Militanti di Boko Haram giurano fedeltà allo Stato Islamico

Pubblicato il 28 giugno 2021 alle 9:06 in Africa Nigeria

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A seguito della morte del loro leader, alcuni combattenti del gruppo islamista nigeriano Boko Haram hanno giurato fedeltà all’organizzazione, un tempo rivale, nota come Provincia nell’Africa Occidentale dello Stato Islamico (ISWAP). 

La notizia è stata riportata il 27 giugno dall’agenzia di stampa Reuters, che cita un video attraverso il quale il passaggio dei militanti dalla prima a la seconda organizzazione jihadista è stato formalizzato. Tale episodio alimenta i timori che l’ISWAP stia consolidando il controllo del Nord-Est della Nigeria, dopo la morte del leader di Boko Haram, Abubakar Shekau, ufficializzata il 6 giugno. Tuttavia, non è chiaro quanti membri dell’organizzazione nigeriana siano pronti a passare allo Stato Islamico africano, poiché i gruppi si sono fronteggiati in una violenta rivalità per anni. 

Il video, pubblicato dalla sezione mediatica ufficiale dell’ISWAP, mostrava alcune centinaia di uomini, molti dei quali armati, che si radunavano nella boscaglia. Alcuni di questi rilasciavano dichiarazioni alla telecamera. “Ci uniremo per combattere”, ha detto uno di questi in lingua hausa, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa. “Ciò che accadrà ora supererà di gran lunga ciò che è accaduto in passato, ora che siamo uniti”, ha aggiunto. Secondo le più recenti stime delle Nazioni Unite, negli ultimi 12 anni di insurrezioni jihadiste, circa 350.000 persone hanno perso la vita in Africa Occidentale. 

Già il 19 maggio, fonti dell’intelligence nigeriana avevano riferito di combattimenti letali tra i due gruppi. Secondo quanto riportato in tale data, i militanti di Boko Haram, compreso l’allora leader dell’organizzazione, Shekau, erano stati circondati dai combattenti dell’ISWAP nella propria roccaforte, nella foresta di Sambisa. Gli aggressori gli avevano chiesto di arrendersi. “Per evitare la cattura, Shekau si è sparato al petto e il proiettile gli ha perforato la spalla”, aveva raccontato una fonte. Quindi, il capo di Boko Haram, insieme ad alcuni dei suoi uomini, sarebbe riuscito a fuggire verso una destinazione sconosciuta. Una seconda fonte dell’intelligence aveva invece raccontato che Shekau era rimasto gravemente ferito dopo aver fatto esplodere un ordigno nel suo rifugio. Per comprendere le dinamiche tra i due gruppi, è importante capire le loro origini. 

L’organizzazione militante islamista, nota come Boko Haram, è stata fondata nel 2002 come movimento religioso con l’intento di riformare la società nigeriana in base all’interpretazione letterale della sharia. Il gruppo si è trasformato in un’organizzazione armata nel corso degli anni e, a partire dal 2009, ha seminato terrore e violenze nella regione, conquistando sempre più territorio. Dal 2013, le forze di sicurezza nigeriane, insieme ai militanti della Civilian Joint Task Force (CJTF) e in collaborazione con Ciad, Camerun e Niger, hanno lanciato una campagna contro i militanti islamisti, riuscendo a cacciarli dalle principali città nigeriane e costringendoli a trasferirsi nelle zone rurali. Tuttavia, questi hanno continuato a lanciare attacchi, specialmente nel Nord-Est del Paese, nella regione del Lago Ciad, prendendo di mira sia le forze di sicurezza che i civili. Il gruppo è diventato noto e temuto a livello internazionale quando i suoi militanti hanno rapito quasi 300 studentesse a Chibok, la notte tra il 14 e il 15 aprile del 2014. Tuttavia, le campagne militari dei Paesi della regione, lanciate dal 2015, hanno fortemente indebolito l’organizzazione. 

Nel 2016, Boko Haram si è fratturato, dopo lunghi disaccordi interni e le significative perdite di un territorio dell’anno precedente. Di conseguenza, due grandi fazioni sono emerse dall’organizzazione: lo Stato Islamico dell’Africa occidentale (ISWAP), e il Jama’atu Ahlis Sunna Lidda’awati wal-Jihad (JAS). L’ISWAP è nato il 7 marzo 2015, quando lo stesso Abubakar Shekau, leader di Boko Haram, ha promesso fedeltà allo Stato Islamico della Siria e del Levante, che ha accettato i nuovi adepti e ha annunciato l’espansione del califfato in Africa occidentale. Tuttavia, nell’agosto 2016, la leadership dell’ISIS ha nominato Abu Musab al-Barnawi come capo dell’ISWAP, cosa che Shekau ha rifiutato di accettare. A causa di lotte intestine, la neonata organizzazione si è divisa nuovamente: la fazione di al-Barnawi (ISWAP) e la fazione di Shekau (Boko Haram). Si stima che l’ISWAP contasse tra i 3.500 e i 5.000 combattenti, nel febbraio del 2020, e si ritiene che sia diventata la principale minaccia terroristica della regione. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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