Il cacciatorpediniere USS Curtis Wilbur attraversa lo Stretto di Taiwan

Pubblicato il 23 giugno 2021 alle 17:12 in Cina Taiwan USA e Canada

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Il cacciatorpediniere lanciamissili statunitense USS Curtis Wilbur, il 22 giugno, ha attraversato lo stretto di Taiwan. Tali operazioni hanno rappresentato il sesto transito di una nave da guerra statunitense in tali acque dall’insediamento del presidente statunitense Joe Biden, il 20 gennaio scorso.

La settima flotta della Marina statunitense ha affermato che lo USS Curtis Wilbur ha attraversato lo Stretto di Taiwan in conformità al diritto internazionale per dimostrare l’impegno statunitense verso la libertà e l’apertura della regione dell’Indo-Pacifico.

Dall’insediamento di Biden alla Casa Bianca, diverse navi da guerra di Washington hanno solcato le acque dello Stretto di Taiwan. In particolare, episodi simili si sono verificati due volte a febbraio, e una volta al mese ad aprile e maggio.

Prima del 22 giugno, lo USS Curtis Wilbur aveva attraversato lo stretto di Taiwan lo scorso 18 maggio, per poi dirigersi verso il Mar cinese Meridionale, dove aveva solcato le acque che cingono le isole Xisha, il 20 maggio, note anche come isole Paracelso, la cui sovranità è contesa tra Cina, Taiwan e Vietnam.

In tale occasione, il portavoce del comando meridionale dell’Esercito popolare di liberazione (EPL) della Cina, il colonnello dell’aeronautica Tian Junli, aveva affermato che lo USS Curtis Wilbur fosse entrato illegalmente in acque territoriali cinesi senza l’approvazione del governo di Pechino. Il comando meridionale dell’EPL aveva disposto forze navali e aeree a controllo e monitoraggio dello USS Curtis Wilbur lungo tutto il suo tragitto, chiedendo all’imbarcazione di andarsene. Il portavoce dell’EPL aveva ribadito che l’arcipelago delle isole Xisha facesse parte del territorio della Cina e che l’ultima operazione delle forze armate statunitensi aveva violato la sovranità e la sicurezza del proprio Paese, danneggiando anche la pace e la stabilità nel Mar Cinese Meridionale. 

Prima ancora, lo scorso 7 aprile, invece, il cacciatorpediniere USS John McCain ha attraversato lo Stretto di Taiwan, attirando critiche da parte di Pechino. In tale occasione, Pechino aveva affermato che gli USA stessero inviando segnali fuorvianti alle forze indipendentiste taiwanesi, danneggiando deliberatamente la situazione regionale, mettendo a repentaglio la pace e la stabilità dello Stretto di Taiwan.

Pechino considera l’isola una sua provincia e quindi parte integrante del territorio nazionale, in base al principio “una sola Cina”. A Taipei, però, è presente un esecutivo autonomo e l’isola si auto-definisce la Repubblica di Cina (ROC), sostenendo di essere un’entità statale separata dalla Repubblica Popolare Cinese. Dal 2016, tale esecutivo è guidato dalla presidente Tsai Ing-wen, a capo del Partito Progressista Democratico (PPD), la quale ha sempre rifiutato di riconoscere il principio “una sola Cina” ed è stata rieletta con un’ampia maggioranza alle ultime elezioni sull’isola l’11 gennaio 2020. Il governo di Pechino, da parte sua, ha più volte affermato di voler risolvere la questione di Taiwan, che rappresenta la sua maggiore problematica dal punto di vista territoriale e diplomatico, e non ha escluso la possibilità di farlo utilizzando la forza. Al momento, l’EPL sta conducendo frequenti operazioni militari nei pressi di Taiwan.

In tale contesto, gli USA sono il maggior sostenitore dell’isola, nonché il suo principale fornitore di armi di difesa. Durante l’amministrazione dell’ex presidente, Donald Trump, Washington ha adottato più iniziative volte ad intensificare i propri legami con Taipei, nonostante, dal primo gennaio 1979, gli USA abbiano riconosciuto ufficialmente il governo della Repubblica Popolare Cinese (RPC) di Pechino, rinunciando a riconoscere la legittimità del governo di Taiwan. Anche con l’ascesa del nuovo presidente statunitense gli USA sembrerebbero voler continuare a sostenere Taiwan.  Di fronte alle crescenti pressioni militari esercitate da Pechino, Washington ha ripetutamente ribadito che il suo sostegno per Taiwan è “solido come una roccia”. 

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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