Costa d’Avorio: imboscata al confine con il Burkina Faso

Pubblicato il 14 giugno 2021 alle 8:57 in Africa Costa d'Avorio

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Tre soldati ivoriani sono stati uccisi nei pressi del confine con il Burkina Faso, quando uno dei loro veicoli ha colpito un ordigno esplosivo improvvisato e il convoglio è caduto in un’imboscata.

Il 13 giugno, il Ministero della Difesa della Costa d’Avorio, in una nota, ha riferito che l’assalto è avvenuto il giorno precedente, il 12 giugno. I soldati erano in missione di ricognizione vicino alla città nord-orientale di Tehini, quando sono caduti vittima di quello che è stato definito “un attacco complesso”. Altri 4 soldati sono rimasti feriti. 

Non ci sono state rivendicazioni immediate di responsabilità, ma i precedenti attacchi nella zona sono stati attribuiti a gruppi militanti jihadisti. L’ultima violenza nella stessa regione si era verificata il 7 giugno, quando un soldato è stato ucciso da uomini armati nella vicina città di Tougbo. Il 10 giugno, la Costa d’Avorio e la Francia hanno inaugurato una nuova accademia antiterrorismo nella capitale commerciale del Paese, Abidjan, destinata a rafforzare la capacità regionale di combattere la crescente minaccia islamista. 

L’Accademia Internazionale per la Lotta al Terrorismo (AILCT), alla periferia di Abidjan, comprende una scuola per funzionari governativi, un centro di addestramento per forze speciali e un istituto di ricerca. L’inaugurazione di questa struttura arriva mentre la Costa d’Avorio deve affrontare crescenti attacchi da parte di gruppi jihadisti, con sede nel Nord in Mali e in Burkina Faso, che stanno cercando di espandere la loro influenza verso il Golfo di Guinea. “Le domande davanti a noi sono chiare: come combattere efficacemente contro i gruppi terroristici più mobili che mai, come impedire loro di importare la loro strategia qui”, ha affermato il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian,  prese te all’inaugurazione dell’Accademia.

Diversi attacchi sono stati sventati grazie a segnalazioni condivise tra i servizi di intelligence di Francia, Mali, Burkina Faso e Costa d’Avorio, secondo fonti di sicurezza ivoriane e francesi. Tuttavia, l’attacco più letale nella regione si è verificato la notte del 4 giugno in Burkina Faso, quando un gruppo di uomini armati ha ucciso circa 132 civili nel villaggio di Solhan, nella provincia di Yagha, al confine con il Niger. Gli aggressori hanno indiscriminatamente ucciso civili, dato fuoco alle abitazioni e distrutto il mercato locale. Non c’è stata alcuna rivendicazione di responsabilità di tali violenze. Tuttavia, gruppi islamisti affiliati allo Stato Islamico, come lo Stato Islamico nel Grande Sahara (ISGS) e lo Stato Islamico nella Provincia dell’Africa Occidentale (ISWAP) sono particolarmente attivi nella regione. 

La situazione nel Sahel è particolarmente critica a partire dal 2012, quando il Nord del Mali ha dovuto affrontare una rivolta armata guidata da membri di gruppi armati tuareg alleati con alcuni combattenti di al-Qaeda. Nel corso dell’anno, questi sono riusciti a prendere il controllo delle regioni settentrionali. Successivamente, nel 2013, il movimento è riuscito ad espandersi nelle regioni centrali, provocando l’intervento armato delle forze francesi. Il supporto internazionale, con una serie di iniziative sotto l’egida delle Nazioni Unite e dell’UE, ha indebolito i militanti, ma la zona è rimasta instabile e le violenze non solo continuano, ma hanno raggiunto nuovi record nel 2021. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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