Ucraina: il Parlamento approva riforme giudiziarie anticorruzione

Pubblicato il 30 giugno 2021 alle 16:26 in Europa Ucraina

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Il Parlamento dell’Ucraina ha approvato, martedì 29 giugno, un disegno di legge riguardante l’istituzione di una Commissione speciale incaricata di valutare l’adeguatezza di giudici e ufficiali giudiziari. Tale mossa è da inserire nel quadro delle proposte anticorruzione suggerite dalla NATO e da numerosi Paesi Occidentali.

La Commissione era già stata istituita in precedenza, ma, a seguito di una sentenza della Corte costituzionale, ha stata interrotta la sua attività nel 2019. L’Ambasciata degli Stati Uniti in Ucraina, che aveva espresso preoccupazione per la versione originale del disegno di legge, ha accolto con favore il nuovo progetto, sottolineando che l’approvazione ha rappresentato “un importante passo avanti”. La missione diplomatica degli USA ha poi ribadito di essere pronta a “sostenere l’Ucraina” nell’attuazione del progetto di legge, il quale avrebbe rinnovato completamente il sistema giudiziario del Paese.

La questione della corruzione in Ucraina è stata ampiamente discussa a partire dal 2014, anno in cui la Russia ha “occupato” la Crimea e ha supportato le forze separatiste nel Donbass. Da parte sua, l’UE sostiene da diversi anni Kiev nella lotta alla corruzione, come testimonia l’Iniziativa Anticorruzione dell’UE (EUACI), fondata nel 2017. Nel 2020, il programma del blocco ha ricevuto nuovi finanziamenti dal valore di 22,9 milioni di euro che copriranno il Paese fino al 2024.

Per quanto riguarda l’integrazione nella NATO, è importante menzionare l’ultimo vertice ucraino-statunitense, ospitato a Bruxelles il 13 aprile. In tale occasione, il ministro degli Esteri ucraino, Dmitry Kuleba, e il segretario di Stato USA, Antony Blinken, hanno concordato sul fatto che l’Ucraina debba impegnarsi nella promozione dello Stato di diritto, nella lotta alla corruzione e nell’applicare riforme economiche che rafforzino le istituzioni nel Paese. Tali misure permetteranno di ridurre i tempi dell’integrazione euro-atlantica.

A partire dal 2014, l’Ucraina è stata teatro di numerose proteste, sollevatesi per supportare l’ingresso nel blocco europeo. Si tratta della “Rivoluzione della Dignità”, anche nota come Euromaiden, così denominata a seguito delle violente manifestazioni che hanno avuto luogo tra il 18 e il 23 febbraio 2014. A guidare tali movimenti erano principalmente i sostenitori dei valori e degli ideali europei. L’Euromaidan, inoltre, si è contraddistinto per la lotta alla corruzione. A partire da tali eventi, Kiev ha subito profondi cambiamenti socio-politici, i quali hanno reso più trasparente l’operato delle istituzioni nel Paese. Tra le conquiste più importanti nel settore pubblico vi è la nascita di tre diverse istituzioni per la lotta alla corruzione di parlamentari, giudici e alti ufficiali. Queste sono l’Agenzia nazionale anticorruzione ucraina (NABU), la Procura specializzata anticorruzione (SAPO) e l’Agenzia nazionale per la prevenzione della corruzione (NAZK).

Secondo gli esperti, non è casuale il fatto che l’Occidente, recentemente, abbia esortato l’Ucraina ad accelerare i tempi di approvazione delle riforme anticorruzione. Ad esempio, il Parlamento europeo, lo scorso febbraio, aveva dichiarato che era proprio la corruzione a prolungare eccessivamente i tempi per l’attuazione di nuove leggi e riforme in Ucraina. Attraverso tali dichiarazioni, il Parlamento europeo intendeva porre l’accento sull’instabilità interna e sui problemi istituzionali che continuano a destabilizzare il Paese. Gli eurodeputati avevano altresì posto l’accento sulla mancanza di progressi nella “de-oligarchizzazione” del Paese. Tale aspetto è chiave nel processo di integrazione nell’Unione Europea e nella NATO perché, finché nel Paese gli oligarchi continueranno ad esercitare una forte influenza sull’economia e sulla politica, e, soprattutto, sui media, sui sistemi giudiziari, e sulle forze armante, l’Ucraina non potrà entrare a far parte delle suddette organizzazioni.

Il 20 marzo, il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, aveva affermato che l’Ucraina non disponeva ancora dei criteri per entrare a far parte della NATO anche a causa della corruzione. Più tardi, il 7 aprile, l’ufficio stampa dell’Alleanza aveva esortato Kiev a concentrarsi sull’attuazione di riforme interne. Solo in questo modo sarebbe stato possibile consolidare le istituzioni democratiche e rafforzare lo stato di diritto del Paese. Questi, secondo la NATO, sono fattori che permetteranno all’Ucraina di far sì che il suo sistema di Difesa sia conforme agli standard imposti dall’Alleanza Atlantica.

Infine, è importante ricordare che la lotta alla corruzione, oltre che riguardare l’approvazione di nuove leggi e la creazione di istituzioni trasparenti, riguarda anche la concreta attuazione delle riforme una volta istituite.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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