Italia-Libia: Roma accoglie il capo del Consiglio presidenziale libico

Pubblicato il 22 giugno 2021 alle 16:56 in Italia Libia

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Il capo del Consiglio presidenziale libico ad interim, Mohamed al-Menfi, è giunto a Roma, martedì 22 giugno. La visita è stata svolta dopo che lo stesso Menfi ha chiesto la cancellazione di un forum previsto in Italia, volto a discutere della riconciliazione tra delegazioni del Sud della Libia.

Tra le personalità incontrate da Menfi il 22 giugno vi sono state il primo ministro italiano, Mario Draghi, e il capo di Stato, Sergio Mattarella, con cui si sono tenuti colloqui alla vigilia di un altro meeting atteso a livello internazionale, la cosiddetta Conferenza di Berlino 2, calendarizzata per il 23 giugno. Secondo quanto riportato dall’ufficio stampa del Consiglio presidenziale libico, Menfi e Draghi hanno preso in esame alcuni dossier di mutuo interesse, tra cui la cooperazione in materia di sicurezza e immigrazione illegale, la sicurezza delle frontiere, e il sostegno di Roma alle elezioni libiche e al processo di riconciliazione nazionale. Da un lato, il premier italiano ha ribadito il supporto del proprio Paese al percorso politico intrapreso dalla Libia, oltre che alla missione del Consiglio presidenziale. Dall’altro lato, Menfi ha messo in luce l’importanza della collaborazione e del partenariato tra Roma e Tripoli in diversi settori, considerando l’Italia un “partner strategico”. Ad ogni modo, nel corso dei colloqui, le due parti hanno concordato di coordinare attraverso canali ufficiali gli sforzi da profondere a livello politico e di sicurezza.

Un corrispondente di al-Ghad, emittente televisiva con sede al Cairo, ha definito il clima del bilaterale tra Draghi e Menfi “teso”, specificando come questo sia durato solo una ventina di minuti. La motivazione sarebbe da far risalire a una lettera indirizzata da Menfi alla ministra degli Esteri libica, Najla Mangoush, e al premier ad interim, Abdulhamid Dabaiba, in cui è stata richiesta la cancellazione di un forum di riconciliazione tra delegazioni del Sud della Libia, che si sarebbe dovuto svolgere in Italia, su invito del Ministero degli Esteri italiano. Ciò, però, si legge nella lettera, sarebbe avvenuto senza previo coordinamento con il Consiglio presidenziale. Motivo per cui, al Ministero degli Esteri libico è stato richiesto di notificare a Roma la necessità di rispettare i principi di “sovranità, rispetto delle relazioni di buon vicinato e non ingerenza negli affari interni dello Stato” libico. Come specificato dal capo del Consiglio presidenziale, il Forum di dialogo politico ha affidato al proprio organismo il compito di guidare il percorso di riconciliazione nazionale, attraverso la formazione di una Commissione apposita.

Prima di Menfi è stato il premier Dabaiba a recarsi in Italia, il 31 maggio scorso, per una visita svolta in concomitanza con il Business Forum italo-libico, dal titolo: “La nuova Libia si presenta alle imprese italiane”. Nel discorso di apertura del Business Forum, il capo dell’esecutivo ad interim ha evidenziato come l’Italia sia tra i migliori partner della Libia in ambito petrolifero così come in quello infrastrutturale. Negli ultimi anni, il volume di scambi commerciali ha subito una riduzione, ma, a detta del premier libico, l’obiettivo ora è incrementarlo nuovamente. L’Italia, da parte sua, si è impegnata a fornire sostegno anche in campo sanitario, attraverso la costruzione di ospedali, l’invio di personale sanitario e la ricezione di bambini malati di cancro. A livello energetico, invece, la cooperazione con la Libia, definita un “grande partner” nel settore, riguarderà anche le energie rinnovabili, un ambito in cui le aziende italiane sono pronte a lavorare.

In precedenza, era stato il premier italiano, Draghi, a recarsi a Tripoli, il 6 aprile, per la sua prima visita di Stato all’estero, che l’ha visto impegnato in colloqui con le nuove autorità esecutive della Libia. Questa si è tenuta dopo che, il 30 marzo, il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, aveva annunciato l’apertura di un consolato italiano a Bengasi e di un consolato onorario nel Sud della Libia. Tale mossa è stata successivamente confermata dall’omologa libica, Najla al-Mangoush, al termine della sua visita in Italia del 22 aprile

Attualmente la Libia si trova ad assistere a una fase di transizione, che si prevede culminerà con le elezioni programmate per il 24 dicembre 2021. Quanto accaduto prima il 5 febbraio, con la nomina delle nuove autorità esecutive da parte del Forum di dialogo politico, e poi il 10 marzo, con il voto di fiducia al governo ad interim, ha rappresentato un momento “storico” per il Paese Nordafricano, che, dal 15 febbraio 2011, è stato teatro di una perdurante crisi e di una lunga guerra civile. Ad aver dato nuovo impulso al percorso politico vi è stato l’accordo di cessate il fuoco, siglato a Ginevra il 23 ottobre 2020 nel quadro del Comitato militare congiunto 5+5. Quest’ultimo è un organismo composto da delegati di entrambe le parti belligeranti, l’esercito legato al governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA) e l’Esercito Nazionale Libico (LNA).

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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