La Germania verso l’acquisto di 5 Boeing P-8 Poseidon

Pubblicato il 1 luglio 2021 alle 9:16 in Germania USA e Canada

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La Germania acquisterà 5 aerei da pattugliamento marittimo, Boeing P-8 Poseidon, per circa 1,1 miliardi di euro. Lo ha riferito, mercoledì 30 giugno, il Ministero della Difesa tedesco. Dopo l’approvazione da parte della commissione parlamentare per il bilancio, il contratto sarà ora firmato. La notizia è arrivata mentre la ministra Annegret Kramp-Karrenbauer incontrava, a Washington, il segretario alla Difesa USA, Lloyd Austin.

“Questo acquisto, dal valore di circa 1,1 miliardi di euro, risponde all’urgente necessità di mantenere una capacità di ricognizione marittima a lungo raggio e per la caccia dei sottomarini aerei”, ha dichiarato il Ministero. Kramp-Karrenbauer, dal canto suo, ha detto di essere ottimista sul fatto che Boeing sarà in grado di consegnare rapidamente l’aereo nonostante le sfide su altri programmi di difesa e ha specificato che non ci sarà alcun nuovo sviluppo che coinvolgerà l’aereo P-8 Poseidon. “È qualcosa che stiamo comprando dallo scaffale”, ha detto la ministra davanti ai giornalisti a Washington. “In realtà siamo ottimisti sul fatto di poter completare l’approvvigionamento in tempi relativamente brevi”, ha aggiunto.

Gli aerei forniranno un sostituto provvisorio per la vecchia flotta tedesca di aerei Lockheed P-3C Orion. Kramp-Karrenbauer ha sottolineato che la Germania è impegnata nello sviluppo di un sostituto a lungo termine insieme alla Francia nell’ambito del programma Maritime Airborne Warfare System, o MAWS.

A novembre 2020, la commissione per il bilancio del Parlamento tedesco ha approvato un contratto da 5,4 miliardi di euro per l’acquisto di 38 Eurofighter. L’accordo è stato sottoscritto con Airbus, il costruttore multinazionale europeo di aeromobili, con sede in Francia, e i 38 velivoli sono stati pensati per rafforzare l’aviazione tedesca. Il contratto fa parte del piano a lungo termine del Ministero della Difesa di Berlino finalizzato ad acquisire fino a 93 aerei Eurofighter insieme a 45 F-18 dalla Boeing.

La consegna dei 38 jet serve a sostituire i più vecchi jet Eurofighter dell’aviazione tedesca che hanno solo un uso operativo limitato. Nello specifico, i 38 nuovi aerei da combattimento Eurofighter Typhoon Tranche 4, previsti dal programma di Airbus, sostituiscono i vecchi aerei Tranche 1, attualmente in servizio. Le decisioni sull’acquisto dei restanti jet sono attese dopo le elezioni federali tedesche, previste per quest’anno. I membri dell’Unione Cristiano Democratica (CDU), del Partito Socialdemocratico tedesco (SPD), del Partito Liberale-Democratico (FDP) e dell’Alternativa per la Germania (AfD) avevano votato a favore del progetto, cosiddetto “Quadriga”, mentre i Verdi si erano astenuti e la sinistra aveva votato contro. Gli Eurofighter Typhoon costituiscono ad oggi la spina dorsale della Difesa aerea tedesca. Il contratto di novembre ha reso la Germania la maggiore nazione europea per numero di Eurofighter, con 181 aeromobili totali dall’inizio del programma. L’Italia, in confronto, possiede 95 velivoli. I nuovi Eurofighter Typhoon saranno consegnati alla Bundeswehr dal 2025, con una produzione di 8-10 aerei all’anno.

Per quanto riguarda i rapporti tra Germania e Stati Uniti, vale la pena sottolineare che i militari statunitensi si trovano sul territorio tedesco prevalentemente per prestare servizio nelle basi USA, come la Ramstein Air Base, utilizzata per le operazioni in Medio Oriente e in Africa, il Landstuhl Regional Medical Center, utilizzato in passato per curare i militari feriti in Iraq e Afghanistan e non da ultimo, a Stoccarda, i quartieri generali del Comando europeo e di quello africano degli Stati Uniti. La Germania ospita anche i quartieri generali dell’Esercito statunitense che presta servizio in Europa, a Wiesbaden, oltre ad essere la sede di una base di aerei caccia F-16, a Spangdahlem, e della più grande struttura di addestramento della NATO in Europa, la Grafenwoehr Training Area.  

Nel corso degli anni della presidenza Trump, le relazioni tra Washington e Berlino sono state messe alla prova in più occasioni. A luglio, l’ex presidente aveva approvato un piano per ritirare 9.500 soldati statunitensi dalla Germania, accusando Berlino di non aver contribuito abbastanza come alleato della NATO. Secondo Trump, il Paese non aveva pagato la sua parte dei costi di Difesa dell’Alleanza Atlantica. “La Germania è sconsiderata, sono all’1% percento, non al 2%”, aveva dichiarato Trump il 29 febbraio ai giornalisti fuori dalla Casa Bianca. “Hanno approfittato di noi per molti anni”, aveva aggiunto. Lo stesso ministro degli Esteri della Germania, Heiko Maas, aveva riconosciuto, poco prima dell’annuncio del ritiro delle truppe, di attraversare una fase complicata nelle relazioni con gli Stati Uniti. Oltre a chiedere più volte alla Germania di aumentare la propria spesa militare in seno alla NATO, Trump aveva anche accusato Berlino di dipendere eccessivamente dalla Russia per quanto riguarda il suo approvvigionamento energetico. La questione relativa al gasdotto Nord Stream rimane aperta e USA e Germania possono contare su una nuova vicinanza e propensione al dialogo per risolverla. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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