La Cina denuncia l’Australia all’Organizzazione mondiale del Commercio

Pubblicato il 24 giugno 2021 alle 18:28 in Australia Cina

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La Cina ha denunciato l’Australia al meccanismo di risoluzione delle controversie dell’Organizzazione mondiale del Commercio (OMC) per le misure anti-sovvenzione e antidumping adottate da Canberra su ruote ferroviarie, torri eoliche e lavelli in acciaio inox importati dalla Cina, il 24 giugno.

Il portavoce del Ministero del commercio della Cina, Gao Feng, ha dichiarato che tali misure sono state adottate o estese dall’Australia nel 2019 e nel 2020 sono state prolungate quelle relative ai lavelli in acciaio inossidabile. L’Australia aveva affermato che, relativamente ai tre tipi di prodotto indicati, vi erano sospetti di violazione dell’accordo antidumping e dell’accordo sui sussidi e sulle misure compensative della OMC.

A tal proposito il portavoce del Ministero del commercio cinese ha affermato che, al momento, la OMC sta affrontando sfide inedite e che la Cina si oppone all’abuso di misure di assistenza commerciale. Per la Cina, tale comportamento, oltre agli interessi e i diritti legittimi delle aziende cinesi, danneggerebbe anche la serietà e l’autorità delle regole della OMC. Gao ha specificato che, rivolgendosi al meccanismo di risoluzione delle controversie della OMC, la Cina spera di salvaguardare le proprie aziende e l’autorità e l’efficacia del sistema commerciale multilaterale e dell’organizzazione.

Il ministro del commercio dell’Australia, Dan Tehan, ha affermato che l’appello cinese è stato accolto con sorpresa da Canberra in quanto “nel normale corso degli eventi” prima di arrivare a quel punto un Paese dovrebbe ricevere lamentele a riguardo tramite canali ufficiali ma ciò non sarebbe avvenuto. Oltre a questo il ministro ha messo in discussione i tempi dell’appello cinese in quanto i dazi sarebberostati imposti per la prima volta rispettivamente nel 2014, 2015 e 2019. In totale, dal 1995 al 2020, l’Australia ha avviato 87 inchieste antidumping e anti-sovvenzioni contro la Cina mentre la Cina ha avviato quattro inchieste contro l’Australia.

La Cina è stata richiamata tramite la OMC dall’Australia per aver imposto dazi antidumping e anti-sussidi sul vino australiano il 18 giugno scorso e sull’orzo australiano il 18 maggio precedente. Canberra aveva fatto appello alla OMC per la prima volta il 21 dicembre scorso per le questioni relative alle esportazioni di orzo verso la Cina e, il 28 aprile successivo, Pechino si era rifiutata di istituire un gruppo di lavoro della OMC per indagare sui dazi in questione. Più tardi, il 28 maggio scorso, era stata la stessa OMC ad istituire un gruppo di risoluzione per la questione a cui parteciperà anche la Nuova Zelanda come terza parte.

Le relazioni commerciali tra la Cina e l’Australia avevano assistito ad un progressivo deterioramento a partire dal 13 febbraio 2020, quando, la Commissione antidumping australiana aveva valutato una possibile proroga dei dazi antidumping su alcuni prodotti cinesi e aveva avviato indagini sulle loro vendite, giungendo alla decisione finale di prorogare i dazi, il 28 febbraio successivo. A tale episodio sono seguite una serie di altre indagini su diversi prodotti provenienti dalla Cina che si sono concluse con il mantenimento di dazi su più beni cinesi. Da parte sua, dall’11 maggio 2020, la Cina aveva quindi bloccato le importazioni di carne da quattro grandi mattatoi australiani per problemi di etichettatura, provocando un notevole danno al settore. Da allora, Pechino ha bloccato importazioni o scoraggiato l’acquisto di più prodotti australiani come cereali, carbone termico, coke, cotone, legname, alcolici e crostacei.

Tale situazione, ha portato Canberra a decidere di revocare la partecipazione dello Stato australiano di Victoria al progetto delle Nuove Vie della Seta, promosso da Pechino a partire dal 2013, in quanto non in linea con la politica estera australiana, il 21 aprile scorso. Successivamente, il 6 maggio, la Cina aveva annunciato la sospensione a tempo indefinito di tutte le attività previste dal meccanismo del dialogo economico strategico Cina-Australia.

 

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

 

di Redazione

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