Allarme bomba a Roma: cosa sappiamo

Pubblicato il 17 giugno 2021 alle 9:02 in Europa Italia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

A Roma, alle 17.40 del 16 giugno, poche ore prima della partita Italia-Svizzera del campionato europeo, le forze dell’ordine sono state chiamate nei pressi di Piazza Mazzini per un allarme bomba. Quali sono i dettagli della vicenda. 

La notizia è stata riportata da quotidiani e agenzie di stampa italiane e si è diffusa anche all’estero. La presunta bomba è stata trovata in un’auto, precisamente una Smart 4 posti parcheggiata in strada, tra via Tito Speri e via Giuseppe Ferrari. La zona si trova poco lontano dallo Stadio Olimpico, dove nel giro di poche ore, si sarebbe tenuta la partita. Tuttavia, non è chiaro se l’eventuale ordigno fosse collegato alla manifestazione sportiva o se invece si è trattato di una possibile vendetta personale nei confronti del proprietario del mezzo. 

In un post su Twitter, la sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha comunicato che la bomba è stata trovata nell’auto di un delegato comunale. La prima cittadina non ha fornito ulteriori dettagli, ma non ha collegato l’esplosivo alla partita. “Una bomba è stata trovata nell’auto di Marco Doria, presidente del Tavolo per la riqualificazione di parchi e ville storiche di Roma. Un fatto molto grave, esprimo tutta la mia solidarietà”, ha scritto la Raggi. Anche il candidato sindaco Carlo Calenda ha commentato la vicenda, affermando che il delegato nella cui auto è stata trovata la bomba sarebbe stato preso di mira, proprio a causa del suo lavoro. Il signor Doria aveva ricevuto minacce in passato per le riforme dei servizi dei parchi. Sul caso sono state avviate le indagini della polizia.

Marco Doria, delegato comunale nominato nel 2018 da Virginia Raggi come presidente del Tavolo per la riqualificazione di parchi e ville storiche di Roma, è stato il primo a segnalare che qualcosa non andava nella sua auto. L’uomo ha chiamato la polizia denunciando la presenza di un oggetto sospetto nella vettura con fili che provenivano dallo stesso. Secondo quanto riferito, si trattava di una bomboletta spray con all’interno polvere pirica, bulloni e dei fili elettrici che entravano all’interno dell’auto. L’ordigno, secondo quanto riferiscono i media italiani, era pronto ad esplodere. Le forze dell’ordine sono intervenute per chiudere e sgomberare le strade adiacenti e gli artificieri hanno disinnescato la bomba artigianale. La partita di calcio è iniziata all’orario previsto. 

L’evento ha riportato alla memoria il fallito attentato allo stadio Olimpico di Roma del 1993. Si è trattato di un tentativo della mafia italiana, in particolare di Cosa Nostra, di effettuare un attentato dinamitardo, il 31 ottobre 1993, con l’esplosione di un’autobomba in viale dei Gladiatori a Roma, all’uscita dello stadio dove si trovava un presidio dei Carabinieri in servizio di ordine pubblico per la partita di calcio Lazio-Udinese. La detonazione non avvenne per un malfunzionamento del telecomando che avrebbe dovuto innescare l’ordigno. Tale evento si inserisce nella scia degli altri attentati del ’92-’93 che provocarono la morte di 21 persone, tra cui i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.