Immigrazione, Frontex: arrivi aumentati rispetto al 2020

Pubblicato il 23 giugno 2021 alle 12:38 in Europa Immigrazione

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L’ultimo rapporto dell’agenzia europea Frontex, pubblicato martedì 22 giugno, ha evidenziato che, nei primi 5 mesi del 2021, il numero totale degli attraversamenti di migranti alle frontiere esterne dell’Unione ha superato quota 47.100, il 47% in più rispetto ad un anno fa. Nel solo mese di maggio, le persone che hanno attraversato illegalmente la frontiera con l’Europa sono state 10.500, più del doppio rispetto allo stesso mese del 2020. 

La rotta del Mediterraneo centrale è quella che ha assistito all’impennata maggiore. Tra gennaio e maggio, il numero totale di migranti che è passato attraverso questo percorso è salito ad oltre 15.700, raddoppiando rispetto al medesimo periodo dell’anno scorso e segnando un balzo del 151%. Nel 2020, gli attraversamenti erano in parte crollati a causa delle misure anti-Covid. Considerando solo il mese di maggio, i migranti arrivati nell’UE attraverso il Mediterraneo centrale hanno sfiorato quota 4.200, più del doppio rispetto allo stesso mese di un anno fa. Le due principali nazionalità di provenienza sono Tunisia e Bangladesh.

Per quanto riguarda la rotta del Mediterraneo occidentale, a maggio ci sono stati più di 1.350 attraversamenti illegali segnalati, quasi il doppio rispetto allo stesso mese del 2020. Il totale dei primi cinque mesi del 2021 si è attestato a oltre 4.550 in questa porzione di mare, ovvero il 21% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Gli algerini sono stati rilevati tre volte su quattro su questa rotta quest’anno, mentre i marocchini hanno costituito la maggior parte dei restanti arrivi.

Nel Mediterraneo orientale, stando agli ultimi dati, nel mese di maggio sono stati effettuati circa 1.400 rilevamenti di attraversamenti illegali, un aumento di tre volte superiore rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Nel periodo gennaio-maggio, il numero totale di segnalazioni si è quasi dimezzato, arrivando a 6.200. Siriana e turca sono state le nazionalità più diffuse tra i migranti intercettati su questa rotta. 

Per quanto riguarda l’Africa occidentale, più di 550 migranti irregolari hanno raggiunto le Isole Canarie a maggio, un bilancio simile a quello dello stesso mese dell’anno scorso. Nel periodo gennaio-maggio sono arrivati in totale alle Canarie quasi 5.250 migranti irregolari, il doppio del totale rispetto allo stesso periodo del 2020. I cittadini dei Paesi subsahariani, la maggior parte provenienti dal Mali e dalla Costa d’Avorio, nonché dal Marocco, hanno rappresentato la porzione di arrivi più consistente.

Sulla rotta dei Balcani occidentali, Frontex ha infine stimato che, a maggio, ci sono stati almeno 2.900 rilevamenti di attraversamenti illegali lungo le frontiere esterne dell’UE, più del doppio rispetto a un anno fa. Nei primi cinque mesi del 2021 sono stati segnalati oltre 14.700 migranti al confine tra l’Unione e i Paesi dei Balcani occidentali, il doppio del totale rispetto allo stesso periodo del 2020. Le due principali nazionalità rilevate sono quella siriana e quella afghana.

Sul tema immigrazione, il primo ministro italiano, Mario Draghi, si è soffermato durante il suo intervento alla Camera, mercoledì 23 giugno, in vista del prossimo Consiglio europeo. “Un altro argomento che ci riguarda da vicino è quello della gestione dei flussi migratori, che torna ad essere in agenda al Consiglio Europeo su precisa richiesta dell’Italia”, ha detto Draghi davanti all’Aula. “Come ho dichiarato in passato, il governo vuole gestire l’immigrazione in modo equilibrato, efficace e umano. Ma questa gestione non può essere soltanto italiana. Deve essere davvero europea. Occorre un impegno comune che serva a contenere i flussi di immigrazione illegali, a organizzare l’immigrazione legale e aiutare questi Paesi a stabilizzarsi e a ritrovare la pace”, ha aggiunto il premier.

Draghi ha però osservato, contestualmente, che raggiungere un’intesa sul principio di solidarietà obbligatoria verso i Paesi di primo arrivo, attraverso la presa in carico dei migranti salvati in mare, resta un punto critico delle trattative tra i 27 Stati membri dell’UE. “Serve un’alternativa di lungo periodo, per fare in modo che nessun Paese sia lasciato solo. Il Patto sulla Migrazione e l’Asilo proposto il 23 settembre del 2020 dalla Commissione Europea ha il merito di ricercare un cambio di prospettiva. Il negoziato sul Patto dimostra, tuttavia, che c’è ancora molto lavoro da fare”, ha spiegato il presidente del Consiglio italiano, concludendo: “Vogliamo che il Consiglio promuova un’azione più incisiva sui rimpatri, anche attraverso lo strumento dei rimpatri volontari assistiti, e che favorisca un impegno comune a sostegno dei corridoi umanitari. Attualmente siamo protagonisti per i corridoi, ci sono pochissimi altri Paesi che li fanno e li fanno così bene”. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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