Il Marocco riceve leader di Hamas in visita

Pubblicato il 17 giugno 2021 alle 16:17 in Marocco Palestina

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Il primo ministro marocchino, Saad Eddine El Othmani, ha ricevuto, mercoledì 16 giugno, la visita di Ismail Haniyeh, alto funzionario di Hamas, e della sua delegazione. Othmani ha comunicato l’invito, rilasciato dal suo partito al leader del gruppo palestinese, scrivendo su Twitter: “Noi, nel Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (PJD), siamo onorati di ricevere una delegazione di Hamas guidata dal capo dell’ufficio politico del movimento, il signor Ismail Haniyeh”. In vista delle imminenti elezioni in Marocco, i partiti politici stanno lottando per collocarsi su posizioni filo-palestinesi. Se il PJD, che è un partito islamico moderato, ha invitato Haniyeh, altri esponenti della politica marocchina lo incontreranno per dimostrare il loro sostegno al popolo della Palestina. “Il Regno del Marocco ha ripetutamente affermato il suo supporto alla lotta del popolo palestinese fino alla costituzione del suo Stato indipendente con capitale Al-Quds Al-Sharif”, ha aggiunto Othmani. Il Paese ha inviato 80 tonnellate di aiuti umanitari per sostenere la Palestina e gli abitanti della Striscia di Gaza durante i combattimenti di maggio, durati di 11 giorni, tra Israele e Hamas. 

L’invito ad accogliere Haniyeh è arrivato dopo il messaggio di congratulazioni inviato da Othmani ad Hamas in seguito alla firma dell’accordo di cessate il fuoco con Israele, il 21 maggio. Nella lettera, Othmani si diceva entusiasta della “vittoria del popolo palestinese e della sua forte resistenza contro l’entità sionista”. Haniyeh è arrivato in Marocco mentre un gruppo di nazionalisti di estrema destra, in Israele, stava marciando a Gerusalemme Est per celebrare la presa israeliana della città nel 1967. Migliaia di persone hanno partecipato all’evento e alcuni di loro hanno intonato cori come “Morte agli arabi” o “Possano i vostri villaggi bruciare”, suscitando rabbia e condanna da parte dei palestinesi. Prima della marcia, la polizia israeliana aveva sgomberato con la forza decine di contro-manifestanti palestinesi che si erano ritrovati fuori dalla Porta di Damasco della Città Vecchia di Gerusalemme. Almeno 17 di questi sono stati arrestati e altri 33 sono rimasti feriti. La polizia israeliana ha usato granate stordenti contro la folla. 

Nella giornata di oggi, giovedì 17 giugno, è giunta la notizia della morte di un giovane palestinese, di 16 anni, ucciso nel Nord della Cisgiordania dopo essere stato colpito alla testa dagli spari dei soldati israeliani. Si ritiene che il ragazzo stesse partecipando ad una protesta non violenta organizzata dai residenti di Beita contro la creazione di un insediamento su un terreno vicino a Nablus. Il diritto internazionale considera sia la Cisgiordania che Gerusalemme Est territori occupati e considera illegali tutte le attività israeliane di costruzione di insediamenti in quelle aree.

Oltre ai disordini di Gerusalemme e dintorni, le tensioni tra Israele e Palestina si sono riaccese anche a causa degli attacchi aerei di Tel Aviv, effettuati, nella notte tra il 15 e il 16 giugno, in risposta a palloni incendiari lanciati dal territorio palestinese. L’esercito israeliano ha riferito di aver colpito i siti militari di Hamas. Da nessuna delle due parti, ci sono state notizie di vittime o feriti. 

Ismail Haniyeh è stato primo ministro palestinese dal 2006 al 2007. Il 6 maggio 2017 è stato eletto leader di Hamas al posto di Khaled Mesh’al. L’incontro a Rabat tra Othmani, alcuni membri del PJD e Haniyeh è significativo in quanto dimostra che il Marocco resta impegnato nel suo sostegno alla causa palestinese. Questo nonostante il riavvicinamento a Israele e il recente messaggio di congratulazioni inviato dal re marocchino Mohammed VI al nuovo primo ministro israeliano, Naftali Bennett, poco dopo la sua nomina. “Colgo questa opportunità per ricordarvi l’entusiasmo del Regno del Marocco nel continuare il suo ruolo attivo e i suoi sforzi benevoli volti a servire una pace giusta e duratura in Medio Oriente, che garantisca a tutti i popoli della regione di vivere fianco a fianco, in sicurezza, stabilità e armonia”, ha scritto, il 15 giugno, il re nel suo messaggio. Bennet è stato nominato primo ministro il 13 giugno, mettendo fine al lungo mandato dell’ex premier Benjamin Netanyahu, durato 12 anni.

Rabat ha ristabilito i legami con Tel Aviv nel dicembre 2020. Il Paese nordafricano ha firmato una dichiarazione congiunta tripartita, con Israele e Stati Uniti, sottolineando l’impegno a continuare a lavorare insieme per consolidare i rapporti diplomatici e commerciali. In base all’accordo, Marocco e Israele hanno altresì deciso di aprire un volo diretto tra i due Paesi. Il collegamento diretto tra Tel Aviv e Marrakech dovrebbe essere inaugurato a luglio.

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Chiara Gentili

di Redazione

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