Emirati Arabi Uniti: collaborazioni con l’Italia per il gas

Pubblicato il 22 giugno 2021 alle 12:06 in Emirati Arabi Uniti Italia

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La Abu Dhabi National Oil Company (ADNOC) ha assegnato un progetto da circa 420 milioni di euro alla società italiana Saipem, per espandere la capacità dell’impianto di gas acido Shah della capitale degli Emirati Arabi Uniti (EAU). 

Come riferito dal Ministero degli Esteri italiano il 21 giugno, il progetto, ufficialmente noto come Optimum Shah Gas Expansion (OSGE), comprende anche la fornitura di materiali, la costruzione e la messa in opera dei moduli aggiuntivi e dovrebbe essere completato nel 2023. Questo è finalizzato ad aumentare la capacità di lavorazione dell’impianto di gas di Shah del 13%, portandolo da 1.28 a 1.45 miliardi di piedi cubi al giorno, che equivale ad un incremento complessivo del 145% rispetto al progetto originario, realizzato sempre da SAIPEM nel 2015. 

Nell’annunciare l’assegnazione, la Farnesina sottolinea che l’impianto onshore di Shah, situato 200 chilometri a Sud di Abu Dhabi, è il più grande del mondo del suo genere e comprende sia unità di trattamento del gas ultra acido sia linee di produzione di granulazione dello zolfo, con l’utilizzo di tecnologie particolarmente avanzate ed il rispetto di elevati standard per la tutela della sicurezza e dell’ambiente. Lo zolfo recuperato e viene trasportato dalla rete ferroviaria nazionale degli EAU fino al terminale costiero di ADNOC, presso la città di al-Ruwais, da dove viene esportato in tutto il mondo per essere utilizzato nella produzione di fertilizzanti. Il Ministero degli Esteri aggiunge che le modifiche che saranno apportate per l’espansione dell’impianto permetteranno un’integrazione con le strutture esistenti, riducendo al minimo gli impatti sulla produzione e minimizzando i tempi di fermo.

La conferma del progetto arriva in un momento di tensioni diplomatiche tra gli EAU e l’Italia. L’8 maggio, l’ambasciatore emiratino a Roma è stato convocato alla Farnesina, dopo che Abu Dhabi ha negato ad un aereo militare italiano, diretto in Afghanistan, di transitare nello spazio aereo del Paese del Golfo. Durante il colloquio, i rappresentanti italiani hanno manifestato “sorpresa e forte disappunto” per un “gesto inatteso che si fatica a comprendere”. L’episodio si era verificato lo stesso 8 maggio e aveva interessato un aereo militare che trasportava giornalisti e ufficiali militari, diretti alla cerimonia per il ritiro delle truppe italiane dall’Afghanistan. Quando il mezzo ha chiesto l’autorizzazione a transitare nello spazio aereo degli EAU, Abu Dhabi glielo ha negato, costringendo uno scalo non pianificato a Dammam, in Arabia Saudita. Successivamente, l’aereo ha continuato il suo viaggio su una rotta più lunga. 

In tale occasione, l’agenzia di stampa ANSAmed aveva sottolineato la tensione tra Roma ed Abu Dhabi, a seguito della decisione del Governo italiano, ufficializzata il 29 gennaio, di bloccare la vendita di armi agli Emirati Arabi Uniti, a causa della sua partecipazione alla guerra civile in Yemen. Lo stesso ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, aveva sottolineato il proprio sostegno a tale decisione in un post su Facebook. “La nostra azione di governo è ispirata da valori e principi imprescindibili. Lo stiamo facendo anche in queste ore, lavorando con serietà e impegno”, ha scritto il rappresentante del governo. Di Maio ha poi aggiunto che la revoca vuole essere “un chiaro messaggio di pace che arriva dal nostro Paese”, sottolineando l’importanza del rispetto dei diritti umani per l’attuale esecutivo. Si è trattato della prima misura di questo genere in 30 anni, dall’entrata in vigore della legge 185 del 1990 sull’esportazione degli armamenti. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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