L’ambasciatore russo Antonov arriva a Washington

Pubblicato il 20 giugno 2021 alle 9:11 in Russia USA e Canada

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L’ambasciatore della Federazione Russa a Washington, Anatoly Antonov, è giunto, domenica 20 giugno, nella capitale statunitense come concordato, il 16 giugno, a seguito del vertice transatlantico di alto livello a Ginevra.

In un’intervista rilasciata all’agenzia di stampa russa RIA Novosti, Antonov ha dichiarato di tornare negli USA con un “atteggiamento positivo”, affermando di avere in programma una serie di incontri di alto livello. “C’è molto lavoro da fare”, ha sottolineato il diplomatico russo, ribadendo di aspettarsi un miglioramento delle relazioni russo-statunitensi. Il ritorno dei due ambasciatori – Antonov per la Russia e John Sullivan per gli Stati Uniti – è stato uno dei temi affrontati durante il summit di Ginevra del 16 giugno, al quale ha preso parte il capo del Cremlino, Vladimir Putin, e il leader della Casa Bianca, Joe Biden.

In precedenza, sullo sfondo del peggioramento delle relazioni tra Washington e Mosca, Antonov era stato richiamato nella capitale russa, il 17 marzo, dopo che il presidente degli Stati Uniti aveva definito Putin un “killer” nel corso di un’intervista rilasciata all’emittente ABC News. Più tardi, lo scorso 20 aprile, Sullivan era stato convocato a Washington per “consultazioni”. Tuttavia, il giorno precedente, il 16 aprile, il Ministero degli Esteri della Federazione, in risposta alle sanzioni imposte da Washington il 15 aprile, aveva espulso 10 diplomatici degli Stati Uniti. Mosca non si era limitata solo a questo, ma aveva altresì suggerito all’ambasciatore Sullivan di rientrare nel proprio Paese per “consultazioni serie”, dopo aver inserito 10 alti funzionari della presente e delle passate amministrazioni presidenziali americane nella lista nera delle persone che non possono entrare nella Federazione.

I rapporti tra Russia e Stati Uniti, fondamentali per la sicurezza e la stabilità globali, hanno raggiunto i “minimi storici” nell’ultimo periodo a causa dei diversi approcci dei due Paesi rispetto a una serie di importanti questioni internazionali. Al fine di normalizzare le relazioni bilaterali e avviare un dialogo costruttivo sulle questioni di attrito, a partire da metà maggio, Russia e Stati Uniti hanno avviato consultazioni a diversi livelli. I primi tentativi sono stati avviati lo scorso 19 maggio, quando il ministro degli Esteri russo ha incontrato a Reykjavík, a margine del Consiglio Artico, il segretario di Stato degli USA. Un secondo incontro di alto livello tra i due Paesi si è tenuto, il 24 maggio scorso, quando il segretario del Consiglio di Sicurezza russo, Nikolai Patrushev, e il consigliere nazionale per la Sicurezza degli USA si sono riuniti a Ginevra per approfondire alcune questioni di stabilità strategica e la normalizzazione delle relazioni russo-americane. In entrambe le occasioni, l’esito del dialogo è stato definito “costruttivo”.

L’interesse a rilanciare il dialogo è culminato con il vertice del 16 giugno. Si tratta del primo incontro di persona tra i capi di Stato dei due Paesi dall’insediamento di Biden. Tra gli spunti positivi del summit di Ginevra, oltre alla distensione diplomatica relativa al ritorno degli ambasciatori, Putin e Biden hanno dichiarato di voler avviare consultazioni sulla cyber-sicurezza, lo scambio di prigionieri e il controllo delle armi. Proprio su quest’ultimo tema, nonostante le conferenze stampa dei due leader si siano svolte separatamente, è stata rilasciata una dichiarazione congiunta riguardo l’arsenale nucleare, in cui si legge che la Federazione Russa e gli Stati Uniti hanno confermato di aderire al principio secondo cui “non potranno esserci vincitori in una guerra nucleare”.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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