UE: nuove sanzioni contro la Bielorussia, l’obiettivo è colpire l’economia

Pubblicato il 21 giugno 2021 alle 11:04 in Bielorussia Europa

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L’Alto rappresentante dell’Unione Europea, Josep Borrell, ha annunciato, lunedì 21 giugno, che il blocco concorderà un nuovo pacchetto di sanzioni settoriali contro la Bielorussia con l’obiettivo di indebolire l’economia del Paese.

Le nuove misure saranno approvate dai ministri degli Esteri dei 27 Stati membri in occasione del Consiglio dei capi delle diplomazie europee ospitato, il 21 giugno, a Lussemburgo. “Si tratterà di un pacchetto più ampio”, ha dichiarato Borrell prima di presiedere l’incontro. L’eurodeputato ha altresì aggiunto che ad essere colpiti dalle nuove misure, quali divieto di viaggio e congelamento dei beni, saranno un totale di 86 entità, tra 78 persone e 8 società, coinvolti nel dirottamento del volo Ryanair del 23 maggio. Come era stato anticipato, inoltre,  l’elenco includerà Alti funzionari del Ministero della Difesa e dei Trasporti della Bielorussia, militari dell’aeronautica, un Alto funzionario dell’aeroporto di Minsk e uno dell’aviazione civile, i cui nomi non sono ancora stati rivelati.

Oltre a ciò, Bruxelles sta preparando una serie di sanzioni economiche settoriali che i rappresentanti europei dovranno approvare a durante il summit UE del 24 e 25 giugno.  L’obiettivo, ha chiarito Borrell, sarà quello di “danneggiare pesantemente l’economia della Bielorussia”. È probabile che le nuove misure andranno ad intaccare gli export dell’industria petrolifera, del tabacco e del potassio. Inoltre, l’Europa potrebbe concordare di disconnettere la Repubblica dal sistema di pagamento internazionale SWIFT. Bruxelles ha anche esortato tutte le società registrate nell’Unione Europea, soprattutto Siemens AG, ad interrompere ogni forma di cooperazione con le autorità bielorusse.

“Non ci limiteremo più a sanzionare gli individui. Ora applicheremo sanzioni settoriali”, ha dichiarato il ministro degli Esteri della Germania, Heiko Maas. Quest’ultimo ha spiegato che l’obiettivo sarà colpire le “aree economiche che ricoprono una particolare importanza per la Bielorussia e per le entrate del regime”. Prima di avviare il Consiglio dell’UE, i ministri del blocco hanno altresì incontrato la leader dell’opposizione bielorussa, Svetlana Tsikhanouskaya, accusata di terrorismo dalle autorità di Minsk.

Le nuove misure si aggiungono a quelle “immediate” già concordate, il 2 giugno, dal blocco europeo. In tale occasione, l’UE aveva imposto alle compagnie aeree bielorusse il divieto di sorvolare lo spazio aereo europeo, nonché quello di utilizzare gli aeroporti dei territori dell’Unione.

La determinazione dell’Europa a indebolire il regime bielorusso è da inserire nel quadro dell’atterraggio forzato ordinato, il 23 maggio, dal presidente del Paese, Alexander Lukashenko. Attraverso il dirottamento del volo Ryanair Atene-Vilnius, con il pretesto di “allerta bomba”, è stato arrestato l’attivista Raman Protasevich. Quest’ultimo è un personaggio scomodo nel Paese poiché è impegnato in attività volte a denunciare l’illegalità delle azioni del regime, tra cui la violazione dei diritti umani. Co-fondatore di Nexta, uno dei più importanti canali informativi su Telegram, Protasevich ha organizzato numerose proteste antigovernative, principalmente per denunciare i brogli elettorali che hanno portato alla vittoria di Lukashenko alle elezioni del 10 agosto 2020.

L’episodio del 23 maggio si colloca in un quadro più ampio, il cui inizio risale ad agosto 2020. In tale mese, la Bielorussia è stata scossa da una forte mobilitazione popolare, scoppiata dopo che Lukashenko, al potere dal 1994, è stato dichiarato il vincitore delle elezioni, guadagnandosi un sesto mandato presidenziale, seppur tra accuse di brogli elettorali, rivolte anche dall’Alto Rappresentante dell’Unione europea. Ciò ha portato decine di migliaia di manifestanti a scendere in piazza, incontrando, però, la repressione delle forze dell’ordine, oltre ad arresti e torture. Secondo i dati ufficiali di marzo 2021, più di 400 persone sono state condannate con l’accusa di aver preso parte alle proteste, mentre sono stati 30.000 gli arresti. Anche i media sono stati presi di mira. A tal proposito, Reporters Without Borders ha designato la Bielorussia come il luogo più pericoloso d’Europa per i giornalisti.  A causa dell’illegalità delle elezioni, il blocco europeo, anche in tale occasione, aveva varato un pacchetto di misure sanzionatorie contro il Paese.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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