Il nuovo governo israeliano: chi sono i ministri

Pubblicato il 14 giugno 2021 alle 11:47 in Israele Medio Oriente

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Il nuovo governo israeliano ha tenuto la sua prima riunione di gabinetto, la sera del 13 giugno, dopo aver ottenuto la fiducia del Parlamento, la Knesset, e dopo aver prestato giuramento. Chi sono i ministri di questo nuovo esecutivo e quali sono i nuovi equilibri. 

Il primo ministro, Naftali Bennett, 49 anni, è il leader della coalizione Yamina (destra) ed ha presieduto la prima riunione, che per l’occasione è stata aperta alla stampa. Questo ha iniziato il proprio intervento con una preghiera di ringraziamento. Il nuovo premier si definisce un ebreo ortodosso moderno, è nato nel 1972 da genitori statunitensi che si erano trasferiti in Israele da San Francisco ed è stato un imprenditore milionario nel settore dell’high-tech, prima di entrare in politica, nel 2006, proprio nel Likud, lo stesso partito dell’ex primo ministro, Benjamin Netanyahu. Nel suo primo discorso ai ministri del nuovo esecutivo, il 13 giugno, Bennett ha dichiarato: “Siamo all’inizio di nuovi giorni” ed ha poi definito l’istituzione di un nuovo governo “una meraviglia”. Quindi, il premier ha assicurato di essere pronto a lavorare per “riparare la divisione nella nazione”, dopo due anni di stallo politico.

Il ministro degli Esteri, Yair Lapid, 57 anni, è il presidente del partito Yesh Atid (centro), che in ebraico significa “C’è futuro”, nato nel 2012, quando l’uomo ha lasciato la sua carriera nei media per entrare in politica. Durante la prima riunione del nuovo esecutivo, il 13 giugno, Lapid era seduto accanto a Bennett e ha sottolineato che “l’amicizia e la fiducia” erano il fondamento di questo governo e solo “l’amicizia e la fiducia” lo potranno mantenere al potere. Il 30 maggio, Bennett si era detto disposto a formare un governo di unità nazionale con Yesh Atid, dando nuovo impulso alle negoziazioni politiche volte a mettere un freno all’instabilità israeliana, la cui popolazione è andata al voto quattro volte in due anni, senza riuscire a formare un esecutivo alternativo a quelli di Netanyahu, comunque instabili. Il 2 giugno, il leader centrista Lapid aveva annunciato ufficialmente di aver raggiunto un’intesa con le altre forze politiche israeliane per la formazione di un nuovo governo di unità nazionale. Secondo gli accordi, il leader centrista dovrebbe diventare primo ministro a partire dal 2013, sostituendo a metà mandato il suo alleato Bennett. Il suo partito, con 12 seggi su 120, esprime anche il ministro del Turismo (Yoel Razvozov, 40 anni), quello dell’Intelligence (Elazar Stern, 64 anni), la ministra dell’Uguaglianza sociale (Meirav Cohen, 38 anni), quella dell’Economia (Orna Barbivai, 58 anni) e quella delle Infrastrutture, Energia e Acqua (Karen Al-Harrar, 43 anni). 

