre a schierare oltre 10.000 agenti, la polizia di Hong Kong ha anche chiuso Victoria Park, tradizionalmente teatro di grandi proteste, e ha perquisito gli attivisti che hanno tentato di radunarsi nelle vie di Causeway Bay.

Lam, che poco prima aveva assistito al discorso di Xi in Piazza Tiananmen, a Pechino, ha riferito ai giornalisti che le autorità sarebbero arrivate fino in fondo all’incidente di giovedì. “La polizia indagherà sul caso e vedrà se c’è qualche organizzazione dietro”, ha dichiarato la leader di Hong Kong, in opposizione a Tang, che ha escluso l’ipotesi di un attacco terroristico pianificato da un gruppo organizzato.

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Chiara Gentili

di Redazione

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