Libia: il premier in Marocco per rafforzare le relazioni bilaterali

Pubblicato il 28 giugno 2021 alle 12:47 in Libia Marocco

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Il primo ministro del governo di unità nazionale libico ad interim, Abdulhamid Dabaiba, si è recato in visita ufficiale in Marocco, il 27 giugno. Tra gli obiettivi, potenziare i legami bilaterali tra Tripoli e Rabat in diversi ambiti.  

Il premier libico ha incontrato il ministro degli Esteri marocchino, Nasser Bourita, il quale, nel corso di una conferenza stampa tenuta a margine dei colloqui, ha sottolineato il sostegno di Rabat agli sforzi profusi dalla popolazione libica e dalle istituzioni legittime per garantire l’organizzazione delle elezioni, calendarizzate per il 24 dicembre 2021. Queste ultime rappresentano una tappa significativa nel percorso di transizione democratica intrapreso dalla Libia a seguito del cessate il fuoco, raggiunto il 23 ottobre 2020.

Per Bourita, la buona riuscita del processo elettorale e la risoluzione delle questioni connesse consentiranno al popolo libico di raggiungere la stabilità auspicata, progredire e porre fine alla presenza straniera. Come sottolineato dal ministro degli Esteri, il Marocco non ha mai desiderato ottenere guadagni “materiali” dalla Libia, ma ciò che più gli interessa è il futuro del popolo libico. La visita del 27 giugno, è stato specificato, si colloca nel quadro delle istruzioni date dal sovrano marocchino, il re Mohammed VI, il quale desidera rafforzare i canali di comunicazione tra il Regno e i diversi attori libici legittimi su questioni di mutuo interesse.

A tal proposito, il ministro ha riferito di aver discusso con Dabaiba degli ultimi sviluppi relativi al dossier libico, evidenziando come l’attuale apparato esecutivo libico abbia profuso grandi sforzi, sin dalla sua nomina, per far fronte alle diverse difficoltà. La credibilità del Marocco, ha poi dichiarato il ministro, è il motivo per cui la popolazione libica vede con favore il ruolo di Rabat nel Paese. Bourita ha poi fatto riferimento all’assenza di rappresentanti del Regno alla Conferenza di Berlino 2, del 23 giugno, nonostante fosse stato rivolto un invito anche a Rabat. “Il Marocco non ha bisogno di immagini e conferenze” ha affermato Bourita, il cui Paese non era stato invitato alla Conferenza di Berlino 1, del 19 gennaio 2020.

Dabaiba, da parte sua, ha ringraziato il Marocco per l’impegno mostrato nel favorire stabilità in Libia a livello politico e in materia di sicurezza, volto altresì a promuovere l’unificazione delle istituzioni libiche. La visita del 27 giugno, ha affermato il premier, ha poi avuto l’obiettivo di consolidare le relazioni bilaterali tra Tripoli e Rabat in diversi ambiti, al fine di soddisfare gli interessi dei due popoli alleati. A tal proposito, Dabaiba ha riferito che auspica alla ripresa dei lavori dell’Alto Comitato congiunto tra Libia e Marocco, interrotti dal 2009, mentre ha esortato le parti interessate a riattivare l’accordo commerciale dell’Unione del Maghreb arabo. L’intesa è stata siglata il 17 febbraio 1989 da Mauritania, Marocco, Algeria, Tunisia e Libia, con l’obiettivo di favorire unità economica tra i Paesi del Maghreb, ma è dal 1994 che non si tengono incontri. Non da ultimo, il premier libico ha messo in luce la necessità di convocare il comitato consolare congiunto tra Libia e Marocco, così da facilitare procedure quali la concessione di visti e di permessi di residenza.

Negli ultimi mesi, il Marocco ha ospitato cinque round di negoziati tra delegazioni dell’Alto Consiglio di Stato libico e la Camera dei Rappresentanti, volti a elaborare un meccanismo per la nomina delle cosiddette posizioni sovrane. Secondo Rabat, i colloqui organizzati nel Regno hanno “notevolmente contribuito al processo politico guidato dalle Nazioni Unite e alla nomina di un governo ad interim”. Anche in passato, il Marocco aveva assunto un ruolo chiave nella conclusione dell’accordo di Skhirat, il 17 dicembre 2015, grazie al quale era stato istituito il “Governo di Accordo Nazionale” (GNA), sotto l’egida dell’ONU.

Prima del cessate il fuoco di ottobre 2020, il Marocco aveva proposto la creazione di una “mini squadra araba” composta da quei Paesi arabi interessati al dossier libico, con il fine di formulare una “visione strategica” che potesse risolvere la crisi e il conflitto in Libia. L’obiettivo, secondo alcuni, era altresì limitare l’espansione della Turchia e imporre una “agenda araba” in grado contrastare qualsiasi forma di ingerenza straniera.

Al momento, le tensioni in Libia sembrano essersi placate. Quanto accaduto prima il 5 febbraio, con la nomina delle nuove autorità esecutive da parte del Forum di dialogo politico, e poi il 10 marzo, con il voto di fiducia al governo ad interim, ha rappresentato un momento “storico” per il Paese Nordafricano, che, dal 15 febbraio 2011, è stato teatro di una perdurante crisi e di una lunga guerra civile. Ad aver dato nuovo impulso al percorso politico vi è stato l’accordo di cessate il fuoco, siglato a Ginevra il 23 ottobre 2020 nel quadro del Comitato militare congiunto 5+5. Quest’ultimo è un organismo composto da delegati di entrambe le parti belligeranti, l’esercito legato al governo di Tripoli, il GNA, e l’Esercito Nazionale Libico (LNA).

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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