Baltic Pipe: al via i lavori nel Mar Baltico

Pubblicato il 23 giugno 2021 alle 12:48 in Danimarca Norvegia Polonia

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I lavori per la costruzione del gasdotto norvegese-polacco Baltic Pipe sono quasi completati nelle acque del Mare del Nord e sono stati avviati nel Mar Baltico. Il 23 giugno, la flotta della società italiana Sapiem ha annunciato l’arrivo della posatubi CastorOne, una pipelay barge per ultra-shallow waters, nelle acque Nordeuropee. Anche i dati dei sistemi di tracking navale di MarineTraffic, VesselFinder e MyShipTracking hanno confermato lo spostamento.

Secondo quanto riferito dal quotidiano russo Neftegaz, CastorOne si trova attualmente nella Zona Economica Esclusiva (ZEE) della Danimarca, nei pressi del confine con la ZEE della Germania, a Nord del parco eolico offshore Vikinger. Al fine di garantirne la massima operatività, la pipelay barge italiana è accompagnata da due imbarcazioni di rifornimento, l’Energy Duchess e l’Island Champion. Inoltre, a prendere parte alla costruzione di Baltic Pipe sarà anche un gruppo di navi che, il 22 giugno, è giunto presso la ZEE svedese. Tra le altre, figurano la Amber e l’imbarcazione di esplorazione NG Worker.

In tale quadro, è importante ricordare che il pipelay per la realizzazione del gasdotto norvegese-polacco è realizzato, principalmente, da tre imbarcazioni. Si tratta della CastoroOne, Castoro 6 e Castoro 10. La prima, in precedenza, era stata operativa nelle acque profonde della ZEE svedese, nonché in quelle di Polonia e Danimarca. Nel frattempo, Castoro 6 e Castoro 10, che ora sono ferme al porto di Rotterdam, nei Paesi Bassi, saranno trasferite nelle acque di Danimarca e Polonia per ultimare i lavori nelle sezioni restanti.  

Intanto, sono altresì stati avviati i lavori preparatori per il processo di pipelay al largo delle coste di Varsavia. Questi coinvolgeranno sei imbarcazioni. Tra queste, vale la pena menzionare le draghe semoventi, Hugin R e Munin R, quelle non semoventi, Harald e Gungner R, e i rimorchiatori Skinfaxe R e Leonardo. Dopo che, l’8 giugno, la società statale polacca Gaz System, co-gestore del progetto, ha annunciato il completamento delle operazioni nell’area di Pogorzelica, nel Nord-Ovest della Polonia, sono state notificate ulteriori operazioni infrastrutturali nelle acque costiere di Varsavia.

In precedenza, era stato riferito che i lavori nelle acque del Mare del Nord erano in fase di completamento. Nello specifico, il 4 giugno, la posatubi Pionering Spirit ha terminato la costruzione di una una sezione di tubature di 104 chilometri, giungendo fino al punto dove Baltic Pipe convergerà con il gasdotto Europipe II. Attraverso quest’ultimo transita il gas norvegese che, a lavori completati, confluirà nel nuovo gasdotto e approvvigionerà numerosi Paesi europei.

È importante ricordare che la Swiss Allseas è la società che, dal primo maggio, si occupa della gestione dei lavori nel Mare del Nord. Precedentemente impegnata anche nella costruzione del gasdotto russo-tedesco Nord Stream 2, la Swiss Allseas è stata costretta ad abbandonare il progetto a causa delle ingenti sanzioni che gli Stati Uniti avevano imposto a tutte le entità coinvolte nell’opera di Mosca e Berlino.

Il Baltic Pipe è un gasdotto strategico di 275 chilometri che trasporterà il gas norvegese dalla Norvegia alla Polonia, passando attraverso le ZEE di Danimarca e Svezia. Secondo quanto annunciato da Gaz System, il progetto è entrato nella “fase di implementazione” e si prevede che il primo ottobre 2022 venga messo in funzione al 100%. Una volta operativo, il gasdotto avrà una capacità annuale di 10 miliardi di metri cubi di gas. Si tratta di una quantità che eccede il fabbisogno polacco, consentendogli di diventare un “centro nevralgico per questa sezione d’Europa”. Baltic Pipe rappresenta una svolta strategica per la Polonia, così come per i Paesi vicini, come l’Ucraina, poiché consentirà loro di raggiungere l’indipendenza energetica dalla Russia. Ad oggi, Varsavia è strettamente legata a Mosca in termini di forniture di gas: una dipendenza che risale agli anni ’40 e che la Polonia intende ridurre quanto possibile. La costruzione del gasdotto è stata sviluppata dalla joint-venture formata dalla polacca Gaz System e la danese Energinet.dk ed è cofinanziata dall’Unione europea. Quest’ultima ha inserito Baltic Pipe tra i progetti di interesse comune perché mira a creare un nuovo corridoio di gas inter-europeo che fornirà gas direttamente dalla Norvegia alla Polonia, alla Danimarca e ai Paesi limitrofi.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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