Hong Kong: chiude il quotidiano Apple Daily

Pubblicato il 23 giugno 2021 alle 19:26 in Cina Hong Kong

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il quotidiano Apple Daily, appartenente alla società del magnate dell’editoria Jimmy Lai, Next Media, cesserà le proprie attività online dalle 23:59, ora locale, del 23 giugno e, il giorno dopo, pubblicherà la sua ultima edizione cartacea dopo ventisei anni di attività.

In un primo momento, il 23 giugno, i direttori di Next Digital avevano comunicato che l’ultima edizione cartacea di Apple Daily sarebbe uscita non più tardi del 26 giugno prossimo. Nel corso della giornata, però, sul sito della testata è stata pubblicata una nota in cui è stato dichiarato un anticipo su tale data a causa di scarsità di forza lavoro e per tutelare i dipendenti. Più tardi, è poi emerso che il proprietario della sede di Tseung Kwan O di Apple Daily starebbe riprendendo lo stabile, accusando la testata di aver violato le condizioni di locazione.

La chiusura di Apple Daily è avvenuta in seguito ad una serie di arresti e condanne contro i vertici della testata. Il 10 agosto 2020, la polizia di Hong Kong, aveva arrestato Jimmy Lai e altre 7 persone sospettate di collusione con forze straniere. Nel successivo mese di dicembre, l’uomo era stato poi accusato di frode per aver subaffittato indebitamente spazi per uffici situati nella sede del giornale alla società di segreteria Dico tra il 2016 e il 2020. Jimmy Lai è una figura di primo piano tra gli attivisti pro-democrazia di Hong Kong ed è molto vicino a Washington, dove si è recato più volte per incontrare funzionari del governo statunitense, tra i quali anche l’ex segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo. Lo scopo delle sue visite era stato quello di cercare sostegno per la causa di Hong Kong.

Dopo Jimmy Lai, lo scorso 17 giugno, la polizia della regione amministrativa speciale di Hong Kong aveva arrestato cinque dirigenti di Apple Daily sospettati di aver infranto la legge sulla sicurezza nazionale. Da allora, la testata ha perso circa la metà della propria forza lavoro ma coloro ancora in servizio al 22 giugno avevano promesso che sarebbero rimasti fino alla fine. Uno tra i reporter della testata ha riferito al South China Morning Post che si aspettava l’arrivo della chiusura dal 10 agosto 2020 e ha definito “patetica” la motivazione della chiusura non essendo legata alla qualità delle informazioni o alle condizioni del mercato.

L’Unione europea (UE) ha affermato che la chiusura di Apple Daily ha mostrato chiaramente che la Legge per la sicurezza nazionale di Hong Kong è utilizzata per reprimere la libertà di stampa e di espressione libera delle opinioni. Per Bruxelles, la chiusura di Apple Daily minaccerebbe la libertà e il pluralismo dei media, definiti essenziali per qualsiasi società aperta e libera. L’UE ha poi rimarcato che l’erosione della libertà di stampa si scontrerebbe anche con le aspirazioni di Hong Kong di essere un centro d’affari internazionale.

Il 22 giugno, la governatrice di Hong Kong, Carrie Lam, aveva affermato che le azioni della polizia nei confronti di Apple Daily fossero state eseguite in conformità con la legge e che non hanno avuto nulla a che fare con il normale lavoro giornalistico ma hanno riguardato atti sospetti che hanno messo in pericolo la sicurezza nazionale. Per tali ragioni, per la governatrice, non è possibile parlare di attacco alla libertà di stampa. Al contrario, Lam ha dichiarato che il responsabile di una testata giornalistica non può usare tale posizione per non rispettare la legge, che è uguale per tutti.

La legge sulla sicurezza nazionale di Hong Kong è stata approvata il 30 giugno 2020 dall’Assemblea Nazionale del Popolo di Pechino ed è entrata in vigore il successivo primo luglio . Con essa sono stati proibiti movimenti secessionisti e sovversivi, interferenze straniere e azioni di terrorismo sull’isola, rendendoli atti criminali per i quali sono previste pene fino all’ergastolo. Oltre a questo, è stata istituita la Commissione di Salvaguardia della Sicurezza Nazionale, che prevede l’impiego sull’isola di forze dell’ordine rispondenti al governo centrale di Pechino. Successivamente, lo scorso 11 marzo, la Cina ha poi modificato il sistema elettorale di Hong Kong in modo da garantire che siano i patrioti, ovvero coloro che amano il proprio Paese, a governare Hong Kong. 

La legge sulla sicurezza nazionale era arrivata dopo che, nel 2019, l’isola era stata teatro di proteste iniziate il 31 marzo di quell’anno, quando gli abitanti dell’isola erano scesi in strada per manifestare contro una controversa proposta di legge che prevedeva l’estradizione verso la Cina continentale per i residenti di Hong Kong. Nonostante tale proposta fosse stata ritirata, le proteste si erano evolute in una generale rivendicazione contro le ingerenze del governo centrale di Pechino nelle questioni interne dell’isola, diventando sempre più violente.

Hong Kong fa ufficialmente parte della Cina dal primo luglio 1997, quando fu ultimato il passaggio della sua sovranità dal Regno Unito al governo di Pechino, secondo una serie di condizioni stabilite nella Dichiarazione congiunta sino-inglese, siglata il 19 dicembre 1984 e registrata come un trattato dall’Onu. In base a tale documento, le relazioni di Hong Kong con il governo centrale sono state regolate dal modello “un Paese, due sistemi”, volto a garantire un certo grado di indipendenza all’isola, che negli anni si era sviluppata su un modello economico, politico e sociale inglese e capitalista, molto distante dal modello del socialismo con caratteristiche cinesi adottato da Pechino. Tale principio e modalità di gestione sarebbero dovuti restare in vigore fino al 2047, per alcuni critici, già la legge sulla sicurezza nazionale avrebbe anticipato la loro scadenza.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.