Danimarca: convocato ambasciatore russo per violazioni dello spazio aereo

Pubblicato il 14 giugno 2021 alle 16:45 in Danimarca NATO Russia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Ministero degli Affari Esteri della Danimarca ha convocato, lunedì 14 giugno, l’ambasciatore della Federazione Russa a Copenaghen per incontrare il capo del Dipartimento, Jeppe Kofod, dopo che Mosca è stata accusata di aver violato due volte lo spazio aereo danese.

Il ministro degli Esteri del Paese nordeuropeo ha criticato le azioni dell’aeronautica russa, definendo la violazione delle norme internazionali “grave e inaccettabile”. Kofod ha altresì spiegato che tale questione sarà affrontata nel corso del vertice della NATO che si terrà, lo stesso giorno, a Bruxelles. Secondo quanto dichiarato da Kofod, a seguito delle consultazioni, l’ambasciatore russo avrebbe concordato sull’illegalità dei voli, avvenuti l’11 giugno. In tale data, il Ministero della Difesa della Danimarca ha accusato le forze aeree di Mosca di aver violato per due volte lo spazio aereo danese nei pressi dell’Isola di Bornholm, nell’area Sud-occidentale del Mar Baltico. Nonostante il Cremlino non abbia ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla questione, la stampa locale ha riferito che più volte la Federazione, a seguito di tali accuse, aveva ribadito che tutte le esercitazioni condotte dal Paese avvengono in conformità con le regole internazionali.

Critiche analoghe erano state avanzate dalla Danimarca in precedenza, il primo settembre 2020. Anche in quel caso, il Ministero degli Esteri del Paese aveva convocato l’ambasciatore russo a Copenaghen per discutere delle violazioni commesse da un caccia russo Su-27. L’episodio in questione si era verificato nei pressi dell’Isola di Bornholm, il 28 agosto. Dal canto suo la Russia ha negato le accuse, affermando che l’aviazione militare del Paese non aveva commesso alcuna violazione. Nello specifico, il Cremlino aveva chiarito che il caccia Su-27 era in volo per monitorare il bombardiere statunitense B-52, il quale aveva a sua volta violato lo spazio aereo della Federazione.

Nell’ultimo periodo, le autorità di frontiera della Federazione Russa hanno registrato un netto aumento dell’attività militare della NATO “lungo tutto il perimetro” del Paese. Nelle sue operazioni militari, l’Alleanza ha incrementato l’intensità di addestramento delle truppe e le attività di ricognizione. Queste ultime sarebbero condotte con aeromobili e droni con lo scopo di monitorare la situazione nel territorio russo. In aggiunta, il 31 maggio, il ministro della Difesa della Federazione Russa, Sergey Shoigu, ha reso noto che Mosca stabilirà 20 nuove unità militari a Ovest del Paese in risposta alle attività della NATO. Nello specifico, l’Alleanza, a detta del ministro russo, starebbe incrementando la frequenza dei propri voli aerei strategici, la presenza di navi da combattimento con missili da crociera e il numero di esercitazioni nei pressi del confine della Federazione.

Non è la prima volta che le autorità russe pongono l’accento sull’aumento delle esercitazioni militari della NATO nei pressi della Russia. In precedenza, il 25 marzo, il capo della Commissione per la Difesa e la Sicurezza del Consiglio della Federazione (CF), il colonnello Viktor Bondarev, aveva dichiarato che, nel 2021, il numero di voli di ricognizione della NATO vicino al confine di Stato russo era incrementato di oltre il 30%.

Da parte loro, gli Stati Uniti ritengono che tali esercitazioni mirino a dimostrare alle Forze Armate russe la “capacità di poter eseguire continuamente missioni di volo e di agire prontamente a sostegno di alleati e partner”. In particolare, gli USA e la NATO hanno più volte espresso preoccupazione per la crescente capacità militare della Russia, e temono il potenziamento dei contingenti di Mosca e la sua “propensione ad invadere la sovranità di altri Paesi”, in riferimento all’annessione della Crimea nel 2014. Per tale motivo, il maggior coinvolgimento della NATO viene legittimato alla luce delle azioni della Russia.

Al contrario, per Mosca, il dispiegamento di contingenti NATO vicino i propri confini viene interpretato come una minaccia per la sicurezza della nazione. Secondo il Ministero della Difesa russo, aerei e navi statunitensi si avvicinano regolarmente ai propri confini, talvolta simulando attacchi missilistici.

Infine, le numerose esercitazioni militari avviate nei pressi dei confini della Russia hanno contribuito a freddare le già precarie relazioni bilaterali tra Mosca e l’Alleanza. Il 28 maggio, la NATO ha avviato le manovre Steadfast Defender 2021 al largo delle coste del Portogallo che, successivamente, saranno spostate nel Mar Nero e nell’ala meridionale dell’Alleanza, ovvero in Romania, in Ungheria e in Bulgaria. Altrettanto rilevante è ricordare che la NATO, dal 2 aprile a fine giugno, ha avviato le esercitazioni Defender Europe 2021 (DE-21). Queste ultime sono state definite come la più grande mobilitazione a guida statunitense. Le DE-21 coinvolgono le truppe di 27 Stati, sia europei sia non europei e si svolgono presso i territori dei Paesi baltici, quelli del Nord Africa, e dei Balcani. Altrettanto rilevante è menzionare le manovre militari della NATO Sea Breeze 2021, guidate da Kiev e da Washington, che si terranno dal 28 giugno al 10 luglio nell’area Nord-Occidentale del Mar Nero. In totale, saranno circa 4.000 soldati, 40 navi da guerra e 30 velivoli provenienti da 29 Paesi membri dell’Alleanza a partecipare alle manovre militari.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.