Italia-Serbia: Di Maio a Belgrado per sostenere l’integrazione nell’UE

Pubblicato il 22 giugno 2021 alle 17:09 in Italia Serbia

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Il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, è in missione in Serbia, martedì 22 giugno, per incontrare la prima ministra, Ana Brnabic, il presidente della Repubblica, Aleksandar Vucic, e l’omologo, Nikola Selakovic. Insieme a quest’ultimo, Di Maio ha ribadito la necessità di appoggiare il percorso europeo di Belgrado. 

“La Serbia ha tutte le potenzialità per avanzare e progredire con successo verso l’integrazione nell’Unione europea e l’obiettivo da perseguire è una accelerazione nei negoziati di adesione”, ha dichiarato il ministro degli Esteri italiano al termine del colloquio con Selakovic. “L’Italia sostiene con convinzione l’esigenza di lavorare in questa direzione, e con il ministro Selakovic abbiamo discusso dell’importanza di continuare ad avanzare con le riforme per avvicinare il Paese all’Europa”, ha aggiunto davanti ai giornalisti.

Un’occasione importante per intensificare il dialogo tra Belgrado e Bruxelles sarà la Conferenza intergovernativa UE-Serbia che si terrà questo pomeriggio in Lussemburgo. Per la Serbia, il sostegno di Roma è fondamentale. “Belgrado sa di poter contare sul costante appoggio di un Paese amico come l’Italia”, ha sottolineato il ministro degli Esteri italiano, spiegando come il processo di allargamento dell’Unione ai Balcani occidentali sia anche una priorità strategica dell’Italia e un punto cruciale dell’agenda europea. “Continueremo a fare tutto quanto in nostro potere, anche a Bruxelles, affinchè l’ingresso nell’Unione europea di tutti i Paesi della regione resti un obiettivo tangibile”, ha assicurato Di Maio.

Oltre a Selakovic, in mattinata il ministro italiano ha incontrato anche il presidente serbo Vucic e la premier Brnabic, con i quali ha affrontato i temi della collaborazione bilaterale e della stabilità regionale nei Balcani. Riguardo al rapporto con il Kosovo, le autorità serbe hanno sottolineato che il dialogo è l’unica forma per trovare una soluzione ai problemi fra Belgrado e Pristina. Anche in questo caso, è stato Selakovic ad approfondire il tema con l’omologo italiano, affermando, davanti ai giornalisti: “Abbiamo parlato anche della situazione regionale e di quello che è importante per la Serbia, ovvero il mantenimento della pace e della stabilità. Abbiamo parlato anche del dialogo Belgrado-Pristina e ho chiesto al ministro Di Maio di offrirci sostegno per il proseguimento dei negoziati attraverso il dialogo come unica soluzione ai problemi”.

Il due ministri degli Esteri si erano già incontrati alla Farnesina il primo aprile per consolidare le relazioni bilaterali Roma-Belgrado. In tale occasione, i due avevano posto le basi per un Memorandum d’intesa che rilanciasse la cooperazione strategica e favorisse il futuro ingresso della Serbia nell’Unione Europea. L’Italia, aveva sottolineato Di Maio anche in quel caso, “è convinta che “il futuro di Belgrado sia in Europa”. Oltre alla questione dell’integrazione nell’UE, anche il partenariato economico e il coordinamento nella lotta al coronovirus erano stati temi centrali dell’incontro. 

I due avevano esaminato lo stato delle relazioni bilaterali tra Roma e Belgrado e avevano concluso che i rapporti erano solidi. Nel 2020, l’Italia è stata il terzo Paese fornitore della Serbia ed il secondo importatore. “Un dato importante, reso possibile anche dalla presenza in Serbia di più di 600 imprese italiane, che impiegano circa 34 mila persone”, aveva osservato Di Maio, evidenziando che uno dei prossimi obiettivi sarà quello di rafforzare i rapporti sfruttando le opportunità nei settori delle telecomunicazioni e dell’economia circolare. Le aziende italiane che attualmente operano sul territorio serbo sono specializzate nel settore dell’industria automobilistica, nell’edilizia, nella realizzazione di parchi eolici e di gasdotti, unitamente a società serbe.

Italia e Serbia intrattengono eccellenti rapporti bilaterali, fondati sul Partenariato Strategico avviato con la Dichiarazione congiunta del 13 novembre 2009. Da tale anno, il meccanismo di verifica dell’andamento dei rapporti bilaterali avviene al più alto livello attraverso il Vertice intergovernativo, che si svolge alternativamente in Italia o in Serbia ed è co-presieduto dai due Presidenti del Consiglio alla guida delle rispettive delegazioni ministeriali. L’Italia è tra i principali sponsor del processo d’integrazione europea di Belgrado ed è attualmente il primo investitore straniero e secondo partner commerciale della Serbia.

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Chiara Gentili

di Redazione

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