USA annunciano nuove sanzioni contro la Russia

Pubblicato il 20 giugno 2021 alle 19:15 in Russia USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno annunciato, domenica 20 giugno, la preparazione di un nuovo pacchetto di sanzioni anti-russe per condannare le condizioni di detenzione dell’oppositore del Cremlino, Alexey Navalny, e per colpire le società russe coinvolte nella costruzione del Nord Stream 2.

Ad riferirlo è stato il consigliere per la Sicurezza Nazionale degli USA, Jake Sullivan, a distanza di quattro giorni dal vertice tra i presidenti di Russia e Stati Uniti, rispettivamente Vladimir Putin e Joe Biden. Inoltre, lo stesso 20 giugno, l’ambasciatore russo a Washington, Anatoly Antonov, ha fatto ritorno nella capitale degli USA con un “atteggiamento positivo” per normalizzare le relazioni transatlantiche. “Non è un segnale che ci aspettavamo a seguito del vertice“, ha commentato Antonov in relazione alle nuove misure.

Sullivan ha affermato che l’amministrazione presidenziale sta predisponendo nuove  sanzioni contro la Russia per condannare le dure condizioni di detenzione dell’oppositore. Successivamente, il consigliere degli USA ha altresì ricordato che il presidente statunitense, in precedenza, aveva sottoscritto un decreto che avrebbe facilitato l’introduzione di nuove misure contro la Russia. Le sanzioni, ha continuato Sullivan, saranno varate quando Washington “svilupperà un pacchetto adeguato per contrastare gli obiettivi giusti”.

In tal contesto, è importante ricordare che nel corso del summit di Ginevra, Biden aveva avvertito Putin che le conseguenze per Mosca sarebbero state devastanti qualora Navalny sarebbe morto nella colonia penale dove sta scontando la pena. Da parte sua, il capo del Cremlino, rifiutandosi di chiamare l’oppositore per nome, aveva respinto le accuse, ribadendo che la situazione intorno al dissidente riguardava la politica interna della Federazione.

Il 19 aprile, Navalny era stato trasferito all’ospedale penitenziario IK-3 della regione di Vladimir, a 200 km da Mosca, dopo che, il 18 aprile, la sua portavoce , Kira Yarmish, aveva reso nota la criticità delle sue condizioni di salute, affermando che la vita di Navalny era appesa a un filo. I medici del dissidente, ai quali non è consentito visitarlo, avevano riferito di essere estremamente allarmati perché Navalny aveva perso 50 kg e rischiava di avere un arresto cardiaco. Le condizioni di salute dell’oppositore sono peggiorate dal 31 marzo, data in cui ha avuto inizio il suo sciopero della fame per protestare contro le mancate cure mediche della struttura penitenziaria. Dall’altra parte, la colonia penale russa continuava a negare la gravità della situazione e a definire “soddisfacenti” le condizioni dell’oppositore. Il dissidente, il 23 aprile, a seguito delle cure fornite dal servizio ospedaliero, ha interrotto lo sciopero della fame. Più tardi, il 20 maggio, il direttore del Servizio Penitenziario Federale (SPF), Alexander Kalashini, aveva dichiarato che le condizioni dell’oppositore erano migliorate

Oltre alla situazione intorno a Navalny, Sullivan ha altresì annunciato che l’amministrazione presidenziale intende continuare ad imporre sanzioni contro il completamento del gasdotto russo-tedesco, il Nord Stream 2. Sullivan ha poi aggiunto che Biden non colpirà i partner europei, tra cui Berlino, ma Mosca. Il presidente statunitense ha dichiarato di essere “pronto ad imporre sanzioni contro le organizzazioni russe che partecipano alla costruzione del Nord Stream 2 ogni 90 giorni”.

L’annuncio delle nuove misure restrittive sembrerebbe contraddire le recenti dichiarazioni degli Stati Uniti, soprattutto per quanto riguarda il gasdotto Nord Stream 2. Fino a qualche giorno fa, Washington, principale oppositore al completamento del gasdotto, sembrava essersi “rassegnato” al progetto. A conferma di ciò, le dichiarazioni della portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, e il fatto che Biden aveva annunciato di non imporre nuove misure restrittive. Il 26 maggio il capo della Casa Bianca aveva affermato che, considerando che il progetto era ormai ultimato al 98%, l’applicazione di nuove sanzioni sarebbe stata “controproducente” per i rapporti tra USA e Unione Europea. Quanto a Psaki, il 20 maggio aveva osservato che sarebbe stato pressoché “impossibile” impedire la messa in opera di Nord Stream 2. Analoghe dichiarazioni sono state rilasciate più tardi, l’8 giugno, dal segretario di Stato degli USA, Antony Blinken.

Tuttavia, limitando la nuova ondata di sanzioni alle società russe coinvolte nel gasdotto, gli Stati Uniti sembrerebbero aver trovato un escamotage per non compromettere le relazioni bilaterali con la Germania, ragion per cui Biden aveva deciso, il 19 maggio, di rinunciare alle nuove misure punitive. Da parte sua, il Cremlino aveva dichiarato che tale mossa avrebbe contribuito a riallacciare i legami transatlantici.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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