Russia-Turchia: colloqui tra ministri degli Esteri con focus su cooperazione militare

Pubblicato il 1 luglio 2021 alle 18:23 in Russia Turchia

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Il ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa, Sergey Lavrov, si è recato, mercoledì 30 giugno, ad Antalya, in Turchia, per incontrare la sua controparte turca, Mevlut Cavusoglu. I colloqui si sono concentrati su questioni bilaterali legate all’economia e alla cooperazione tecnico-militare, soprattutto sulla posizione turca rispetto ai missili russi S-400. I temi di politica estera che causano attrito tra i due Paesi non sono stati menzionati durante la conferenza stampa congiunta.

I due ministri hanno sottolineato la vicinanza di Russia e Turchia, affermando che, nel corso dell’anno corrente, i contatti di alto livello si sono notevolmente intensificati. L’ultimo incontro tra ministri degli Esteri si è svolto l’11 marzo, alla presenza dell’omologo qatariota, Mohammed bin Abdul Rahman al-Thani. Analogamente, i capi di Stato di Mosca e Ankara, rispettivamente Vladimir Putin e Recep Tayyp Erdogan, hanno tenuto sei colloqui telefonici dallo scorso gennaio.

Una delle questioni più rilevanti affrontate nel corso dei colloqui riguarda la cooperazione tecnico-militare. Lavrov ha dichiarato che Mosca ha accolto con favore l’annuncio turco riguardo l’intenzione di dispiegare il sistema missilistico antiaereo S-400 Triumph, di fabbricazione russa. Tali parole giungono due settimane dopo il vertice tra Erdogan e il capo della Casa Bianca, Joe Biden, tenutosi a Bruxelles il 14 giugno. In tale data, il presidente turco ha ribadito a Washington che la posizione di Ankara sui sistemi missilistici S-400 rimane invariata. Pertanto, la situazione di stallo sulla questione di fornitura militare russa alla Turchia, contestata dagli USA, non è stata risolta nel corso del summit.

Gli analisti del quotidiano russo Kommersant hanno affermato che la posizione di Ankara sugli S-400, così come la sua intenzione di sviluppare contatti militari con la Russia nonostante la pressione degli Stati Uniti, ha innalzato le relazioni bilaterali a un altro livello. È proprio per questa ragione, hanno sottolineato gli analisti, che tutte le questioni più controverse in politica estera – Libia, Siria, Nagorno-Karabakh e Afghanistan – non sono state menzionate in conferenza stampa.  

In tal contesto, è importante sottolineare che Russia e Turchia hanno sottoscritto, nel dicembre 2017, un contratto dal valore di 2,5 miliardi di dollari per la fornitura dei missili russi S-400. L’intesa ha reso la Turchia il primo Paese dell’Alleanza Atlantica a disporre di sistemi fabbricati nella Federazione. La cooperazione militare tra i due Stati ha provocato una forte reazione sia negli Stati Uniti, sia tra i membri della NATO. Questo ha portato Washington ad escludere la Turchia dal programma di produzione dei caccia statunitensi F-35, minacciando di applicare una nuova ondata di sanzioni antiturche qualora la fornitura dei complessi russi andasse a buon fine. Gli USA, così come gli altri Paesi dell’Alleanza, temono che se Ankara avrà a disposizione sia gli S-400 sia i caccia americani di quinta generazione F-35, i radar delle unità di contraerea russe impareranno a calcolare e tracciare gli aerei statunitensi. Per questa ragione Washington aveva minacciato di cancellare il processo di vendita dei caccia americani, dando un ultimatum ad Ankara: “o gli S-400 o gli F-35”.

Il 2021 ha rappresentato un anno produttivo anche dal punto di vista dell’interscambio commerciale. Quest’ultimo, da gennaio ad aprile, è aumentato del 22,5%, per un valore di 9,1 miliardi di dollari, rispetto lo stesso periodo del 2020. A seguito di tale premessa, Cavusoglu ha affermato che Russia e Turchia si sono poste l’obiettivo di innalzare la cifra del commercio bilaterale annuo a 100 miliardi di dollari. Nel corso della prossima riunione della Commissione Intergovernativa russo-turca, ha continuato il ministro di Ankara, sarà elaborato un piano d’azione per garantire la crescita esponenziale dell’interscambio. Il suddetto incontro bilaterale si terrà, nel mese di luglio, a Mosca.

I colloqui ministeriali del 30 giugno si sono anche concentrati su questioni culturali, quali il ripristino del traffico aereo dalla Russia alla Turchia. Allo stesso tempo, Cavusoglu ha affermato che in Turchia sarà consentito l’ingresso ai turisti russi vaccinati con i farmaci elaborati in Russia, sottolineando che coloro che non hanno ancora ricevuto la dose dovranno sottoporsi ad un tampone. Entrambi i Paesi si impegneranno a garantire la massima sicurezza ai turisti, con la speranza che il flusso di persone ritorni al livello pre-pandemico. Mentre nel 2019 6 milioni di russi si sono recati in Turchia, nel 2020 la cifra è scesa drasticamente a 2 milioni.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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