Russia: apre fuoco preventivo contro una nave britannica per “violazione del confine”, UK nega

Pubblicato il 23 giugno 2021 alle 13:34 in Russia UK

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La Flotta del Mar Nero della Federazione Russa, insieme alle autorità di frontiera del Paese, hanno aperto il fuoco lungo la rotta della nave da guerra britannica Defender perché quest’ultima aveva violato di tre chilometri il confine russo, al largo della costa della Crimea. La “misura preventiva” è stata presa perché, a seguito degli avvertimenti delle autorità russe, l’imbarcazione non ha interrotto il transito nelle acque territoriali della Federazione.  

Il Ministero della Difesa russo ha dichiarato che la nave Defender è entrata nelle acque di Capo Fiolent, in Crimea, alle 11:52 ora locale. Secondo la nota ministeriale, le autorità frontaliere di Mosca avevano precedentemente avvisato la Flotta britannica di eventuali contromisure nel caso di violazione di confine. Tuttavia, a detta del Cremlino, l’equipaggio di Defender ha proseguito lungo il tragitto, entrando di tre chilometri nel territorio della Federazione.

Questo ha obbligato una nave di pattuglia russa a “sparare colpi di avvertimento”. L’episodio è avvenuto alle 12:06 e alle 12:08, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa RIA. Successivamente, alle 12:19, il caccia russo Su-24m è decollato e “ha eseguito un bombardamento precauzionale lungo la rotta del cacciatorpediniere Defender”. Poco dopo, alle 12:23, la Marina della Federazione ha reso noto che, grazie alle azioni congiunte della Flotta del Mare del Nord e delle autorità di frontiera russe, “il cacciatorpediniere Defender ha lasciato il territorio straniero”.

Dall’altra parte, il Ministero della Difesa della Gran Bretagna ha negato le dichiarazioni di Mosca, aggiungendo che la Marina della Federazione, in realtà, non avrebbe aperto il fuoco. Quanto all’accusa di violazione di territorio, la Royal Navy ha sottolineato che il transito è stato effettuato in conformità con il diritto internazionale. Nello specifico, la Gran Bretagna, così come gran parte degli attori Occidentali, non riconosce l’annessione  della Crimea alla Russia, avvenuta il 16 marzo 2014. Pertanto, a detta della Marina di Londra, non è stata commessa alcuna violazione perché il passaggio è avvenuto attraverso le acque territoriali dell’Ucraina. 

Il ministro della Difesa di Kiev, Dmytro Kuleba, ha commentato l’episodio, affermando che quanto accaduto ha confermato le “politiche aggressive e provocatorie” della Russia nel Mar Nero e nel Mar d’Azov. Di conseguenza, Mosca ancora una volta ha dimostrato che le sue azioni rappresentano “una minaccia per l’Ucraina e i suoi alleati”, ha sottolineato Kuleba, invitando la NATO a cooperare con Kiev nel Mar Nero. 

Il cacciatorpediniere della Marina britannica Defender e la fregata della Marina olandese Everton sono entrati, il 14 giugno, nelle acque del Mar Nero, così come aveva fatto una nave da guerra statunitense il giorno prima. Nel frattempo, nella capitale russa si sta svolgendo la IX Conferenza di Mosca sulla Sicurezza Internazionale. In apertura del format, il presidente russo, Vladimir Putin, ha criticato il continuo aumento del potenziale militare e delle infrastrutture dell’Alleanza Atlantica vicino ai confini del Paese poiché mette a rischio la sicurezza della Russia. Successivamente è intervenuto il capo di Stato Maggiore, Valery Gerasimov, il quale ha dichiarato che le navi della NATO organizzano regolarmente provocazioni nelle acque del Mar Nero e del Mar Baltico. Di conseguenza, Gerasimov ha sottolineato che tali incursioni potrebbero provocare incidenti e alimentare le già elevate tensioni in campo militare.  

Altrettanto importante è citare quanto affermato dal ministro della Difesa della Federazione Russa, Sergei Shoigu, a margine della Conferenza. Secondo lui, lo scopo della NATO è quello di contenere la Russia e la Cina. A confermarlo è la “tendenza allo scontro militare” che si sta diffondendo in Europa attraverso le numerose esercitazioni che si svolgono, e si svolgeranno, nei pressi dei confini della Federazione. Analoghe manovre militari sono previste lungo i confini orientali, ha spiegato Shoigu, citando il dispiegamento del sistema missilistico statunitense in Asia.

Le esercitazioni militari a cui Putin e Shoigu hanno fatto riferimento sono tre: Steadfast Defender, Defender Europe e Sea Breeze. Il 28 maggio, la NATO ha avviato le manovre Steadfast Defender 2021 al largo delle coste del Portogallo, poi spostate nel Mar Nero e nell’ala meridionale dell’Alleanza, ovvero in Romania, in Ungheria e in Bulgaria. Altrettanto rilevante è ricordare che la NATO, dal 2 aprile a fine giugno, ha avviato le esercitazioni Defender Europe 2021 (DE-21). Queste ultime sono state definite come la più grande mobilitazione a guida statunitense. Le DE-21 coinvolgono le truppe di 27 Stati, sia europei sia non europei e si svolgono presso i territori dei Paesi baltici, quelli del Nord Africa, e dei Balcani. Altrettanto rilevante è menzionare le manovre militari della NATO Sea Breeze 2021, guidate da Kiev e da Washington, che si terranno dal 28 giugno al 10 luglio nell’area Nord-Occidentale del Mar Nero. In totale, saranno circa 4.000 soldati, 40 navi da guerra e 30 velivoli provenienti da 29 Paesi membri dell’Alleanza a partecipare alle manovre militari.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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