Immigrazione, Canarie: un salvataggio e un naufragio in tre giorni

Pubblicato il 21 giugno 2021 alle 11:24 in Immigrazione Spagna

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La Guardia Costiera spagnola ha recuperato, domenica 20 giugno, almeno 45 persone al largo di Gran Canaria, tra cui 24 donne e 8 bambini. I migranti, provenienti dall’Africa sub-sahariana, erano stati avvistati da una nave di passaggio a circa 38 miglia a Sud dell’isola. I sopravvissuti sono stati portati a terra, domenica pomeriggio, da un’imbarcazione di soccorso.

Qualche giorno prima, venerdì 18 giugno, almeno 4 persone, tra cui un bambino e una donna incinta, erano state trovate morte dopo il naufragio del loro gommone, nei pressi dell’isola di Lanzarote. Secondo le autorità spagnole, il barcone aveva a bordo circa 48 migranti e si stava avvicinando ad Orzola, prima di ribaltarsi a pochi metri dalla riva. I soccorritori e i residenti sono riusciti a salvare le altre 44 persone, tra cui almeno 7 bambini.  

Il quotidiano spagnolo El Pais ha specificato che la ONG Caminando Fronteras era stata allertata della partenza di un gommone partito dalla costa marocchina e situato a circa 270 chilometri da Lanzarote. L’organizzazione aveva altresì preso contatti telefonici con le persone a bordo dell’imbarcazione, le quali avevano riferito di avere problemi con la navigazione. La comunicazione, tuttavia, era stata interrotta e non era stato più possibile ristabilire il collegamento con la barca. 

Negli ultimi due anni, il numero di migranti e richiedenti asilo che attraversano l’Oceano Atlantico dalla costa dell’Africa occidentale all’arcipelago spagnolo è aumentato in modo significativo. Nel 2020, più di 23.000 persone hanno raggiunto via mare, irregolarmente, le Canarie, mentre, dall’inizio di quest’anno, sono stati circa 5.700 i migranti che hanno tentato la traversata. Si tratta di un numero due volte superiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, che, a sua volta, aveva assistito ad un aumento pari ad otto volte i numeri del 2019. Le chiusure delle frontiere e le restrizioni ai movimenti durante la pandemia di COVID-19, insieme a controlli più severi alle frontiere per impedire le traversate attraverso il Mediterraneo, non hanno impedito i flussi migratori. 

Stando ai dati del Missing Migrants Project dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), i decessi ad Orzola hanno aumentato il bilancio delle vittime sulla rotta atlantica verso le Canarie, facendolo arrivare a più di 130 morti o dispersi da inizio 2021. Di questi, solo 59 corpi sono stati recuperati. L’IOM sostiene che il numero effettivo dei decessi potrebbe essere molto più alto della cifra registrata.

Nel suo punto più breve, la rotta marittima dalle coste marocchine verso le isole atlantiche spagnole è di circa 100 chilometri, ma si tratta di un percorso rischioso soprattutto a causa delle forti correnti. I barconi di migranti, spesso sovraffollati e in cattive condizioni, non sono adatti ad affrontare una simile traversata. L’anno scorso, almeno 1.851 persone hanno perso la vita lungo questa rotta, secondo Caminando Fronteras, che monitora i flussi migratori. 

In uno degli ultimi incidenti mortali più gravi, il 28 aprile, un barcone alla deriva al largo delle Canarie era stato recuperato con 24 cadaveri a bordo. L’imbarcazione di legno era stata rimorchiata fino al porto di Los Cristianos, sull’isola di Tenerife, da un’unità dei soccorsi marittimi spagnoli. Tra i corpi, anche quelli di due minori. Solo 2 uomini e una donna erano sopravvissuti.

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Chiara Gentili

di Redazione

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