Messico e Argentina richiamano i loro ambasciatori in Nicaragua

Pubblicato il 22 giugno 2021 alle 16:16 in America centrale e Caraibi Argentina Messico

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Messico e Argentina hanno richiamato i loro ambasciatori in Nicaragua per consultazioni, lunedì 21 giugno, in risposta agli arresti dei 17 membri dell’opposizione da parte del Governo del presidente del Paese, Daniel Ortega. Entrambe le nazioni hanno intenzione di indagare sulle “preoccupanti” azioni politico-legali intraprese dall’amministrazione Ortega negli ultimi giorni, “che stanno mettendo a rischio il benessere e la libertà di varie figure dell’opposizione attivisti e uomini d’affari nicaraguensi “, come dichiarato dai rispettivi ministri degli Esteri. I Governi del presidente del Messico, Andrés Manuel López Obrador, e del suo omologo argentino, Alberto Fernández, hanno inoltre dichiarato che “le loro nazioni rimarranno attente all’evoluzione degli avvenimenti” nel Paese centroamericano.

Secondo quanto riportato in una dichiarazione ufficiale, Argentina e Messico continueranno a premere per “il pieno rispetto e la promozione dei diritti umani” e delle libertà civili e politiche. Tuttavia, entrambi i Paesi non avevano votato a favore, il 16 giugno, di una risoluzione dell’Organizzazione degli Stati americani (OAS) che condannava gli arresti più recenti di figure chiave dell’opposizione nicaraguense. Tra questi, Miguel Mora, che è stato arrestato, il 20 giugno, per “incitamento all’interferenza straniera negli affari interni e richiesta di intervento militare”, secondo le autorità. Il Governo del Nicaragua ha affermato che i detenuti sono “usurpatori” finanziati dagli Stati Uniti per rovesciare Ortega.

Le autorità nicaraguensi hanno arrestato 17 esponenti dell’opposizione a partire dal 2 giugno, inclusi cinque potenziali candidati presidenziali per le prossime elezioni di novembre 2021, ossia Felix Maradiaga, Juan Sebastian Chamorro, Arturo Cruz e Cristiana Chamorro, figlia dell’ex presidente del Nicaragua, Violeta Barrios de Chamorro, che aveva guidato il Paese dal 1990 al 1997. A detta della polizia, le misure restrittive contro questi candidati sarebbero state imposte in seguito ad accuse di collaborazione, tramite finanziamenti esteri, per la realizzazione di “atti di terrorismo e destabilizzazione”. L’opposizione ha definito questi arresti come tentativi da parte del Governo Ortega di eliminare tutti i potenziali rivali per le elezioni previste a novembre di quest’anno. Anche il segretariato generale dell’OAS ha affermato che “il Nicaragua si stava dirigendo verso le peggiori elezioni possibili” e che queste azioni “avrebbero ridotto tutta la credibilità politica del presidente e degli organizzatori del processo elettorale”.

Il Governo Ortega, dal canto suo, ha affermato di essere vittima di “un attacco implacabile e senza precedenti guidato da false narrazioni sostenute dai media di destra, dalle figure dell’opposizione e dagli Stati Uniti”. In risposta, gli USA hanno deciso di intensificare le sanzioni contro il Nicaragua. Ortega aveva governato il Nicaragua tra il 1985 e il 1990 ed è tornato al potere in seguito alle elezioni del 2007. Il presidente sta ora puntando alla sua rielezione per il quarto mandato presidenziale consecutivo. Nel 2020 erano state approvate diverse leggi nel Paese volte a restringere gli spazi sociali, a rendere difficile il lavoro delle organizzazioni civili e a ostacolare la partecipazione dell’opposizione alle elezioni previste per novembre 2021. Tra queste, l’Assemblea nazionale nicaraguense aveva accolto, il 21 dicembre dello scorso anno, la Legge per la Difesa dei Diritti del Popolo all’Indipendenza, alla Sovranità e all’Autodeterminazione per la Pace, il cui scopo dichiarato era quello di respingere le interferenze straniere negli affari interni e che, secondo i leader dell’opposizione, avrebbe inibito i loro candidati alle elezioni di novembre 2021.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Ludovica Tagliaferri

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.