Gli USA pronti al dialogo con la Corea del Nord

Pubblicato il 21 giugno 2021 alle 20:24 in Corea del Nord USA e Canada

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Gli USA sperano che Pyongyang risponda positivamente alla proposta statunitense di organizzare un incontro “ovunque, in qualsiasi momento e senza precondizioni”.

Il nuovo rappresentante speciale degli Stati Uniti per la Corea del Nord, Sung Kim, durante un incontro con i suoi omologhi sudcoreano, Noh Kyu-duk, e giapponese, Takehiro Funakoshi, ha affermato che Washington intende adottare “un approccio calibrato e pratico” che includa una possibile diplomazia nei confronti di Pyongyang. Il rappresentante statunitense ha poi ribadito che Washington continuerà a sostenere le sanzioni adottate dall’Onu per punire la Corea del Nord per i suoi test nucleari e missilistici, realizzati con mezzi che potrebbero trasportare testate in territorio statunitense.

Gli incontri tra i tre delegati di USA, Giappone e Corea del Sud sono stati i primi dall’insediamento del presidente statunitense, Joe Biden, il 20 gennaio scorso, e si sono tenuti a Seoul dal 19 al 21 giugno.  L’inviato statunitense ha ribadito che Seoul e Washington avrebbero perseguito la completa denuclearizzazione della Penisola coreana attraverso la diplomazia e il dialogo. Washinton ha quindi riaffermato il suo sostegno per il dialogo inter-coreano e, a tal proposito,  anche Seoul ha espresso la volontà di svolgere un ruolo nella ripresa dei negoziati.

Prima del viaggio del delegato di Washington, il 18 giugno scorso, il leader della Corea del Nord, Kim Jong Un, aveva affermato che il proprio Paese dovesse prepararsi sia allo scontro, sia al dialogo con gli USA, prestando particolare attenzione al primo scenario. A tal proposito, Sung Kim ha dichiarato che anche gli Usa si terranno pronti ad affrontare entrambe le evenienze.

Il 30 aprile scorso, Biden aveva dichiarato che non avrebbe cercato di concludere alcun “grande affare” con il leader nordcoreano, Kim Jong Un, seppur non rinunciando alla diplomazia, a conclusione di un processo di revisione delle politiche statunitensi nei confronti di Pyongyang. Prima ancora, il 28 aprile, parlando al Congresso degli Stati Uniti, Biden aveva affermato che i programmi nucleari portati avanti in Corea del Nord e in Iran stessero minacciandola sicurezza degli USA e del mondo intero. Il presidente statunitense aveva quindi dichiarato che Washington avrebbe cooperato a stretto contatto con i propri alleati per rispondere alle minacce poste dai due Paesi con la diplomazia e con un’efficace deterrenza. 

In tale quadro, lo scorso 21 maggio, dopo il primo vertice con il presidente degli Stati Uniti, il suo omologo Sud-coreano, Moon Jae-in, aveva annunciato l’abolizione delle “linee guida missilistiche congiunte”, risalenti al 1979, che avevano limitato lo sviluppo di missili balistici a un raggio di 800 km in Corea del Sud.  Inizialmente, tali linee guida limitavano la Corea del Sud a produrre missili con un raggio di volo massimo di 180 km che trasportavano testate non più pesanti di 500 kg. Successivamente, tali misure erano state riviste almeno quattro volte allentandole.

Durante la presidenza dell’ex capo di Stato statunitense, Donald Trump, nel 2018, gli Stati Uniti avevano avviato una serie di iniziative per la denuclearizzazione della Corea del Nord, alla presenza dell’allora presidente degli USA e del leader Nord-coreano. Tuttavia, dopo varie interruzioni e riprese, i tentativi di dialogo bilaterale si erano fermati a partire dal 21 gennaio 2020, quando il consigliere della missione Nord-coreana presso le Nazioni Unite, Ju Yong Chol, aveva dichiarato che nei due anni precedenti il proprio Paese aveva interrotto test nucleari e lanci di missili per andare incontro alle richieste degli USA, i quali, in risposta, avevano tenuto esercitazioni militari con la Corea del Sud e avevano insistito con il mantenimento delle sanzioni su Pyongyang. Di conseguenza, da allora, la Corea del Nord non si è più ritenuta vincolata a nessun accordo con gli USA e ha condotto più lanci missilistici nei mesi di marzo e aprile 2020.

La Corea del Nord è soggetta a sanzioni Onu dal 2006, approvate con 9 risoluzioni, a causa dei suoi programmi missilistici balistici e nucleari. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha così cercato di tagliare le risorse per finanziare i progetti nucleari del Paese, limitando le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, come, ad esempio, quello del petrolio. Tuttavia, in più occasioni il Paese avrebbe violato tali disposizioni e avrebbe portato avanti i propri programmi.

 

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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