Il ministro della Difesa, Benjamin Gantz, 62 anni, che è anche uno dei due vice premier, è il leader del Partito Blue and White (centro). Inizialmente, si trattava di una coalizione formata dall’Israel Resilience Party, dall’Yesh Atid di Lapid e da un partito noto come Telem, che si erano uniti per sfidare Netanyahu alle elezioni dell’aprile del 2019. Dopo le elezioni del marzo 2020, Gantz era stato incaricato di formare un nuovo governo, dopo aver ricevuto l’approvazione da una maggioranza di 61 parlamentari. Tuttavia, nel mezzo della pandemia, questo ha invece scelto di proporsi come presidente ad interim della Knesset, mentre continuava i negoziati per formare un governo di coalizione più stabile, con il Likud di Netanyahu e altri partiti. Questo ha causato una rottura nella coalizione Blue and White, il 29 marzo 2020. L’Israel Resilience Party ha mantenuto il nome dell’alleanza, mentre Yesh Atid e Telem sono fuori usciti e hanno formato un gruppo parlamentare separato. Il 20 aprile Gantz ha firmato un accordo di coalizione con il Likud, in cui si prevedeva una staffetta: Netanyahu avrebbe servito prima come primo ministro e Gantz sarebbe stato premier, a partire da ottobre 2021. Tuttavia, a seguito alla mancata approvazione della legge di bilancio nei termini di legge, il 23 dicembre 2020, il governo non ha retto e sono state indette nuove elezioni. Il partito Blue and White ha quindi ottenuto 8 seggi e ha accettato di entrare nel nuovo governo di unità nazionale Bennett-Lapid, di cui esprime 4 ministri: della Cultura e dello Sport (Hayley Trooper, 43 anni), del Welfare e dei Servizi Sociali (Meir Cohen, 65 anni), della Scienza e Tecnologia (Orit Farkash-Hacohen, 52 anni) e della Migrazione Assimilazione (Pnina Tamano-Shata, 40 anni). 

La ministra degli Interni, Ayelet Shaked, ha 45 anni e fa parte della coalizione Yamina (destra) di Bennett. I due politici hanno un legame di lunga data, poichè anche Shaked è entrata in politica nel 2006 nel Likud ed è stata direttrice dell’ufficio di Netanyahu, dal 2006 al 2008. Nel 2010 ha fondato “My Israel” con Bennett e lo ha guidato fino a maggio del 2012. Rimanendo sempre in ambienti legati all’estrema destra israeliana, è passata al partito della “Casa Ebraica”, poi ha fondato la “Nuova Destra”, sempre insieme a Bennett, il 29 dicembre 2018. Ayelet Shaked è stata ministra della giustizia dal 14 maggio 2015 al 2 giugno 2019 e membro della Knesset dal 2013 all’aprile del 2019. Il 30 maggio 2019, dopo che Netanyahu non è riuscito a formare una nuova coalizione di governo, la Knesset ha votato per sciogliersi e sono state indette elezioni anticipate, che si sarebbero tenute il 17 settembre 2019. A luglio del 2019, Shaked ha annunciato che si sarebbe presentata come leader della Nuova Destra e dell’alleanza Yamina, dopo che Bennett come leader non aveva ottenuto seggi alle elezioni di aprile del 2019. Il merito politico dell’attuale ministra degli Interni è quello di aver cercato di unire le destre israeliane. Alle elezioni di settembre del 2019, Yamina guidata da Shaked ottiene 7 seggi e a quelle successive, 2 marzo 2020, ne mantiene 6. Nel 2020, Bennett torna leader della coalizione e all’ultima tornata elettorale israeliana, il 23 marzo 2021, l’alleanza guadagna 7 seggi ed annuncia, dopo alcune consultazioni, una possibile coalizione per formare un governo di larghe intese. A parte Bennett e Shaked, la coalizione esprime anche il ministro degli Affari Religiosi (Matan Kahana, 48 anni). 

Il ministro delle Finanze è Avigdor Lieberman, 63 anni, presidente del partito nazionalista laico Yisrael Beitenu (destra), che si traduce come “Israele Casa Nostra”. La base elettorale di questo partito, in un primo momento, consisteva in gran parte di immigrati di lingua russa provenienti dall’ex Unione Sovietica, considerato che il suo leader è nato nel 1958 nell’attuale Moldavia. In seguito, Yisrael Beitenu ha attirato un sostegno più ampio tra gli esponenti della destra nazionalista. Lieberman è un veterano della politica israeliana, che è entrato alla Knesset per la prima volta nel 1999 e ha ricoperto numerosi incarichi di governo, tra cui ministro delle Infrastrutture, dei Trasporti e degli Affari Strategici. Questo è stato anche vice primo ministro di Israele dal 2006 al 2008 (con Ehud Olmert premier) e dal 2009 al 2012 (con Netanyahu premier). Sotto Netanyahu è stato ministro degli Affari Esteri, dal 2009 al 2012 e dal 2013 al 2015, e poi ministro della Difesa, dal 2016 al 2018. Il 14 novembre 2018 si è dimesso, a causa della negoziazione di un cessate il fuoco a Gaza che Lieberman aveva definito “una resa al terrore”. Nel nuovo governo israeliano, il partito esprime anche il ministro delle Finanze (Hamad Ammar, 64 anni) e quello dell’Agricoltura (Oded Forer, 44 anni).

