Energia: IEA esorta l’OPEC a massimizzare la produzione di petrolio

Pubblicato il 16 giugno 2021 alle 15:26 in Arabia Saudita Russia

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La domanda mondiale di petrolio, entro la fine del 2022, aumenterà fino a 100,6 milioni di barili al giorno (bpd), raggiungendo i livelli pre-pandemici. A rivelarlo è il report mensile che l’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) ha pubblicato il primo giugno.

Secondo le previsioni dell’IEA, la domanda di oro nero, entro dicembre 2021, dovrebbe crescere di 5,4 milioni di bpd e, entro lo stesso periodo del 2022, gli analisti hanno stimato un aumento di 3,1 milioni di barili al giorno. In tale quadro, è importante ricordare che il 2020 ha particolarmente segnato il mercato petrolifero poiché il consumo globale di greggio ha registrato un calo di 8,6 milioni di barili al giorno.

Gli esperti dell’IEA hanno esortato l’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC) ad “aprire i rubinetti” per massimizzare la produzione di greggio, così da riuscire a far fronte alla domanda, mantenendo “un livello adeguato di offerta”. In tal contesto, è rilevante ricordare che, sulla base delle attuali disposizioni, concordate a margine del vertice OPEC del primo aprile, i Paesi membri sono tenuti ad incrementare gradualmente la produzione al fine di immettere sul mercato 2,1 bpd di greggio.

Il vertice del primo aprile ha seganto un cambio di rotta per i 14 Stati che fanno parte dell’OPEC, nonché per gli altri 10 membri esterni. Nello specifico, i Paesi OPEC +, capeggiati da Russia e Arabia Saudita, a margine del vertice, hanno concordato che, nei mesi di maggio, giugno e luglio la produzione sarà incrementata, rispettivamente, di 250.000 bpd, 300.000 bpd e di 441.000 bpd. In aggiunta, i rappresentanti hanno concordato che due terzi dell’aumento sarebbe spettato all’Arabia Saudita, dopodiché l’OPEC avrebbe potuto aumentare ulteriormente l’output, per arrivare fino a 6,9 milioni di barili al giorno.

Il quotidiano russo Kommersant ha chiarito che, nel mese di maggio, la produzione totale dei Paesi OPEC+ è aumentata di 320.000 barili al giorno, raggiungendo i 40,4 milioni di bpd. La stessa tendenza positiva è emersa dall’analisi della produzione totale a livello mondiale. Secondo i dati, la produzione di greggio, nel mese di maggio, è aumentata di 960.000 bpd, fino a 94,3 milioni di barili al giorno. I 14 Paesi dell’OPEC hanno rispettato l’accordo del 124%, mentre gli altri 10 Stati esterni del 94%. Le ultime stime hanno altresì rivelato che se i Paesi membi continuano ad applicare di 800.000.

L’IEA ha chiarito che, data la crescita della domanda a livello mondiale e non solo nel quadro dei Paesi OPEC, sarà necessario massimizzarne la produzione. Dall’altra parte, l’output petrolifero dell’Iran, ancora oggi, crea incertezza nel mercato dell’oro nero. Teheran sta continuando a fornire solo la metà della sua capacità produttiva, immettendo nel mercato solo 2,4 milioni di bpd. Tuttavia, la situazione potrebbe stabilizzarsi a seguito dell’allentamento delle sanzioni statunitensi contro il Paese. La sua produzione potrebbe crescere di 750 milioni di barili al giorno, arrivando a un totale di 3,15 milioni di bpd.

I 14 Stati che fanno parte dell’OPEC e gli altri 10 membri esterni, il 9 aprile 2020, avevano concordato una riduzione della produzione petrolifera di 10 milioni di barili al giorno per i mesi di maggio e giugno. Si trattava di una misura volta a risollevare il mercato petrolifero e a portare ad un aumento dei prezzi del petrolio, a seguito del calo della domanda causato dalla pandemia. Più tardi, a partire da maggio 2020, è entrato in vigore un accordo OPEC + per ridurre la produzione di petrolio di 9,7 milioni di barili al giorno fino ad agosto e di 7,7 milioni fino alla fine del 2020. Il 3 dicembre, i Paesi OPEC + hanno deciso di aumentare la produzione di petrolio dal 2021 di 500mila barili al giorno, di cui 125mila solo la Russia.

Dal 2016, l’OPEC ha avviato un percorso che ha portato al cambiamento del mondo del petrolio e della sua produzione. Il 30 novembre 2016, l’Organizzazione tagliò la produzione petrolifera di 1.2 milioni di barili al giorno. L’obiettivo dei Paesi produttori era quello di risollevare le quotazioni che, a inizio 2016, precipitarono vertiginosamente sotto i 30 dollari al barile poiché sul mercato l’offerta era molto alta. Tali avvenimenti portarono alla nascita dell’OPEC + per far fronte alla crescita non prevista e non controllabile della produzione non convenzionale degli Stati Uniti, una variabile che aveva sovvertito gli equilibri del mercato petrolifero mondiale. L’Arabia Saudita, da sola, non era in grado di affrontare in modo efficace gli USA per stabilizzare le quotazioni internazionali, ecco perché la Russia rappresentava un alleato importante.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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