G20, Italia: Di Maio pone l’accento su multilateralismo, Africa e sicurezza alimentare

Pubblicato il 30 giugno 2021 alle 13:13 in Africa Italia

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Il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, si trova oggi, mercoledì 30 giugno, nella Base Onu di Brindisi, per presiedere, insieme al direttore del World Food Programme (WFP), David Beasley, una riunione dedicata all’assistenza umanitaria. L’evento ministeriale, dal titolo “The role of logistics in preparedness and response for Covid-19 pandemic and future humanitarian and health crises”, sarà l’occasione per condividere, anche alla luce delle sfide poste dalla pandemia, le esperienze necessarie a rafforzare le capacità di preparazione e risposta umanitaria dei Paesi della comunità internazionale. L’iniziativa è collegata sia al tema della salute sia a quello della sicurezza alimentare, dal momento che gli effetti indiretti della pandemia si ripercuotono sulle capacità di approvvigionamento di derrate alimentari da parte dei Paesi fragili.

La base delle Nazioni Unite a Brindisi (Unhrd) è stata creata nel 2000, in una posizione strategica, davanti al Mediterraneo, grazie ad un’idea congiunta del governo italiano e del World Food Programme. Sul “modello Brindisi” sono state create altre basi, in regioni altrettanto strategiche del mondo, come ad Accra, in Ghana, a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, a Kuala Lumpur, in Malesia, a Città di Panama, a Panama, e a Las Palmas, in Spagna. Queste basi, che insieme formano l’Unhrd Network, offrono un’ampia gamma di servizi logistici, dagli acquisti e dall’immagazzinamento gratuito dei beni umanitari, al loro trasporto e alla risposta sul campo, nonchè di programmi di formazione e innovazione.

L’evento valorizzerà anche il UN Global Service Centre, gestito dal segretariato delle Nazioni Unite a New York, e contiguo alla base umanitaria, che fornisce supporto logistico alle operazioni di pace della Nazioni Unite. All’incontro sono stati invitati, tra gli altri, i competenti ministri dei Paesi membri del G20, il commissario europeo per la Gestione delle crisi, Janez Lenarcic, i competenti ministri dei Paesi invitati dalla presidenza e non membri del G20 (Spagna, Paesi Bassi, Tunisia, Algeria, Marocco e Niger), i direttori dell’Oms, dell’Unicef, della Fao e il presidente dell’Ifad.

I temi della sicurezza alimentare e dell’attenzione rivolta ai Paesi più vulnerabili sono stati centrali anche nell’incontro di ieri, martedì 29 giugno, a Matera, dove il ministro Di Maio, illustrando il cuore della strategia italiana per il G20 Esteri, ha parlato anche di rilancio della cooperazione multilaterale come chiave nella lotta alla pandemia e al cambiamento climatico, di sostegno allo sviluppo in Africa, di commercio, di transizione energetica. L’incontro si è articolato in due sessioni. La prima, sulla governance globale e sull’importanza di adottare un approccio multilaterale per fronteggiare le grandi sfide del mondo contemporaneo. La seconda, sull’Africa, per uno sviluppo sostenibile, rivolto anche ai Paesi fragili. “L’Africa è un interlocutore fondamentale per fronteggiare le sfide comuni in una prospettiva di partenariato paritario. Credo che il G20 abbia il dovere di sostenere l’Africa per uscire da questo periodo difficile e per entrare in una fase di crescita sostenuta e sostenibile. Ha risorse immense, bisogna agire per liberare questo enorme potenziale”, ha spiegato Di Maio, aggiungendo: “Questo impegno tra l’altro avrà conseguenze su entrambe le rive del Mediterraneo”. Il dialogo con i colleghi africani proseguirà con gli ‘Incontri con l’Africa’ il 7-8 ottobre a Roma.

Al termine dell’incontro di Matera, è stata adottata una Dichiarazione Ministeriale in cui è stata confermata la volontà del G20 di raggiungere l’obiettivo “zero fame” entro il 2030. “Sono particolarmente orgoglioso del fatto che tutti abbiamo ribadito l’impegno contro l’insicurezza alimentare adottando la dichiarazione di Matera. E sono molto orgoglioso che l’adozione sia avvenuta qui, confermando il ruolo di leadership dell’Italia”, ha detto Di Maio. “Abbiamo discusso di come contrastare l’impatto della pandemia e promuovere una ripresa inclusiva e resiliente. Il tutto nel quadro del percorso che porterà al G20 di Roma del 30 e 31 ottobre”, ha aggiunto nella conferenza stampa finale.

Nella dichiarazione, i ministri degli Esteri e dello Sviluppo del G20 hanno affermato che “la riduzione della povertà, la sicurezza alimentare e sistemi alimentari sostenibili sono fondamentali per porre fine alla fame, incoraggiare la coesione sociale e lo sviluppo della comunità, ridurre le disuguaglianze socioeconomiche sia tra i Paesi che all’interno, sviluppare il capitale umano, promuovere l’uguaglianza di genere e l’emancipazione dei giovani e promuovere la crescita economica inclusiva globale e lo sviluppo sostenibile”. Infine, gli Stati hanno concordato sulla necessità di “rispettare le priorità della sicurezza alimentare intensificando gli sforzi per garantire un’alimentazione sicura e adeguata per tutti, porre fine a tutte le forme di malnutrizione, preservare l’agrobiodiversità e fare affidamento su scienza, innovazione, pratiche commerciali avanzate e comportamenti responsabili che integrano le conoscenze tradizionali, la cultura alimentare locale e le migliori pratiche al fine di raggiungere gli obiettivi dell’agenda Onu”, ossia la fame zero nel 2030.

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Chiara Gentili

di Redazione

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