Yemen: nuovi raid degli Houthi su Ma’rib, 3 vittime

Pubblicato il 29 giugno 2021 alle 16:23 in Medio Oriente Yemen

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Il portavoce del governo yemenita, Ali al-Ghulisi, ha annunciato, martedì 29 giugno, che le milizie di ribelli sciiti Houthi hanno sferrato due attacchi missilistici contro il quartiere di Rawdha, nel governatorato di Ma’rib. Il bilancio delle vittime include almeno tre morti, tra cui un bambino, e 10 feriti, tra cui due bambini.

A riferirlo è stata l’agenzia di stampa statunitense Associated Press. Secondo quanto reso noto, non sono state rilasciate dichiarazioni da parte del portavoce dei ribelli Houthi. Il quartiere colpito dal raid aereo del 29 giugno era già stato teatro di violenti attacchi il 6 giugno, i quali avevano provocato la morte di almeno 21 persone, tra cui una bambina di due anni. In tale data, un missile balistico lanciato dai ribelli sciiti Houthi ha colpito una stazione di servizio di Ma’rib, ultima roccaforte nel Nord dello Yemen, sotto il controllo delle forze filogovernative, affiliate al presidente Rabbo Mansour Hadi, riconosciuto a livello internazionale. L’esplosione ha provocato un grande incendio poiché è avvenuta mentre decine di auto del personale militare regionale erano in attesa di fare rifornimento. L’attacco è stato poi rivendicato dagli Houthi, i quali hanno rivelato che l’obiettivo avrebbe dovuto essere, in realtà, il quartier generale militare, non distante dalla stazione di servizio.

Negli ultimi due giorni, le forze di difesa aerea dell’Arabia Saudita, intervenute nel conflitto per sostenere le forze filogovernative, hanno sventato decine di attacchi. Analogamente, il governatorato di Ma’rib continua ad essere teatro di numerosi attacchi. In entrambi i casi, la responsabilità delle violenze è da attribuire ai ribelli Houthi. Nello specifico, la coalizione a guida saudita ha intercettato e distrutto, tra il 27 e il 28 giugno, circa sei droni e quattro missili balistici.

Nel frattempo, l’offensiva a Ma’rib, in corso dalla prima settimana di febbraio, continua. Dal 24 giugno, gli Houthi hanno lanciato decine di attacchi contro le postazioni dell’Esercito yemenita, da Nord, Sud e Ovest, con l’obiettivo di espugnare l’ultima roccaforte del Nord dello Yemen posta in gran parte sotto il controllo delle forze filogovernative. In tal modo, i ribelli sciiti controllerebbero l’intera parte settentrionale dello Yemen. Tuttavia, le forze filogovernative, supportate dalle forze aeree della coalizione a guida saudita, sono riuscite a respingere i tentativi di conquista degli Houthi.

A detta degli osservatori internazionali, i ribelli sciiti starebbero cercando di riconquistare Ma’rib prima di avviare il processo dei negoziati di pace promossi dalle Nazioni Unite, incoraggiati altresì dalle mosse di Washington degli ultimi mesi, la quale sembra voler svolgere un ruolo maggiore verso la risoluzione della crisi yemenita. La regione, oltre che essere non molto distante dal confine meridionale con il Regno saudita, è anche estremamente ricca di giacimenti petroliferi e di gas. Tali ragioni potrebbero rappresentare un elemento su cui far leva in eventuali trattative di pace. Inoltre, Ma’rib rappresenterebbe un punto di forza per i ribelli non solo per le ricchezze che ospita, ma anche per la sua posizione strategica, in quanto contribuirebbe a proteggere la capitale Sana’a, tuttora sotto il controllo degli Houthi.

Gli ultimi attacchi si collocano nel più ampio quadro dell’annoso conflitto civile yemenita, in cui l’Arabia Saudita è intervenuta il 26 marzo 2015, ponendosi a capo di una coalizione volta a sostenere il presidente Hadi, e formata anche da Emirati Arabi Uniti, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait e Bahrain. L’ingresso di tale alleanza è avvenuto pochi mesi dopo il colpo di Stato degli Houthi del 21 settembre 2014, che ha dato il via a tensioni tuttora in corso. Oltre ad aeroporti e postazioni militari, gli Houthi hanno spesso preso di mira obiettivi “energetici”. 

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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