Israele: approvato il governo Bennett-Lapid, la fine dell’era Netanyahu

Pubblicato il 13 giugno 2021 alle 20:27 in Israele Medio Oriente

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Il Parlamento israeliano ha approvato, con 60 voti a favore e 59 voti contro, un nuovo governo guidato da Naftali Bennett, in coalizione con il centrista Yair Lapid, mettendo fine a 12 anni di Benjamin Netanyahu come primo ministro. 

A seguito dell’approvazione da parte della Knesset, il Parlamento israeliano, il nuovo governo potrà prestare giuramento e insediarsi. L’ultranazionalista Bennett servirà come primo ministro per due anni, prima che Lapid subentri. Guideranno un esecutivo di partiti che rappresentano tutto lo spettro politico. 

L’estrema destra è rappresentata dalla coalizione “Yamina”, con Bennett come leader, dal partito “Nuova Speranza”, guidato dall’ex Likud Gideon Saar, e da “Israel Beytenu”, con a capo Avigdor Lieberman. Al centro, invece, c’è il partito “Blue and White”, guidato dall’ex vicepremier, Benny Gantz, e in cui è confluito il partito centrista e laico, Yesh Atid, di Lapid. Invece, a sinistra, troviamo “Ha’Avoda”, il partito laburista, “Meretz”, un partito politico di ispirazione laica e socialdemocratica, e la “United Arab List”, conosciuta in ebraico come “Raam”, un partito arabo che rappresenta parte dei palestinesi israeliani. Quest’ultimo è fuoriuscito il 28 febbraio 2021 dalla “Joint List”, un’alleanza politica degli altri quattro principali partiti politici palestinesi in Israele. La United Arab List, da sola, ha totalizzato il 3.79% delle preferenze e ha ottenuto 4 seggi. La Joint List ha preso il 4.81% dei voti e ha ottenuto 5 seggi. 

Il primo ministro designato Bennett ha tenuto un discorso di fronte alla Knesset prima del voto di fiducia e ha ringraziato il premier uscente, Netanyahu, per i suoi “molti anni di servizio, ricchi di successi, per il bene dello Stato di Israele”. Tuttavia, ha gioito per questo “momento speciale” di cambiamento per il Paese. Lapid, rivolgendosi al capo di Stato israeliano, ha assicurato che il nuovo governo si impegnerà per unire le componenti della società israeliana, mettendosi a servizio di tutto il Paese, anche di chi non sostiene il nuovo esecutivo, i quali verranno comunque rispettati. 

Il 2 giugno, il leader centrista, Yair Lapid, alla guida del partito Yesh Atid, aveva annunciato ufficialmente di aver raggiunto un’intesa con le altre forze politiche israeliane per la formazione di un nuovo governo di unità nazionale. Lapid aveva informato il presidente israeliano, Reuven Rivlin, di essere riuscito a trovare una maggioranza per un nuovo esecutivo. Già il 30 maggio, Bennett, a nome della coalizione Yamina, si era detto disposto a formare un governo di unità nazionale con Yesh Atid, dando nuovo impulso alle negoziazioni in corso. In totale, la nuova coalizione pensava di contare sul sostegno di 61 parlamentari, alla fine sono stati 60, con una risicata maggioranza nel Knesset e ricoprendo un ampio spettro politico.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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