Le nazioni dell’Africa meridionale annunciano l’invio di un contingente in Mozambico

Pubblicato il 24 giugno 2021 alle 10:50 in Africa Mozambico

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I Paesi della Southern African Development Community (SADC) hanno concordato, mercoledì 23 giugno, di schierare militari in Mozambico per aiutare il governo a sedare l’insurrezione jihadista che, da circa tre anni, sconvolge il Nord della nazione. Il blocco africano, nello specifico, ha “approvato il dispiegamento della Forza di pronto intervento della SADC a sostegno del Mozambico per combattere il terrorismo e gli atti di estremismo violento a Cabo Delgado”, ha dichiarato il segretario esecutivo dell’organizzazione, Stergomena Tax, alla fine del vertice di mercoledì, senza fornire dettagli sul contingente o sulla tempistica dello schieramento. É stato tuttavia specificato dal segretario che all’aiuto militare verrà affiancato un aiuto umanitario per le fasce della popolazione in difficoltà. 

La forza di riserva è prevista da un patto di difesa regionale che consente l’intervento militare per prevenire la diffusione del conflitto. Mentre alcuni membri, come il Sudafrica, hanno spinto per un’azione militare immediata, altri Stati sono stati più reticenti. Lo stesso presidente del Mozambico, Filipe Nyusi, si è ripetutamente detto contrario all’intervento di forze straniere sul suo territorio. All’incontro di mercoledì, svoltosi a Maputo, hanno partecipato i leader di Botswana, Repubblica Democratica del Congo, Eswatini, Malawi, Mozambico, Sudafrica, Tanzania e Zimbabwe.

Un documento, trapelato a inizio anno, raccomandava di inviare circa 3.000 soldati nella provincia settentrionale di Cabo Delgado, dove gli insorti hanno preso il controllo di città e villaggi, costringendo centinaia di migliaia di civili e militari a fuggire dalla zona. Quasi 3.000 persone sono state uccise e quasi 800.000, di cui la metà bambini, sono rimaste sfollate dall’inizio del conflitto, alla fine del 2017. La violenza è progressivamente aumentata nel Nord del Paese, ricco di gas, e il rischio è che possa estendersi agli Stati vicini.

Stando a quanto riferito da Al Jazeera, i Paesi coinvolti nell’intervento saranno molto probabilmente quelli con la capacità di farlo, come il Sudafrica, lo Zimbabwe, la Namibia e l’Angola, che hanno già partecipato ad altre missioni in passato. “Quello che sappiamo da questa proposta che è stata suggerita è che qualunque truppe entrerà, aiuterà il Mozambico pattugliando la costa dell’Oceano Indiano e le aree di confine con la Tanzania, da dove si pensa che alcuni di questi insorti provengano”, ha detto Haru Mutasa, corrispondente di Al Jazeera, parlando dalla capitale dello Zimbabwe, Harare. Rimane da chiedersi se questi Paesi avranno fondi sufficienti per effettuare il dispiegamento in Mozambico, ha osservato il giornalista. “In teoria, ogni Paese del blocco SADC deve contribuire alla forza di riserva, ma, economicamente, molti Stati membri stanno attraversando un momento difficile a causa della pandemia di COVID-19”, ha affermato Mutasa, concludendo: “La domanda ora è quando avverrà questo dispiegamento, chi saranno le truppe e in cosa saranno coinvolte esattamente”.

Nel frattempo, mentre a Maputo si discuteva dell’invio di una forza di pronto intervento nel Nord del Paese, un gruppo di miliziani islamisti si è scontrato con le forze governative in un nuovo attacco nel distretto di Palma, vicino ad un impianto di gas multimilionario. I combattimenti sono avvenuti mercoledì pomeriggio. “Gli insorti hanno cercato di attaccare la posizione delle forze governative a Patacua, vicino al sito di gas naturale liquefatto di Afungi e sono stati respinti con il supporto aereo”, ha rivelato una fonte di sicurezza ad Agence France Presse. 

Palma è sotto attacco dal 24 marzo. Quel giorno, militanti legati allo Stato Islamico hanno lanciato attacchi coordinati contro la città, saccheggiando e distruggendo gli edifici e uccidendo i residenti mentre migliaia di persone cercavano di fuggire. In seguito all’attacco, il gigante petrolifero francese Total si è ritirato dal sito di esplorazione di gas situato nella regione. L’assalto ha segnato un’intensificazione delle violenze. Questa settimana è stata effettuata una nuova serie di raid.

Gli attacchi sono realizzati da un’organizzazione locale nota come al-Shabab o Al-Sunna wa Jama’a. Si tratta di un gruppo di militanti islamisti del Mozambico, che ha giurato fedeltà all’Isis nel 2019 e che conta circa 4.500 membri, di cui 2.000 armati. L’organizzazione opera nella provincia di Cabo Delgado dall’ottobre del 2017, quando ha iniziato la sua ribellione armata contro il governo di Maputo. Gli attacchi sono cominciati nella cittadina di Mocimboa da Praia e, da allora, si sono diffusi in altri sette distretti, ovvero un terzo del territorio della provincia. I leader dell’organizzazione intrattengono legami anche con altri gruppi terroristici dell’Africa orientale. Nel 2018, l’organizzazione ha spostato la sua attenzione su piccoli villaggi remoti, cercando di ridurre al minimo i conflitti diretti con le forze di sicurezza del governo. Con limitate eccezioni, il gruppo ha condotto quasi sempre i propri attacchi nella provincia di Cabo Delgado. Gli attentati variano di intensità e scala, ma generalmente includono l’uso di armi da fuoco e di armi da taglio, ad esempio machete. Talvolta, le offensive prevedono anche decapitazioni e rapimenti. Molti dei membri stranieri del gruppo sono reclutati in Tanzania, Uganda e Somalia.

Il 10 marzo, il Governo degli Stati Uniti ha designato il gruppo di ribelli in Mozambico come organizzazione terroristica straniera affiliata allo Stato Islamico, ai sensi della sezione 219 dell’Immigration and Nationality Act. Il gruppo è stato altresì inserito nella lista dei Special Designated Global Terrorists (SDGTs), così come il suo leader Abu Yasir Hassan. Si stima che, dal 2017, più di 2.800 persone siano state uccise e almeno 700.000 siano rimaste sfollate a causa delle violenze. 

Dall’agosto 2020, i combattenti hanno il controllo della città portuale di Mocimboa da Praia, mentre da marzo di quest’anno anche quello di Praia. Il governo ha schierato migliaia di soldati a Cabo Delgado per combattere i miliziani islamisti, ma l’esercito del Mozambico è storicamente debole, mal addestrato e sotto equipaggiato.

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Chiara Gentili

di Redazione

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