Libia: al via la Conferenza di Berlino 2

Pubblicato il 23 giugno 2021 alle 9:47 in Germania Libia

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La capitale tedesca ospita oggi, mercoledì 23 giugno, la Conferenza di Berlino 2. Si tratta di un incontro tra diversi attori internazionali e ministri degli Esteri dei Paesi interessati al dossier libico, volto a discutere del percorso politico intrapreso dal Paese Nordafricano e di questioni ad esso connesse, prime fra tutte il ritiro di forze e mercenari stranieri e le elezioni presidenziali e legislative.

L’incontro, annunciato dal Ministero degli Esteri della Germania il primo giugno, è stato organizzato, in collaborazione con le Nazioni Unite, sulla falsariga della Conferenza del 19 gennaio 2020. In tale data, diversi attori regionali e internazionali avevano discusso delle piste da seguire per risolvere la crisi libica, in un momento in cui gli scontri sul campo continuavano. Ad oggi, le tensioni sembrano essersi placate. In particolare, un accordo di cessate il fuoco, siglato il 23 ottobre 2020 all’interno del Comitato militare congiunto 5+5, ha dato impulso al percorso politico, verso la transizione democratica auspicata, che si prevede culminerà con le elezioni del 24 dicembre prossimo.

Con il meeting del 23 giugno, a cui partecipano, per la prima volta, anche rappresentanti del governo di unità nazionale libico, i partecipanti sperano di stabilire intese “definitive” tra le parti che hanno svolto un ruolo rilevante all’interno della crisi, a livello sia locale sia internazionale, con il fine ultimo di garantire lo svolgimento delle elezioni entro la data prestabilita. A tal proposito, il Ministero degli Esteri tedesco ha ribadito l’impegno del suo Paese a favorire una stabilità a lungo termine, in un momento in cui il governo libico ad interim ha davanti a sé diverse sfide da affrontare, che rischiano di destabilizzare nuovamente la Libia.

Secondo quanto rivelato da funzionari a Berlino, la Conferenza mira a rafforzare il sostegno internazionale al governo di transizione libico, soprattutto da parte di alcuni Paesi occidentali come gli Stati Uniti. A detta delle fonti, la Germania proverà a preservare la propria neutralità, senza focalizzare l’attenzione su determinati attori, come la Turchia. Parallelamente, è probabile che Berlino proponga di adottare un approccio graduale per la rimozione dei combattenti stranieri, iniziando dai mercenari di origine siriana inviati da Ankara per combattere a fianco dell’esercito di Tripoli. Tuttavia, la parte tedesca è consapevole del fatto che l’incontro non porterà a “soluzioni magiche”, ma rappresenterà una nuova tappa del processo democratico avviato con la Conferenza di Berlino 1 del 2020.  

Per le Nazioni Unite, i colloqui del 23 giugno rappresentano una “opportunità rilevante” per valutare la situazione attuale in Libia e i progressi raggiunti a livello politico, economico, umanitario e di sicurezza, oltre a fornire sostegno alla popolazione libica nella preparazione delle elezioni parlamentari e presidenziali. A rappresentare l’organizzazione internazionale vi è Rosemary DiCarlo, sottosegretaria per gli Affari politici e il consolidamento della pace, la quale, alla vigilia dell’incontro, ha affermato che i partecipanti alla Conferenza si impegneranno per consolidare l’accordo di cessate il fuoco e garantire l’applicazione di alcune sue clausole, tra cui il rispetto dell’embargo sulle armi e il ritiro di mercenari. Inoltre, si discuterà della road map politica delineata a Tunisi a novembre 2020 e delle elezioni programmate per il 24 dicembre.

Il 22 giugno, la ministra degli Esteri libica, Najla el-Mangoush, ha riferito che il proprio esecutivo presenterà a Berlino una iniziativa dal titolo “Stabilità della Libia”, basata sulle disposizioni incluse nella tabella di marcia del Forum di dialogo politico libico . L’obiettivo è far sì che il popolo libico prenda in mano la situazione, con il sostegno dei Paesi che lo sostengono. In particolare, verrà proposta l’istituzione di un gruppo internazionale composto da ministri degli Esteri, guidato dalla Libia, volto ad appoggiare gli sforzi delle autorità del Paese Nordafricano nell’attuazione dei piani politici, economici e in materia di sicurezza.

In tale quadro, alla vigilia della Conferenza, il portavoce dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), Ahmed al-Mismari, ha invitato la Missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL) ad assumersi la responsabilità di tenere le elezioni nella data concordata. Da parte sua, l’LNA ha ribadito il proprio supporto agli sforzi profusi dalla Missione per portare pace e stabilità in Libia, aprendo canali di dialogo, oltre che per soddisfare le aspettative della popolazione e realizzare l’attesa transizione democratica. A tal proposito, ha affermato al-Mismari, il popolo non accetterà ritardi nello svolgimento delle elezioni, ed è stata ribadita la necessità di elaborare una base costituzionale consensuale che permetta a tutti di partecipare alla corsa elettorale senza precondizioni e che consenta all’elettorato di scegliere liberamente coloro che guideranno la Libia verso la pace, la stabilità e una pace duratura.

Una delle tappe più significative nel percorso di transizione della Libia è stata rappresentata dalle elezioni del 5 febbraio scorso, che hanno portato alla nomina di nuove autorità esecutive ad interim. Tuttavia, uno dei principali nodi da sciogliere resta l’allontanamento di forze e mercenari stranieri, pari, secondo le stime dell’Onu, a quasi 20.000. Questi avrebbero dovuto abbandonare il Paese entro 90 giorni dalla firma del cessate il fuoco, ma, ad oggi, la scadenza non è stata ancora rispettata. Ad ogni modo, la fuoriuscita di combattenti stranieri, secondo alcuni, è un prerequisito fondamentale per garantire stabilità in Libia, a cui si aggiunge la necessità di unificare le istituzioni statali, anche militari, contrastare l’immigrazione illegale e tenere elezioni entro la data prevista. 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo 

di Redazione

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