Il Qatar accoglie l’ambasciatore dell’Arabia Saudita, il primo dalla crisi

Pubblicato il 21 giugno 2021 alle 17:01 in Arabia Saudita Qatar

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman al-Thani, ha accolto, oggi, lunedì 21 giugno, l’ambasciatore saudita a Doha, il principe Mansour bin Khalid bin Farhan, ricevendo una copia delle sue credenziali. Si tratta del primo diplomatico di un Paese del Golfo a stabilirsi in Qatar dalla fine della crisi scoppiata il 5 giugno 2017.

Nell’accogliere bin Farhan a Doha, il ministro qatariota ha augurato all’ambasciatore di raggiungere buoni risultati nel corso del suo mandato e ha garantito il sostegno del proprio Paese, al fine di rafforzare e incrementare la cooperazione tra il Qatar e l’Arabia Saudita in diversi settori. Il principe Mansour bin Khalid bin Farhan, 60 anni, è stato già ambasciatore straordinario e plenipotenziario dell’Arabia Saudita in Spagna nel 2012. In precedenza, ha ricoperto il ruolo di delegato permanente presso l’Organizzazione mondiale del turismo a Madrid e di ambasciatore straordinario e non residente nel Principato di Andorra.

L’ambasciata saudita a Doha ha riaperto nel mese di gennaio scorso, a seguito del 41esimo vertice del Consiglio di Cooperazione del Golfo, svoltosi il 5 gennaio, che ha favorito un progressivo riavvicinamento tra Doha e gli altri quattro Paesi fautori del blocco. In particolare, il 5 giugno 2017, Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti (UAE) e Bahrain avevano imposto sul Qatar un embargo diplomatico, economico e logistico. La decisione era nata in seguito alle accuse rivolte a Doha per via del suo presunto sostegno e finanziamento di gruppi terroristici, tra cui Hamas ed Hezbollah, e dell’appoggio all’Iran, principale rivale di Riad nella regione. Da quel momento, i quattro Paesi avevano chiuso i loro confini marittimi, terrestri e aerei con il Qatar. Doha ha ripetutamente negato le accuse nei suoi confronti e ha più volte affermato che non vi era “alcuna giustificazione legittima” per la rottura dei rapporti.

Poi, il 5 gennaio scorso, nella città saudita di al-Ula, sono stati mossi i primi passi verso un disgelo delle tensioni. In particolare, i Paesi del cosiddetto quartetto hanno deciso di porre ufficialmente fine alla crisi e, nella dichiarazione finale di al-Ula, hanno affermato di voler unire i propri sforzi per far fronte alle minacce comuni, Iran in primis. Nelle settimane successive, i Paesi coinvolti hanno gradualmente aperto le proprie frontiere al Qatar. A tal proposito, già l’11 gennaio, Riad ha accolto il primo aereo proveniente dal Qatar, mentre nella stessa giornata ha avuto luogo il decollo di un aereo della Saudi Airlines in direzione Doha. Ad oggi, l’Arabia Saudita e l’Egitto sembrano aver agito più velocemente rispetto agli UAE nel ripristino delle relazioni con il Qatar, sebbene tutti, tranne il Bahrein, abbiano riattivato collegamenti commerciali e aerei.

Il quadro del riavvicinamento tra Doha e Riad comprende anche la visita dell’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad al-Thani, del 10 maggio scorso, la prima dalla dichiarazione di al-Ula, dopo mesi dai primi segnali verso la de-escalation, apparsi a seguito della visita in Qatar del consigliere senior e genero dell’ex presidente degli USA, Jared Kushner, svoltasi il 2 dicembre 2020. Poi, il 4 dicembre, il ministro degli Esteri del Kuwait, lo sceicco Ahmad Nasser al-Sabah, aveva dichiarato che le parti coinvolte nella questione, Riad e Doha in primis, si erano impegnate in colloqui fruttuosi, dimostrando la propria disponibilità a porre fine alla crisi. Il giorno successivo, il 5 dicembre, il ministro degli Esteri dell’Arabia Saudita, il principe Faisal bin Farhan al-Saud, aveva affermato che le possibilità di risoluzione della crisi del Golfo erano estremamente positive e che presto sarebbe stato raggiunto un accordo definitivo, effettivamente siglato il mese successivo.

La visita dell’emiro qatariota in Arabia Saudita ha avuto luogo in concomitanza con altri episodi che hanno messo in luce la volontà di Riad di aprirsi all’esterno e apportare cambiamenti alle proprie relazioni a livello regionale. A tal proposito, il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, è giunto nel Regno il 10 maggio stesso, per il primo meeting dall’uccisione del giornalista saudita Jamal Khashoggi, del 2 ottobre 2018, ritenuto essere un episodio che ha ulteriormente allontanato i due Paesi mediorientali. Parallelamente, l’8 maggio, Riad ha provato a risanare i rapporti anche con il Pakistan, scongiurando l’ipotesi di un’intesa tra Islamabad e altri Paesi che avrebbe potuto minare gli interessi sauditi.

 

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.