Tokyo protesta per esercitazioni russe nelle isole contese

Pubblicato il 25 giugno 2021 alle 19:53 in Giappone Russia

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Il Giappone ha inoltrato una protesta formale contro la Russia per un’esercitazione militare condotta da Mosca in alcune tra le isole Curili, chiamate Territori settentrionali in Giappone, la cui sovranità è contesa tra le parti sebbene siano controllate dalla Russia.

Il 24 giugno, il segretario generale del governo del Giappone, Katsunobu Kato, ha affermato che Tokyo ha utilizzato il canale diplomatico per protestare contro la Russia. In particolare, Kato ha dichiarato che, per il Giappone, gli armamenti sulle quattro isole settentrionali contese, compreso un simile esercizio, non sono in linea con la posizione del proprio Paese riguardo a tali territori e sono quindi “inaccettabili”.

Il 23 giugno, la regione militare orientale della Russia e la sua flotta del Pacifico hanno avviato un’esercitazione dalla durata di cinque giorni sulle isole di Etorofu e Kunashiri, che appartengono alle Curili, su quella di Sachalin e nel Mar del Giappone. All’operazione hanno partecipato più di 10.000 persone, 32 aerei, 500 strumenti di equipaggiamento tecnico militare e 12 navi di vario tipo. Il programma dell’esercitazione ha previsto pratiche di sbarco delle truppe da assalto, di tattiche marittime e di operazioni di contrasto allo sbarco anfibio.

La disputa tra Giappone e Russia risale a quando le forze dell’allora Unione Sovietica avevano annesso le isole di Etorofu, Kunashir, Shikotan e gli isolotti di Habomai, all’estremità meridionale delle Isole Curili, negli ultimi giorni della seconda guerra mondiale. Dopo la resa del Giappone nel 1945, Mosca ne aveva mantenuto il controllo e vorrebbe che il Giappone riconoscesse che le quattro isole sono state legittimamente acquisite dopo la resa di Tokyo in guerra. Il Giappone ritiene però che la loro acquisizione è stata illegale in quanto le quattro isole in questione non facevano parte dell’arcipelago delle Curili e quindi la loro sovranità non avrebbe dovuto far parte del Trattato di pace di San Francisco del 1951 tra gli Alleati e il Giappone.

Nel tempo, Mosca ha stazionato ingenti mezzi militari sulle isole, compresi missili antinave e aerei da combattimento avanzati. Secondo South China Morning Post, ci sono poche probabilità che il Giappone metta alla prova la determinazione militare dei russi a controllare tali territori e l’incidente più probabile che potrebbe verificarsi è uno scontro accidentale tra unità navali o aeree.

Il Giappone ha dispute territoriali aperte con tutti i governi che controllano territori immediatamente vicini ai propri, ovvero con la Cina, la Russia, Taiwan, la Corea del Sud e la Corea del Nord.

Di recente, le dispute sino-giapponesi sono quelle che hanno attirato maggiormente l’attenzione internazionale. I due Paesi si contendono la sovranità sulle isole chiamate da Pechino Diaoyu, e dal Giappone Senkaku che sono situate nel Mar Cinese Orientale. Le isole Senkaku/Diaoyu sono, al momento, amministrate dal Giappone ma intorno alle loro acque e sui loro cieli sta crescendo la presenza militare di entrambe le parti. In tale contesto, gli Stati Uniti hanno ripetutamente ribadito che in caso di scontro sosterrebbero il Giappone, in base al Trattato di mutua cooperazione e sicurezza concluso tra Tokyo e Washington, il 19 gennaio 1960. L’Articolo 5 di tale documento prevede che nel caso in cui uno dei due contraenti venisse attaccato all’interno dei territori amministrati dal Giappone, l’altro dovrebbe intervenire.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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