Libia: l’Egitto ribadisce il sostegno al “cammino politico”

Pubblicato il 21 giugno 2021 alle 10:17 in Egitto Libia

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Il presidente dell’Egitto, Abdel Fattah al-Sisi, ha ribadito il sostegno del suo Paese alle autorità libiche ad interim e al percorso politico intrapreso dal vicino Nordafricano. Nel frattempo, nonostante l’annuncio ufficiale del 20 giugno, la riapertura della strada costiera tra l’Est e l’Ovest libico continua a suscitare polemiche.

Le parole di al-Sisi sono giunte il 20 giugno, nel corso di colloqui con la ministra degli Esteri libica, Najla el-Mangoush, a cui hanno preso parte anche il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry, e il capo dei servizi di intelligence, Abbas Kamel. Durante l’incontro sono state prese in esame le prospettive di cooperazione e coordinamento tra Tripoli e Il Cairo, da collocarsi nel quadro dei preparativi per l’istituzione di un Alto comitato congiunto tra Libia ed Egitto. Il capo di Stato egiziano, da parte sua, ha espresso sostegno al Consiglio presidenziale e al Governo di Unità Nazionale (GNU) libici, due organismi temporanei formati a seguito delle elezioni del 5 febbraio scorso, il cui compito è guidare la Libia verso le elezioni di dicembre 2021 e nel più ampio percorso di transizione democratica.

L’obiettivo, è stato evidenziato, è riportare sicurezza e stabilità in Libia e risolvere politicamente la crisi vissuta dal Paese, concedendo al popolo la possibilità di esprimere la propria opinione. La sicurezza libica, ha poi affermato al-Sisi, è strettamente legata alla sicurezza egiziana. Al contempo, Il Cairo mira a preservare l’integrità territoriale della Libia e le capacità del suo popolo e si oppone alle forme di ingerenza esterna negli affari interni del Paese. Non da ultimo, il presidente egiziano ha elogiato la ministra el-Mangoush per il lavoro svolto a livello diplomatico e per le relazioni instaurate con gli attori internazionali interessati al dossier libico. Tuttavia, ha ribadito al-Sisi, allontanare forze e mercenari stranieri continua a rappresentare una questione fondamentale per ripristinare la sovranità libica. Motivo per cui, Il Cairo sosterrà gli sforzi profusi in tal senso a livello bilaterale, regionale e internazionale.

Come riferito da El-Mangoush, la Libia guarda con favore al ruolo di rilievo svolto dall’Egitto a sostegno della Libia, a livello politico, militare ed economico, con il fine di preservare l’unità libica, unificare l’apparato militare, porre fine all’interferenza straniera, allontanare forze e combattenti stranieri, favorire il dialogo tra gli attori libici, promuovere la riconciliazione nazionale attraverso elezioni eque e, non da ultimo, un cessate il fuoco permanente, avviato proprio a seguito della cosiddetta Dichiarazione del Cairo di giugno 2020.

Nel corso del conflitto libico, Il Cairo ha prestato sostegno all’uomo forte di Tobruk, Khalifa Haftar, che di fatto controllava la Libia orientale. Tuttavia, a seguito del cessate il fuoco, siglato il 23 ottobre 2020, e con l’inizio del cammino libico verso la transizione democratica, l’Egitto ha mostrato un progressivo avvicinamento verso Tripoli. Il primo passo verso il rafforzamento delle relazioni è stato rappresentato dall’incontro del 15 febbraio, data in cui una delegazione egiziana si è recata nella capitale libica per delineare i preparativi logistici che porteranno all’apertura dell’ambasciata dell’Egitto a Tripoli e di un consolato a Bengasi, al fine ultimo di facilitare la circolazione dei cittadini tra i due Paesi Nord-africani. Poi, il primo maggio, Tharwat Selim è stato nominato chargé d’affaires egiziano presso l’ambasciata dell’Egitto a Tripoli. 

Le parole di al-Sisi sono giunte in un momento in cui si è in attesa della cosiddetta Conferenza di Berlino 2, calendarizzata per il 23 giugno, volta a discutere delle questioni inerenti al dossier libico lasciate ancora in sospeso. Non da ultimo, il 20 giugno è stato descritto come un “giorno storico” dal primo ministro ad interim, Abdulhamid al Dabaiba, alla luce della riapertura ufficiale della strada Sirte-Misurata, chiusa dal 2019. Si tratta di uno dei punti inclusi nell’accordo di cessate il fuoco, e, oltre a essere ritenuta tra gli ostacoli da superare per portare avanti il processo di pace e riconciliazione in Libia, la questione riguarda un collegamento rilevante non solo per accorciare le distanze tra Tripoli e le restanti città libiche, ma altresì per garantire un’adeguata fornitura di servizi alla popolazione. 

Tuttavia, membri del Comitato militare congiunto 5+5 hanno negato la notizia, affermando che il dossier è ancora oggetto di discussione e che la riapertura sarebbe avvenuta soltanto da Ovest. In particolare, un generale vicino ad Haftar, Khairi Al-Tamimi, ha affermato che da parte del Comitato non vi sono state ancora istruzioni ufficiali e che si è in attesa di ulteriori disposizioni, volte a garantire la sicurezza della strada. Queste verranno discusse, presumibilmente, in un incontro del 21 giugno.

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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