Germania: annunciato un attacco informatico, la Russia è sospettata

Pubblicato il 30 giugno 2021 alle 18:56 in Germania Russia

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Il sistema bancario della Germania, nonché una serie di strutture strategiche del Paese, sarebbero stati colpiti, mercoledì 30 giugno, da un attacco informatico perpetrato da un gruppo di hacker russi denominato Fancy Lazarus. A riferire la notizia è stato il quotidiano tedesco Bild, citando fonti presso i servizi segreti.

Dall’altra parte, le autorità della Germania non hanno confermato o smentito quanto reso noto dalla testata tedesca. Il Ministero degli Affari Interni di Berlino ha spiegato che “le forze dell’ordine competenti, al momento, non dispongono di informazioni a sufficienza” sul presunto attacco su larga scala. A ogni modo, secondo Bild, citato dal quotidiano russo Izvestija, si tratterebbe di una ritorsione di Mosca contro la Germania per la politica di sanzioni dell’UE. In particolare, gli hacker russi avrebbero colpito a seguito delle dichiarazioni di Bruxelles sulla possibilità di disconnettere la Russia e la Bielorussia dal sistema internazionale di pagamento SWIFT.

Dal 24 al 25 giugno, si sono riuniti i leader dei 27 Paesi membri del Consiglio Europeo. In tale occasione gli eurodeputati hanno deciso di estendere ulteriormente le sanzioni applicate nel mese di marzo 2014 e nei mesi di luglio e settembre dello stesso anno. Tali misure sono rinnovate annualmente a causa dell’ingerenza russa nel conflitto in Ucraina, nel Donbass, nonché per via dell’annessione della Crimea, avvenuta il 16 marzo 2014. Questo avviene perché l’UE ha stabilito, nel 2014, che le restrizioni sarebbero rimaste in vigore finché la penisola avrebbe fatto parte della Federazione Russa. Nonostante ciò, i rappresentanti del blocco hanno concordato di elaborare un piano per il rilancio del dialogo tra Mosca e Bruxelles, anche attraverso un vertice di alto livello. Tale proposta, avanzata da Francia e Germania, è stata però respinta da numerosi Stati dell’UE.

Durante il summit europeo, la cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha proposto di indire un formato di negoziati russo-europeo senza il capo del Cremlino, Vladimir Putin. Tale proposta è legata al fatto che il giorno precedente, Francia e Germania avevano suggerito di tenere un vertice di alto livello con Putin per discutere delle questioni di reciproco interesse, nonché delle tematiche di attrito. Tuttavia, numerosi Paesi europei, tra cui le Repubbliche Baltiche e la Polonia, hanno respinto categoricamente la richiesta, affermando che fosse prematuro tenere un Summit con il leader russo nel breve futuro.  Dopo essere venuto a conoscenza dell’iniziativa franco-tedesca di creare un format apposito per il dialogo con la Russia, il ministro degli Esteri di Kiev, Dmytro Kuleba, ha convocato gli ambasciatori di Francia e Germania in Ucraina per discutere della questione.

Nel 2014, Bruxelles ha imposto sanzioni contro Mosca in relazione al conflitto in Ucraina, nel Donbass, e all’annessione della Crimea. Nel corso degli anni, le misure restrittive sono state ripetutamente prorogate. L’ultimo rinnovo è stato annunciato a margine del Consiglio europeo. Tali misure impongono restrizioni alle relazioni economiche con la Crimea e Sebastopoli a tutti i cittadini europei e alle imprese con sede in Europa. Secondo le disposizioni del 2014, è altresì in vigore il divieto di importazione, restrizioni sugli scambi e sugli investimenti, il divieto di prestazione di servizi turistici e di esportazione di beni provenienti dalla Crimea e da Sebastopoli. In precedenza, il 18 giugno 2020, il Consiglio aveva concordato di prorogare tali misure fino al 23 giugno 2021.

Oltre a tali misure, l’Unione europea ha elaborato una “lista nera” in cui sono inclusi 177 cittadini e 48 entità giuridiche russe perché “ritenuti responsabili di azioni che minano l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina”. In questo caso, le misure punitive includono restrizioni di viaggio nel territorio dell’Unione Europea, il congelamento dei beni e il divieto di emettere prestiti ad individui ed enti presenti nella lista. L’elenco delle persone giuridiche include anche le autorità delle autoproclamate Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, nel Donbass.

Infine, gli ultimi sviluppi nel quadro delle relazioni bilaterali russo-europee sembrano, da una parte, confermare l’intenzione di Mosca e Bruxelles di rilanciare il dialogo ma, dall’altra, negarla. Le dichiarazioni dell’Alto rappresentante dell’Unione Europea, Josep Borrell, hanno confermato l’aspetto duplice dei rapporti bilaterali. Il funzionario europeo ha affermato che la nuova strategia di politica estera che Bruxelles intende adottare nei confronti di Mosca ne implica sia il contenimento sia l’interazione.

In tale quadro, è rilevante sottolineare che il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, nel corso del vertice russo-europeo del 31 maggio, sebbene abbia concretamente manifestato l’interesse a riavviare il dialogo russo-europeo, ha anche sottolineato che tutti i “passi ostili” che Bruxelles sta avanzando contro Mosca non resteranno impuniti. Parallelamente, è importante ricordare che, nel mese di maggio, sono stati numerosi i funzionari europei ad affermare di voler invertire la tendenza negativa delle relazioni con la Russia. Tra questi, vale la pena menzionare Borrell, il ministro degli Esteri della Germania, Heiko Maas, e il suo omologo slovacco, Ivan Korchok. Più tardi, il 29 giugno, l’Alto rappresentante dell’UE ha osservato che la Russia è un attore di primo piano nell’arena mondiale, sottolineano che è nell’interesse dell’Unione coinvolgerla nella risoluzione dei problemi sia globali sia bilaterali. Anche il Cremlino ha ribadito di essere pronto ad avviare un dialogo per normalizzare le relazioni bilaterali, ponendo l’accento su questioni legate alla sicurezza informatica.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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