Il G7 sfida la Cina con il progetto “Build Back Better World”

Pubblicato il 13 giugno 2021 alle 9:01 in Cina Europa USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

I leader del G7  hanno lanciato un piano infrastrutturale per i Paesi in via di sviluppo che offra un’alternativa alla Belt and Road Initiative cinese, nota anche come Nuova Via della Seta. 

Il 12 giugno, il G7 – formato da Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Germania, Italia, Francia e Giappone – si è riunito nel Sud-Ovest dell’Inghilterra, il 12 gennaio, ed ha discusso del nuovo piano, noto come iniziativa Build Back Better World (B3W), che fornirà una partnership infrastrutturale trasparente per le nazioni in via di sviluppo per aiutare diminuire un gap da 40 trilioni che questi Paesi hanno nei confronti di quelli sviluppati, entro il 2035. I rappresentanti dei 7 Paesi hanno anche indicato come questo progetto sia mirato a riequilibrare i rapporti internazionali, in un quadro caratterizzato da una crescente rivalità e dalla crescita esponenziale della Cina in ambito economico e militare, negli ultimi 40 anni. 

“Non si tratta solo di sfidare o affrontare la Cina”, ha dichiarato un alto funzionario dell’amministrazione Biden. “Ma fino ad ora non abbiamo offerto un’alternativa positiva che rifletta i nostri valori, i nostri standard e il nostro modo di fare affari”, ha aggiunto. I Paesi del G7 forniranno investimenti, grazie al supporto di aziende private, per mobilitare capitale in settori come l’energia pulita, la salute, la tecnologia digitale ed altri. Non è ancora chiaro come esattamente sarà strutturato il piano o quanto capitale sarà allocato. I leader del G7 hanno espresso l’intenzione di utilizzare il loro raduno nella località balneare di Carbis Bay per mostrare al mondo che le democrazie più ricche possono offrire un’alternativa alla crescente influenza della Cina.

L’iniziativa Belt and Road cinese è stata lanciata dal presidente di Pechino, Xi Jinping, nel 2013 per la prima volta ed è stata poi formalizzata nel 2015. Si tratta di un macro-quadro che include una lunga serie di progetti di interconnessione infrastrutturale tra l’Asia – e la Cina in particolare – e il resto del mondo, passando dall’Africa per raggiungere l’Europa. L’idea è quella di ricreare le antiche rotte della Via della Seta terrestre per connettere Asia e Europa e di quella marittima che interessa il continente africano. 

Pechino continua a dichiarare fermamente che il progetto sia “stato creato dalla Cina, ma rappresenta un bene comune per tutti i Paesi del mondo”. Tuttavia, sono in molti a guardare con sospetto l’iniziativa, primi tra tutti India e Stati Uniti. La principale critica che l’iniziativa di Xi Jinping riceve è quella di essere una “trappola del debito” ai danni dei Paesi più poveri che vi stanno partecipando per i quali i grandi flussi di investimenti cinesi ricevuti per finanziare i progetti del Belt and Road sarebbero un fardello a lungo termine che li rende soggetti all’influenza cinese.

Nel mese di dicembre 2020, la Cina e l’Unione Africana hanno firmato un accordo di cooperazione per promuovere il progetto delle Nuove Vie della Seta, a cui hanno aderito, in totale, 44 Paesi del continente, che rappresentano 1/3 dei firmatari totali. Al momento, la Cina è il maggior partner commerciale dell’Africa e una delle principali fonti di investimento nel continente e, anche per tali ragioni, la sicurezza continentale è particolarmente importante per Pechino. L’intervento è arrivato dopo la pandemia di nuovo coronavirus, che ha stimato che circa 40 milioni di africani siano tornati sotto la soglia della povertà estrema durante il 2020. Per il 2021, è previsto che la crescita del continente si attesterà al 3,4%, un dato inferiore rispetto alle previsioni del 6% per l’economia globale. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.