Il ministro della Giustizia, nonché vicepremier, è Gideon Sa’ar, 53 anni, del partito Tikva Hadshah (destra), in italiano “Nuova Speranza”. Sa’ar è stato membro della Knesset per il Likud, tra il 2003 e il 2014, ed è stato ministro dell’Istruzione e poi degli Interni, dal 2009 al 2014. Nel 2019, si è scontrato senza successo il leader di lunga data Benjamin Netanyahu per la guida del Likud. Come ampiamente previsto, Netanyahu ha vinto con il 72,5% contro il 27,5% di Sa’ar, che ha lasciato la Knesset l’anno successivo, dopo aver fondato un nuovo partito chiamato “Nuova Speranza”. Da sempre vicino all’estrema destra, da giovane si era unito ad un movimento ultranazionalista che protestava contro l’evacuazione degli insediamenti israeliani nella penisola del Sinai, nel 1982, che era previsto dal trattato di pace Egitto-Israele. Oggi, Sa’ar è contrario ad una soluzione a due Stati per la risoluzione del conflitto israelo-palestinese, affermando che si tratti meramente di uno slogan, oltre che di un errore, e sostiene invece l’annessione della Cisgiordania. Ha ha espresso inoltre supporto per una soluzione a lungo termine che coinvolga una possibile federazione in Giordania che includa i palestinesi. Il suo partito controlla il Ministero della Costruzione e dei Rapporti col Parlamento (con Ze’ev Elkin, 50 anni), quello dell’Istruzione (con Yifat Shasha Biton, 48 anni) e della Comunicazione (con Yoaz Handel, 46 anni). 

La ministra dei Trasporti è Merav Michaeli, 54 anni, leader del partito laburista (sinistra), che conta 7 seggi nella Knesset. Prima di entrare in politica, è stata giornalista e opinionista per il quotidiano Haaretz ed ha anche tenuto corsi universitari e conferenze sui temi del femminismo, dei media e della comunicazione. Il suo partito controlla anche il Ministero della Sicurezza interna (con Omer Bar-Lev, 67 anni) e quello della Diaspora (con Naman Shai, 74 anni). Inoltre, sempre a sinistra, c’è il partito Meretz (sinistra), il cui leader, Nitzan Horowitz, 56 anni, è ministro della Salute. Si tratta di un partito laico nato nel 1992 dalla fusione di altri partiti (Ratz, Mapam e Shinui), che chiede maggiore giustizia sociale e rispetto dei diritti umani, e che sostiene la soluzione a due Stati per il conflitto israelo-palestinese. Ha raggiunto il suo apice politico tra il 1992 e il 1996 quando ha ottenuto 12 seggi. Nel 2021, con 6 seggi alla Knesset, ha ottenuto il controllo del Ministero della Cooperazione Regionale (con Issawi Freij, 57 anni), di quello della Tutela dell’Ambiente (con Tamar Zandberg, 45 anni) e di quello della Salute (con Nitzan Horowitz, 56 anni). 

Infine, per la prima volta nella storia di Israele, un partito arabo che rappresenta i palestinesi con la cittadinanza israeliana supporta un governo. Si tratta della “United Arab List”, conosciuta in ebraico come “Raam”. Questo gruppo è fuoriuscito il 28 febbraio 2021 dalla “Joint List”, un’alleanza politica degli altri quattro principali partiti politici palestinesi in Israele. Alle elezioni del 2021, la Joint List ha preso il 4.81% dei voti e ha ottenuto 5 seggi. La United Arab List, da sola, ha totalizzato il 3.79% delle preferenze e ha ottenuto 4 seggi. Tuttavia, non gli è stata affidata la guida di alcun ministero. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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