Sviluppi Russia-USA: il ritorno dell’ambasciatore russo a Washington è vicino

Pubblicato il 18 giugno 2021 alle 8:28 in Russia USA e Canada

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Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha annunciato, il 17 giugno, che l’ambasciatore russo negli Stati Uniti, Anatoly Antonov, dovrebbe tornare a Washington nei prossimi giorni. Tale risultato è stato raggiunto dopo che, i presidenti delle due nazioni, Vladimir Putin e Joe Biden, hanno affrontato il tema del funzionamento delle missioni diplomatiche nei rispettivi Paesi, durante il summit di Ginevra del 16 giugno. A confermare il rientro negli USA di Antonov è stata anche la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, la quale ha specificato che l’ambasciatore dovrebbe arrivare a Washington già la prossima settimana.

La notizia era stata già anticipata nel corso della conferenza stampa successiva al vertice. In tale occasione, era stato proprio Putin a rivelare di aver raggiunto un accordo con Biden per il ritorno dei rispettivi ambasciatori nella Federazione Russa e negli USA. Nello specifico, Antonov è stato richiamato a Mosca lo scorso 17 marzo, dopo che il presidente americano aveva definito il suo omologo russo un “killer”, durante un’intervista rilasciata all’emittente statunitense ABC News.

Invece, il diplomatico degli USA, John Sullivan, è stato convocato di nuovo a Washington lo scorso 20 aprile. A detta dell’ambasciatore americano, il rientro avrebbe lo scopo di valutare lo stato delle relazioni transatlantiche. Qualche giorno prima, il 16 aprile scorso, il Ministero degli Esteri della Russia, in risposta alle sanzioni imposte da Washington il 15 aprile, aveva espulso 10 diplomatici degli Stati Uniti. Mosca non si era limitata solo a questo, ma aveva altresì suggerito all’ambasciatore Sullivan di rientrare nel proprio Paese per “consultazioni serie”, dopo aver inserito 10 alti funzionari della presente e delle passate amministrazioni presidenziali americane nella lista nera delle persone che non possono entrare nella Federazione.

I rapporti tra Russia e Stati Uniti, fondamentali per la sicurezza e la stabilità globale, hanno attraversato un periodo difficile a causa dei diversi approcci delle due nazioni a una serie di importanti questioni internazionali. Ciò nonostante, proprio per le elevate responsabilità degli attori a livello mondiale, Mosca e Washington stanno provando a rilanciare il dialogo bilaterale. I primi tentativi sono stati avviati lo scorso 19 maggio, quando il ministro degli Esteri russo ha incontrato a Reykjavík, a margine del Consiglio Artico, il segretario di Stato degli USA. Un secondo incontro di alto livello tra i due Paesi si è tenuto, il 24 maggio scorso, quando il segretario del Consiglio di Sicurezza russo, Nikolai Patrushev, e il consigliere nazionale per la Sicurezza degli USA si sono riuniti a Ginevra per approfondire alcune questioni di stabilità strategica e la normalizzazione delle relazioni russo-americane. In entrambe le occasioni, l’esito del dialogo è stato definito “costruttivo”.

Tali iniziative sono poi culminate con l’incontro faccia a faccia tra i due presidenti, il quale è stato anche il primo vertice russo-americano dal 16 luglio 2018, quando Putin aveva tenuto un colloquio con l’ex capo della Casa Bianca, Donald Trump. Tra gli spunti positivi del summit di Ginevra, oltre alla distensione diplomatica relativa al ritorno degli ambasciatori, Putin e Biden hanno dichiarato di voler avviare consultazioni sulla cyber-sicurezza, lo scambio di prigionieri e il controllo delle armi. Proprio su quest’ultimo tema, nonostante le conferenze stampa dei due leader si siano svolte separatamente, è stata rilasciata una dichiarazione congiunta riguardo l’arsenale nucleare, in cui si legge che la Federazione Russa e gli Stati Uniti hanno confermato di aderire al principio secondo cui “non potranno esserci vincitori in una guerra nucleare”.

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Mariela Langone

di Redazione

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