Disputa Russia-UK: la nave britannica attracca in Georgia, Mosca avvia esercitazioni nel Mediterraneo

Pubblicato il 27 giugno 2021 alle 11:32 in Russia UK

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La nave della Marina britannica, il cacciatorpediniere HMS Defender, accusata da Mosca di aver violato di tre chilometri il confine russo, al largo della costa della Crimea, è approdata in Georgia, il 26 giugno. Nello specifico, l’imbarcazione ha attraccato presso il porto di Batumi, sul Mar Nero.

Ciò è avvenuto a tre giorni di distanza da un episodio di attrito tra la Russia e il Regno Unito. In particolare, il 23 giugno, il Ministero della Difesa russo aveva dichiarato che la HMS Defender era entrata nelle acque di Capo Fiolent, in Crimea, alle 11:52 ora locale. Di conseguenza, la Flotta del Mar Nero della Federazione Russa, insieme alle autorità di frontiera del Paese, hanno aperto il fuoco lungo la rotta dell’imbarcazione britannica, in quella che è stata definita una “misura preventiva”. Secondo la nota ministeriale, le autorità frontaliere di Mosca avevano precedentemente avvisato la Flotta britannica di eventuali contromisure in caso di violazione al confine. Tuttavia, a detta del Cremlino, l’equipaggio di Defender ha proseguito il proprio tragitto, entrando di tre chilometri nel territorio della Federazione, obbligando, così, una nave di pattuglia russa a “sparare colpi di avvertimento”.

Da parte sua, il Ministero della Difesa britannico ha negato le dichiarazioni di Mosca, affermando che la flotta russa, in realtà, non ha aperto il fuoco contro la propria imbarcazione, ma che si trattava di colpi lanciati nel corso di un’esercitazione di artiglieria, annunciata in precedenza. Quanto all’accusa di violazione del confine, la Royal Navy ha sottolineato che il transito è stato effettuato in conformità con il diritto internazionale. Il Regno Unito, al pari di altri Paesi occidentali, non riconosce l’annessione della Crimea alla Russia, avvenuta il 16 marzo 2014. Pertanto, per la Marina britannica, non è stata commessa alcuna violazione, in quanto la propria imbarcazione ha transitato nelle acque territoriali dell’Ucraina.

A seguito dell’episodio del 23 giugno, da un lato, Mosca ha minacciato di bombardare le navi militari britanniche nel Mar Nero in caso di ulteriori “provocazioni” al largo della Crimea. Dall’altro lato, il comandante di HMS Defender, Vince Owen, ha affermato che la Marina britannica è impegnata a garantire sicurezza a livello regionale, con una forza deterrente volta a dissuadere coloro che provano a minare la sicurezza globale. Parallelamente, a detta di Owen, il Regno Unito e i Paesi alleati come la Georgia, mirano a preservare sicurezza, stabilità e prosperità nella regione del Mar Nero, oltre all’integrità territoriale e alla sovranità di Tblisi. Circa il cacciatorpediniere al centro della disputa tra Mosca e Londra, questo risulta essere giunto a Batumi, dopo aver visitato Istanbul, in Turchia, e Odessa, in Ucraina, nel quadro di un tour che lo vedrà dirigersi verso il Canale di Suez e l’Asia Orientale.

Tra le mosse di Mosca seguite all’incidente del 23 giugno, l’esercito russo ha avviato, il 25 giugno, esercitazioni militari nell’Est del Mar Mediterraneo, dispiegando aerei da guerra armati di missili ipersonici all’avanguardia. Per alcuni, si è trattato di una dimostrazione di forza da parte della Russia, verificatasi in concomitanza con la presenza di una portaerei britannica nella medesima regione. In particolare, pochi giorni prima dell’inizio dell’esercitazione russa, i caccia F-35 britannici e statunitensi della portaerei HMS Queen Elizabeth hanno effettuato sortite di combattimento contro lo Stato Islamico.

Da parte di Mosca, stando a quanto riferito dal Ministero della Difesa russo, una coppia di caccia MiG-31, in grado di trasportare missili ipersonici Kinzhal, è dapprima giunta presso la base aerea russa in Siria di Khmeimim, e da qui sono state effettuate missioni di addestramento. Queste hanno visto l’impiego anche di diverse navi da guerra, due sottomarini e bombardieri a lungo raggio Tu-22M3 e velivoli da combattimento. L’obiettivo è prepararsi a colpire eventuali obiettivi nel Mediterraneo. Ad ogni modo, è la prima volta che Mosca schiera aerei da guerra armati di Kinzhal al di fuori dei confini della Russia, mentre i bombardieri supersonici Tu-22M3, con capacità nucleare, sono stati schierati per la prima volta in Siria il mese scorso, il che dimostrerebbe una crescente presenza russa nella contesa regione del Mediterraneo. Secondo fonti militari russe, il Kinzhal ha una gittata fino a 2000 chilometri e vola a 10 volte la velocità del suono, rendendone difficile l’intercettazione.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo e inglese

di Redazione

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