Germania-Turchia: incontro tra ministri della Difesa ad Ankara

Pubblicato il 17 giugno 2021 alle 10:29 in Germania Turchia

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La ministra della Difesa tedesca, Annegret Kramp-Karrenbauer, è ad Ankara e terrà oggi, giovedì 17 giugno, colloqui con il suo omologo turco, Hulusi Akar. Si tratta della prima visita nel Paese da parte della ministra. Le discussioni affronteranno una serie di questioni critiche a livello bilaterale e internazionale. 

Un portavoce del Ministero ha affermato, secondo quanto riferito dal quotidiano Deutsche Welle, che i due parleranno sicuramente delle tensioni nel Mediterraneo e dei risultati del vertice NATO tenutosi a Bruxelles questa settimana. Rispetto al primo punto, vale la pena ricordare che Berlino ha avuto un ruolo centrale nel cercare di mediare la disputa tra Grecia e Turchia sui diritti di sfruttamento ed estrazione delle risorse naturali nelle acque del Mediterraneo orientale. Nonostante i recenti riavvicinamenti tra Ankara e Atene, le problematiche tra i due Paesi, ha ammesso anche la Germania, rimangono irrisolte. 

L’incontro tra Akar e Kramp-Karrenbauer dovrebbe poi servire ad affrontare il discorso sul futuro ruolo della Turchia in Afghanistan, dopo il ritiro delle truppe internazionali. Il governo turco sta attualmente mettendo in sicurezza l’aeroporto della capitale afghana, Kabul, un’operazione considerata cruciale affinché le ambasciate occidentali possano continuare le loro operazioni diplomatiche. La stessa NATO insiste sull’importanza di garantire l’operabilità dell’aeroporto internazionale Hamid Karzai. A seguito del vertice di Bruxelles del 14 giugno, il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha ribadito il consenso degli alleati sul mantenimento di un forte sostegno nei confronti della popolazione afghana, dopo il ritiro delle truppe internazionali dal Paese, previsto entro settembre. “Le nostre truppe stanno tornando a casa, ma abbiamo concordato che il nostro impegno diplomatico, economico e umanitario nei confronti del popolo afghano e il nostro sostegno alle forze di sicurezza e difesa nazionali continueranno”, ha affermato Biden. Il presidente degli USA ha fatto riferimento agli sforzi contro il terrorismo, volti a garantire che l’Afghanistan non diventi mai più un rifugio sicuro per gli attacchi contro l’Occidente e i leader della NATO, dal canto loro, hanno concordato di mantenere i finanziamenti per l’aeroporto di Kabul, anche dopo la fine della missione Resolute Support (RS) in Afghanistan.

I rapporti tra Germania e Turchia, entrambi partner dell’Alleanza Atlantica, non sono stati sempre sereni. Uno dei momenti più critici è stato raggiunto, l’anno scorso, quando la Germania ha accusato la Turchia di aver impedito alle forze tedesche, facenti parte della missione europea Irini, di effettuare una perquisizione completa sulla nave mercantile turca Roseline A., sospettata di trasportare armi in Libia. Ankara sosteneva che la mossa fosse illegale e, a sua volta, ha accusato Berlino e l’Unione europea di uso non autorizzato della forza. L’episodio è avvenuto il 22 novembre scorso, nelle acque del Mediterraneo, mentre la nave turca si trovava nelle acque a Sud-Ovest della penisola greca del Peloponneso ed era diretta verso la città libica di Bengasi. A detta della Turchia, l’imbarcazione trasportava aiuti umanitari e cibo. A quel tempo, Ankara sosteneva, anche militarmente, il Governo di Accordo Nazionale (GNA), di Tripoli, presieduto dal premier Fayez al-Sarraj.

La Turchia ha poi spesso accusato la Germania e altri Paesi europei di inerzia nei confronti dei membri della Fethullahist Terrorist Organization (FETÖ), soprattutto di coloro che sono fuggiti in Europa dopo il tentato colpo di stato del 15 luglio 2016. Ankara ha altresì ripetutamente esortato le autorità tedesche ad agire contro il PKK, dichiarato gruppo fuorilegge in Germania dal 1993. Il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) è un’organizzazione paramilitare, sostenuta delle masse popolari del Sud-Est della Turchia di etnia curda, ma attiva anche nel Kurdistan iracheno. Per Ankara, l’Unione Europea e per gli Stati Uniti, il Partito è da considerarsi un’organizzazione terroristica. Nonostante ciò, la Turchia ritiene che il PKK goda di una relativa libertà nelle città europee, con una presenza particolarmente forte proprio in Germania. Quest’ultima ospita circa 5 milioni di persone di origine turca, compresi curdi.

Durante una videoconferenza a ottobre scorso, la cancelliera tedesca Angela Merkel aveva fatto sapere, tramite il suo portavoce, di aver lavorato per migliorare le relazioni tra l’Unione europea e la Turchia discutendone con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. A gennaio di quest’anno, i ministri degli Esteri di Ankara e Berlino, rispettivamente Mevlut Cavusoglu e Heiko Maas, hanno confermato la disponibilità della Turchia e dell’Unione europea a migliorare i legami bilaterali, con la speranza che il dialogo possa risolvere soprattutto la controversia del Mediterraneo orientale.

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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