Yemen: scontri tra separatisti ad Aden, 2 morti

Pubblicato il 24 giugno 2021 alle 12:49 in Medio Oriente Yemen

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Scontri tra le brigate del movimento separatista dello Yemen meridionale hanno provocato la morte di 2 combattenti e il ferimento di circa 15 persone, compresi civili, nella città portuale di Aden. Lo hanno riferito, giovedì 24 giugno, fonti di sicurezza yemenite. Aden è la sede provvisoria del governo, sostenuto dalla coalizione araba a guida saudita, e, negli ultimi anni, ha visto crescere le tensioni con il Consiglio di transizione meridionale (STC) per il controllo della città e del più ampio Sud. Il movimento dei ribelli sciiti Houthi, invece, detiene la maggior parte del Nord del Paese. 

Ripetuti spari sono stati uditi nella notte di mercoledì 23 giugno nel distretto densamente popolato di Sheikh Othman, hanno riferito alcuni residenti all’agenzia di stampa Reuters. Un incendio sarebbe altresì divampato in un edificio del Ministero dell’Istruzione, situato nella zona. I combattimenti, durati più di due ore, sono scoppiati quando una delle brigate che presidiavano un posto di blocco ha tentato di disarmare un altro convoglio. Le fonti hanno poi specificato che i combattimenti si sarebbero fermati quando il leader dell’STC, Aidarous al-Zubaidi, ha ordinato ad entrambe le parti di ritirarsi.

Incidenti simili rischiano di mettere a repentaglio l’accordo di Riad, siglato il 5 novembre 2019 dal STC e dal governo yemenita, al fine di porre fine alle tensioni tra le due parti, scoppiate a partire dal 7 agosto dello stesso anno. Scopo dell’intesa è stato evitare un ulteriore “conflitto nel conflitto” in Yemen e scongiurare una spaccatura all’interno del fronte anti-Houthi, in particolare tra Riad e Abu Dhabi. Tra le diverse clausole concordate, vi è la formazione di un nuovo governo yemenita unitario, equamente suddiviso tra Nord e Sud, ufficialmente annunciato il 18 dicembre 2020. Un risultato simile è stato motivo di speranza da parte di chi credeva che ciò potesse portare alla risoluzione del più ampio conflitto yemenita, scoppiato a seguito del colpo di Stato Houthi del 21 settembre 2014. Ad oggi, però, alcune clausole non sono state ancora rispettate e sia le forze filogovernative sia quelle del STC continuano ad occupare postazioni ad Aden, nonostante sia stato loro ordinato di ridispiegarsi altrove. I militari del Consiglio di transizione meridionale, supportato dagli Emirati Arabi Uniti, possiedono, ad esempio, il controllo di diversi edifici governativi, compresi gli uffici dell’agenzia di stampa statale, Saba.

L’instabilità ad Aden complica ulteriormente gli sforzi di pace, guidati dalle Nazioni Unite, per garantire un cessate il fuoco necessario a porre fine al più ampio conflitto yemenita. Quest’ultimo è scoppiato a seguito del colpo di stato Houthi del 21 settembre 2014. La coalizione a guida saudita è intervenuta nel conflitto il 26 marzo 2015, ponendosi a fianco dell’esercito yemenita legato al presidente Rabbo Mansour Hadi, riconosciuto a livello internazionale. L’alleanza vede la partecipazione di Emirati Arabi Uniti, Sudan, Bahrain, Kuwait, Egitto e Giordania. Da gennaio 2020, le tensioni si sono particolarmente acuite presso i fronti settentrionali e nord-occidentali, tra cui Ma’rib, ultima roccaforte settentrionale controllata in gran parte dalle forze filogovernative. Qui, dalla prima settimana di febbraio 2021, i ribelli hanno lanciato una violenta offensiva, tuttora in corso, volta a conquistare una regione ricca di risorse petrolifere e che consentirebbe loro di completare i propri piani espansionistici nel Nord dello Yemen. Al momento, però, non sono stati registrati risultati significativi, mentre il peggioramento della situazione umanitaria desta preoccupazione a livello internazionale.

Gli scambi di attacchi aerei tra la coalizione e gli Houthi sono praticamente all’ordine del giorno. Spesso, Riad riesce a intercettare le offensive del gruppo ribelle. Nell’ultimo di questi episodi, mercoledì 23 giugno, la coalizione ha fatto sapere che le difese aeree dell’Arabia Saudita sono state in grado di individuare e distruggere quattro droni carichi di esplosivo lanciati dagli Houthi verso il Sud del Regno. Solo qualche ora prima, la coalizione aveva dichiarato di aver intercettato un altro drone che stava prendendo di mira la città meridionale di Jazan.

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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