Pechino: la risposta all’allarme di “minaccia radioattiva” a Taishan

Pubblicato il 15 giugno 2021 alle 19:20 in Cina Francia

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La Cina ha dichiarato, il 15 giugno, che i livelli di radiazione all’impianto nucleare di Taishan, nella provincia di Guangdong, sono normali e che la struttura sta operando in sicurezza, dopo che la CNN ha reso noto che la compagnia francese Framatome aveva lanciato l’allarme per una possibile “minaccia radioattiva imminente”.

Il portavoce del Ministero Affari Esteri della Cina, Zhao Lijian, ha dichiarato che non vi è alcuna anormalità nei livelli di radioattività nei pressi dell’impianto nucleare e che la sicurezza dell’area è garantita. Zhao ha rassicurato che la Cina presta grande attenzione alla sicurezza nucleare e ha elaborato un sistema di regolamentazione sulla sicurezza nucleare, coerente con gli standard internazionali e le leggi nazionali.

Secondo documenti del governo statunitense visionati dalla CNN, Framatome, che possiede il 30% dell’impianto e contribuisce alle sue operazioni, aveva riferito di una perdita alla struttura nucleare. In particolare, in una lettera inviata al Dipartimento dell’Energia degli USA, Framatome aveva dichiarato che l’autorità cinese preposta, ovvero l’Amministrazione per la sicurezza nucleare, stava alzando i limiti accettabili per il rilevamento delle radiazioni al di fuori della centrale nucleare per evitare di doverla chiudere. Secondo quanto riferito da una fonte interna alla CNN, poi, sia le autorità statunitensi, sia l’azienda francese hanno ritenuto che la struttura non abbia ancora raggiunto il cosiddetto “livello di crisi”.

Il 14 giugno, Framatome ha dichiarato pubblicamente che stava contribuendo alla risoluzione di un problema di prestazione all’impianto, il quale stava operando entro i parametri di sicurezza. Framatome è una sussidiaria del conglomerato energetico Électricité de France (EDF) che ha indetto una riunione speciale del consiglio di amministrazione per discutere la questione con il proprietario di maggioranza dell’impianto, l’azienda cinese Guangdong General Nuclear Power Group (CGN). In un comunicato del 14 giugno, l’EDF ha affermato che il circuito principale del reattore n. 1 dell’impianto di Taishan ha registrato un accumulo di gas nobili krypton e xeno, aggiungendo che si sarebbe trattato di un “fenomeno noto, studiato e previsto nelle procedure del reattore”. Secondo un esperto del gruppo di consulenza The Lantou Group, David Fishman, nel settore, guasti del carburante o crepe nelle barre di combustibile sarebbero comuni e normalmente non prevedono lo spegnimento di un reattore ma la sola sostituzione delle barre di combustibile rotte.

Come sottolineato dalla CNN, sebbene Washington non abbia ritenuto che la situazione sia un rischio per i lavoratori e la popolazione, è insolito che una società straniera si rivolga unilateralmente al governo degli USA per chiedere aiuto mentre il suo partner statale cinese CGN non aveva ancora riconosciuto l’esistenza di un problema.

Alcuni esperti citati da South China Morning Post hanno affermato che Framatome avrebbe contattato gli USA perché la CGN è stata inserita in una lista nera da Washington ma avrebbe avuto bisogno di assistenza dagli USA. Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti aveva inserito CGN nella sua “Entity list” nell’agosto 2019, affermando che la società e tre tra le sue controllate avrebbero “profuso o consentito sforzi per acquisire tecnologia nucleare avanzata e materiale statunitense per usi militari in Cina”.

Intanto, il 14 giugno, le Nazioni Unite e l’Agenzia internazionale per l’energia atomica hanno dichiarato di essere in contatto con la Cina sulla questione dell’impianto di Taishan. In particolare, la seconda ha dichiarato di non essere al corrente di eventuali incidenti. Il 15 giugno, poi, il governo di Hong Kong, che è geograficamente vicina all’impianto, ha dichiarato che i livelli di radiazione nella propria area sono a livelli normali.

L’impianto di Taishan è situato a circa 140 km ad Ovest di Hong Kong, ha due unità con una capacità combinata di 3,3 giga watt che hanno avviato le proprie attività commerciali nel 2018 e nel 2019. Il primo reattore dell’impianto nucleare di Taishan è stato il primo di tipo EPR ad entrare in attività al mondo ed è un reattore pressurizzato ad acqua di terza generazione.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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