Messico: López Obrador punta su tre riforme costituzionali

Pubblicato il 21 giugno 2021 alle 6:38 in America Latina Messico

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Il presidente del Messico, Andrés Manuel López Obrador, ha annunciato che prossimamente presenterà tre riforme costituzionali che, a suo avviso, andranno a beneficio del Paese. In una conferenza stampa dal Palazzo Nazionale, López Obrador ha sottolineato che non ci saranno riforme promosse dal Potere Esecutivo per aumentare le tasse o i prezzi della benzina, del gasolio e della luce.

Lopez Obrador ha intenzione di rafforzare la Federal Electricity Commission (CFE), chiarendo che questa riforma non intende eliminare le grandi industrie, ma fa in modo che il 54% del mercato sia a capo del CFE e il restante 46% ai privati, affinché gli utenti domestici non paghino più delle aziende per l’elettricità. “Il nostro Paese era come una terra di conquista e questo ha colpito gli utenti, i consumatori, le persone, perché i prezzi dell’elettricità aumentavano mentre venivano dati sussidi alle aziende private”, ha evidenziato il leader messicano.

La seconda riforma è di natura elettorale, con lo scopo di rinnovare la composizione dell’Istituto Nazionale Elettorale (INE), riducendo il suo budget, e del Tribunale Elettorale del Potere Giudiziario Federale (TEPJF). “Coloro che coordinano i processi elettorali devono essere persone di indiscutibile onestà, onesti, autentici democratici”, ha precisato López Obrador, aggiungendo che l’INE dovrebbe essere composto da cittadini che non siano controllati dal presidente o da gruppi di interesse. La terza riforma costituzionale riguarda la Guardia Nazionale, affinché sia integrata nel Segretariato della Difesa Nazionale.

López Obrador ha assicurato di essere d’accordo con il Governo degli Stati Uniti sulla libertà di associazione e sul miglioramento delle condizioni dei lavoratori perché “il Messico è soggetto a scrutinio dall’estero”. Il 2 marzo, il presidente messicano aveva anche proposto al suo omologo americano, Joe Biden, un nuovo programma per regolarizzare i lavoratori temporanei negli Stati Uniti. L’accordo beneficerebbe tra i 600.000 e gli 800.000 migranti messicani e centroamericani, permettendo loro di lavorare negli USA grazie ad un permesso di soggiorno.

Il presidente messicano ha affermato che queste riforme saranno presentate a breve e ha spiegato che la prima in ordine di priorità è quella che coinvolge il CFE. Nel 2022 sarà proposta la riforma elettorale e nel 2023, infine, la riforma che spetta alla Guardia nazionale. López Obrador ha considerato queste riforme “necessarie e buone per il popolo e per la nazione”, anche se per sancirle nel testo costituzionale ha bisogno del sostegno dell’opposizione, perchè sarà compito della nuova legislatura federale approvare o respingere le iniziative dell’Esecutivo. I risultati delle elezioni del 6 giugno hanno limitato il margine di azione del partito di Governo, Morena, alla Camera dei deputati, che, con l’appoggio dei suoi alleati del Partito dei Verdi e del Partito Laburista, raggiunge una maggioranza assoluta ma rimane lontano dalla maggioranza qualificata richiesta per modificare la Legge Fondamentale. Per raggiungere i due terzi dei seggi, che corrispondono a 334 su 500, serve pertanto il voto di almeno una quarantina di rappresentanti dell’opposizione.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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