Russia-Venezuela: rafforzata la cooperazione militare

Pubblicato il 22 giugno 2021 alle 19:06 in Russia Venezuela

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Il ministro degli Affari Esteri del Venezuela, Jorge Arreasa, si è recato a Mosca, martedì 22 giugno, per incontrare la controparte russa, Sergey Lavrov. Sul tavolo la cooperazione militare, con particolare accento all’incremento della vendita di armi russe verso il Paese Sudamericano.

I colloqui bilaterali hanno permesso a Mosca e Caracas di continuare le trattative sulla fornitura di nuovi lotti di armi russe. Secondo quanto riportato dal quotidiano russo Izvestija, Lavrov ha dichiarato che il Cremlino intende sostenere il Paese nel processo di rafforzamento delle sue capacità di difesa, ribadendo la stretta partnership militare che, da tempo, lega i due Paesi. La Russia non solo esporta armi verso il Venezuela, ma gli fornisce anche specialisti altamente qualificati, come prevedono gli accordi bilaterali del 2001 e del 2002. La presenza di esperti militari russi in Venezuela ha lo scopo di addestrare il personale tecnico del Paese ad effettuare lavori di manutenzione sull’equipaggiamento di difesa fornito.

La Russia ha inviato, il 25 marzo 2019, alcuni suoi specialisti tecnico-militari a Caracas, in ottemperanza agli accordi siglati nel 2001 tra l’allora presidente venezuelano, Hugo Chávez, e l’omologo russo, Vladimir Putin. Gli Stati Uniti, in più occasioni, hanno condannato la mossa di Mosca, accusandola di aver inviato contingenti militari a Caracas. Il ministero degli Esteri russo, da parte sua, ha smentito le accuse di Washington, ribadendo che “non ci sono truppe militari russe in Venezuela” e che l’invio di tecnici costituisce “ordinaria manutenzione” nel pieno rispetto degli accordi e in nessun caso costituisce un’escalation militare nel Paese caraibico.

In tale quadro, è importante sottolineare che il Venezuela è il principale partner della Russia in America Latina nel campo della cooperazione tecnica e militare. Grazie al credito concesso dalla Federazione, Caracas ha acquisito un’ingente quantità di armi, cedendo, in cambio, diritti di esplorazione e sfruttamento di diversi giacimenti petroliferi presenti nel ricco territorio latino-americano. Tra le risorse belliche russe acquistate dal Venezuela, vale la pena menzionare il sistema missilistico terra-aria Pechora-2M, il sistema antiaereo a lungo raggio S-300, il Buk-M2EK, il trasporto corazzato BTR-80A, carri armati T-72B1V, Smerch e navette multiple Grad. Al momento, l’Esercito venezuelano è dotato quasi interamente di armi russe.

La cooperazione tecnico-militare tra Mosca e Caracas si sta sviluppando sulla base di un accordo intergovernativo sottoscritto nel maggio 2001, a margine di una visita a Mosca dell’allora presidente venezuelano, Hugo Chavez. Mosca è una dei principali alleati politici, commerciali e militari dell’attuale presidente venezuelano, Nicolás Maduro. Inoltre, negli ultimi anni, la cooperazione militare tra Russia e Venezuela è significamenti aumentata, raggiungendo gli 11 miliardi di dollari. Nel febbraio 2020, il ministro degli Esteri russo aveva confermato l’ampiamento della partnership militare con Caracas, la quale dispone di oltre 20 unità operative di caccia multiruolo Sukhoi Su-30, di armamenti antimissili e radar di tecnologia russa. Mosca ha inoltre fornito ingenti prestiti al governo venezuelano, oltre che contribuire significativamente alla ristrutturazione del debito pubblico.

Russia e Venezuela hanno legami di vecchia data e il predecessore di Maduro, Hugo Chávez, noto per la sua avversione all’ingerenza degli Stati Uniti in America Latina, era un amico del Cremlino sin dai tempi di Boris Eltsin, capo della Federazione dal 1991 al 1999. Dopo la morte di Chávez, nel 2013, il rapporto tra Mosca e il Paese con le maggiori riserve petrolifere del mondo ha continuato a rafforzarsi. La Russia ha investito molto nelle risorse petrolifere venezuelane, ragion per cui ha supportato il regime politico repressivo di Maduro dal 2013 al 2019, anni in cui il Venezuela è stato colpito da una profonda crisi interna. Nello specifico, gli analisti hanno più volte ribadito che la Russia avrebbe molto da perdere se in Venezuela ci fosse il cambio di governo supportato dall’Occidente.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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