Gran Bretagna: lo scandalo del ritrovamento di documenti riservati

Pubblicato il 1 luglio 2021 alle 20:33 in Russia UK

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Documenti riservati del Ministero della Difesa britannico, contenenti dettagli sulla missione in Afghanistan e sul passaggio del cacciatorpediniere HMS Defender nel Mar Nero, sono stati trovati a una fermata dell’autobus nel Kent.

Secondo quanto riferito il 27 giugno dalla BBC, 50 pagine di documenti contenenti informazioni riservate sono state ritrovate da un dipendente pubblico, rimasto anonimo, in un mucchio di fogli bagnati dietro una fermata dell’autobus nel Kent, nella mattina del 22 giugno. Tra questi vi erano e-mail e presentazioni Power Point ricollegabili al Ministero della Difesa in cui si rivelavano informazioni sensibili riguardanti la possibile reazione russa al transito dell’HMS Defender attraverso le acque ucraine al largo della costa della Crimea, avvenuto il 23 giugno. Altri documenti esponevano potenziali piani per mantenere una presenza militare britannica in Afghanistan.

Come riportato anche dal The Guardian, i documenti avrebbero confermato che il transito del cacciatorpediniere britannico nel Mar Nero – un’operazione descritta da Londra come un “passaggio innocente attraverso le acque territoriali ucraine” – sia stato effettuato con la consapevolezza che il Cremlino potesse rispondere in modo aggressivo. Sono state delineate tre potenziali risposte russe: da “sicuro e professionale” a “sicuro non professionale” a “non sicuro non professionale”. Mosca ha dichiarato che la sua flotta ha aperto il fuoco lungo la rotta dell’imbarcazione britannica, in quella che è stata definita una “misura preventiva”. Secondo la nota ministeriale, le autorità frontaliere russe avevano precedentemente avvisato la Flotta britannica di eventuali contromisure in caso di violazione al confine. Da parte sua, il Ministero della Difesa britannico ha negato le dichiarazioni di Mosca, affermando che la flotta russa, in realtà, non ha aperto il fuoco contro la propria imbarcazione, ma che si trattava di colpi lanciati nel corso di un’esercitazione di artiglieria, annunciata in precedenza. 

Oltre alle tensioni internazionali, Londra deve ora affrontare anche problematiche interne relative alla diffusione di documenti sensibili. Il Ministero della Difesa britannico ha immediatamente lanciato un’indagine al riguardo e la perdita di informazioni sensibili è stata descritta “tanto imbarazzante quanto preoccupante” dai laburisti, che hanno chiesto rassicurazioni sul fatto che la sicurezza nazionale non sia stata compromessa. Per il momento, il Ministero ha fatto sapere che un dipendente aveva segnalato di aver perduto alcuni documenti, la settimana precedente. Un comunicato ha specificato: “Il Ministero della Difesa è stato informato la scorsa settimana di un incidente in cui documenti sensibili della Difesa sono stati recuperati da un dipendente pubblico. Il Dipartimento prende molto sul serio la sicurezza delle informazioni ed è stata avviata un’indagine. Il dipendente in questione ha denunciato la perdita al momento. Sarebbe inopportuno commentare ulteriormente”.

A seguito dell’episodio del 23 giugno, da un lato, Mosca ha minacciato di bombardare le navi militari britanniche nel Mar Nero in caso di ulteriori “provocazioni” al largo della Crimea. Dall’altro lato, il comandante di HMS Defender, Vince Owen, ha affermato che la Marina britannica è impegnata a garantire sicurezza a livello regionale, con una forza deterrente volta a dissuadere coloro che provano a minare la sicurezza globale. Parallelamente, a detta di Owen, il Regno Unito e i Paesi alleati come la Georgia, mirano a preservare sicurezza, stabilità e prosperità nella regione del Mar Nero, oltre all’integrità territoriale e alla sovranità di Tblisi. Circa il cacciatorpediniere al centro della disputa tra Mosca e Londra, questo risulta essere giunto a Batumi, dopo aver visitato Istanbul, in Turchia, e Odessa, in Ucraina, nel quadro di un tour che lo vedrà dirigersi verso il Canale di Suez e l’Asia Orientale.

Tra le mosse di Mosca seguite all’incidente del 23 giugno, l’esercito russo ha avviato, il 25 giugno, esercitazioni militari nell’Est del Mar Mediterraneo, dispiegando aerei da guerra armati di missili ipersonici all’avanguardia. Per alcuni, si è trattato di una dimostrazione di forza da parte della Russia, verificatasi in concomitanza con la presenza di una portaerei britannica nella medesima regione. In particolare, pochi giorni prima dell’inizio dell’esercitazione russa, i caccia F-35 britannici e statunitensi della portaerei HMS Queen Elizabeth hanno effettuato sortite di combattimento contro lo Stato Islamico.

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

 

di Redazione

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