Russia: la Gran Bretagna possibile “Paese ostile”

Pubblicato il 24 giugno 2021 alle 12:07 in Russia UK

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Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato, giovedì 24 giugno, che il governo russo potrebbe inserire la Gran Bretagna nell’elenco dei “Paesi ostili” per la Federazione Russa a seguito della violazione di confine del cacciatorpediniere Defender.

Commentando quanto accaduto il 23 giugno, Peskov ha definito una “provocazione” la decisione della Royal Navy di sconfinare nelle acque crimeane, che la Russia reputa proprie. “Siamo preoccupati per le azioni della Marina britannica. Le consideriamo inaccettabili e non conformi alle norme di diritto internazionale”, ha aggiunto il portavoce del Cremlino. Anche il comandante della Marina russa, l’ammiraglio Nikolai Evmenov, ha discusso dell’incidente e delle contromisure adottate. La Flotta del Mar Nero ha agito “in completa sicurezza per prevenire che la provocazione della Royal Navy si sviluppasse ulteriormente”, ha sottolineato Evmenov. Per la Russia, quanto accaduto rappresenta una “violazione delle norme di diritto internazionale”, ragion per cui le autorità di Londra sono state esortate ad avviare indagini più approfondite sulla questione.

Il 23 giugno, la Flotta del Mar Nero della Federazione Russa, insieme alle autorità di frontiera del Paese, ha aperto il fuoco lungo la rotta della nave da guerra britannica Defender perché quest’ultima aveva violato di tre chilometri il confine russo, al largo della costa della Crimea, nelle acque di Capo Fiolent. Dopo il fuoco aperto dall’imbarcazione russa, le autorità transfrontaliere hanno ordinato ad un caccia Su-24 di eseguire un bombardamento precauzionale lungo la rotta della nave da guerra britannica.  A detta del Ministero della Difesa di Mosca, la “misura preventiva” è stata presa perché, a seguito degli avvertimenti delle autorità russe, l’imbarcazione non ha interrotto il transito nelle acque territoriali della Federazione. 

Dall’altra parte, il Ministero della Difesa della Gran Bretagna ha negato le dichiarazioni di Mosca, aggiungendo che la Marina della Federazione, in realtà, non avrebbe aperto il fuoco. Quanto all’accusa di violazione di territorio, la Royal Navy ha sottolineato che il transito è stato effettuato in conformità con il diritto internazionale perché la Crimea è considerata territorio ucraino temporaneamente occupato dalla Russia. Nonostante le autorità britanniche avessero smentito l’apertura del fuoco di Mosca, l’equipaggio a bordo del cacciatorpediniere, più tardi, ha confermato la versione della Federazione. La Russia non ha accolto con favore quanto accaduto e, di conseguenza, ha convocato l’ambasciatrice britannica a Mosca presso il Ministero degli Esteri per discutere di quanto accaduto.

Un esperto di sicurezza navale, Mark Gray, nonché ex colonnello della Marina britannica, ha affermato che, a suo avviso, con il transito nel Mar Nero del Defender l’intenzione era quella di “testare la risoluzione russa sulla sua sovranità in Crimea”. In tal modo, ha continuato l’esperto, la Russia sta cercando di “far riconoscere a livello internazionale l’annessione della Crimea”. Gray ha messo a confronto le rivendicazioni russe con quelle avanzate da Pechino nel Mar Cinese Meridionale, anch’esse respinte dall’Occidente. Tuttavia, la risposta russa è stata particolarmente dura e poco diplomatica, ha concluso l’esperto. 

 La Gran Bretagna, così come gran parte degli attori Occidentali, non riconosce l’annessione della Crimea alla Russia, avvenuta nel marzo 2014. Pertanto, a detta della Royal Navy, non è stata commessa alcuna violazione perché il passaggio è avvenuto attraverso le acque territoriali dell’Ucraina.

Per quanto riguarda l’eventuale inserimento della Gran Bretagna all’interno dei Paesi ostili contro la Russia, è importante ricordare il decreto ritorsivo che, il 23 aprile, è stato sottoscritto dal capo del Cremlino, Vladimir Putin.  Il documento in questione conferisce al governo russo il diritto di imporre contromisure come risposta alle azioni ostili degli Stati stranieri. Oltre a ciò, la Federazione ha redatto una “lista nera” in cui ha inserito una serie di “Paesi ostili” in cui, al momento, figurano gli Stati Uniti e la Repubblica Ceca. Secondo il Ministero degli Esteri della Federazione, tali misure sono una “risposta” alla linea politica anti-russa, facendo soprattutto riferimento alle sanzioni imposte dalla casa Bianca contro il Cremlino.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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