Egitto, Canale di Suez: fatturato record nonostante il blocco

Pubblicato il 13 giugno 2021 alle 6:37 in Africa Egitto

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Il governo egiziano ha riferito di aver toccato, ad aprile scorso, la cifra più elevata mai raggiunta nei ricavi derivanti dal Canale di Suez, pari a più di mezzo miliardo di dollari. Ciò si è verificato nonostante il blocco provocato dalla nave portacontainer Ever Given, che ha ostacolato il traffico dal 24 al 29 marzo.

L’imbarcazione gestita dalla compagnia di navigazione taiwanese Evergreen ha bloccato per sei giorni una delle rotte commerciali marittime più trafficate al mondo, il Canale di Suez, dove passa circa il 12% del volume degli scambi commerciali a livello internazionale. Ad aver provocato l’incidente si pensa siano stati i venti provocati da una forte tempesta di sabbia, ma le cause sono ancora oggetto di indagini. La “mega nave” da 224.000 tonnellate è stata disincagliata nel pomeriggio del 29 marzo, consentendo una ripresa graduale del traffico.

A più di due mesi di distanza, il 3 giugno, nel corso di una riunione del governo del Cairo sulle prestazioni economiche del Paese Nord-africano, il ministro della Pianificazione e dello Sviluppo economico, Hala al-Saeed, ha affermato che il Canale di Suez ha ottenuto un risultato senza precedenti, registrando, ad aprile, le entrate mensili più elevate degli ultimi anni, pari a 553,6 milioni di dollari, in aumento rispetto ai 476 milioni riportati ad aprile 2020 e ai 439,4 milioni di marzo 2021. Ciò significa che, nonostante il blocco del 24-29 marzo e all’impatto della pandemia di Coronavirus, vi è stata una crescita del 16% su base annua. A detta del ministro, ciò è stato possibile grazie all’introduzione di misure e iniziative volte a soddisfare le richieste di istituzioni marittime internazionali, armatori e operatori, tra cui pacchetti di prezzi flessibili per le tasse di transito del Canale.

Il Canale di Suez, oltre ad essere considerato il passaggio marittimo più veloce e sicuro per il traffico commerciale internazionale tra Oriente e Occidente, rappresenta una delle principali fonti di reddito per l’Egitto. Nel 2020, il Canale ha generato entrate pari a 5,61 miliardi di dollari per le casse del Cairo. Tuttavia, già il 24 maggio scorso, il capo dell’autorità egiziana del Canale di Suez, il tenente generale Osama Rabie, aveva rassicurato che i ricavi di aprile derivanti dalla rotta non avevano subito alcun calo. Parallelamente, un ex membro del consiglio di amministrazione dell’autorità del canale, Wael Kaddour, ha riferito ad al-Monitor, che, appena la Ever Given è stata rimessa in mare, le tasse pagate hanno contribuito a raggiungere importi senza precedenti e ci si aspetta che le entrate per l’anno fiscale 2020-21, che termina a giugno, raggiungano quota 5,8 miliardi di dollari. Tuttavia, Kaddour non si è detto soddisfatto per le trattative tra la Ever Given e le autorità di Suez. Da parte egiziana erano stati inizialmente richiesti 910 milioni di dollari, come risarcimento per le spese e le perdite subite dal blocco. Alla fine, l’autorità si è trovata a dover ridurre la cifra richiesta a 550 milioni, ma l’armatore si è offerto di pagarne solo 150.

Anche Ahmed el-Shamy, consigliere del Ministero per i Trasporti marittimi, ha affermato che, nonostante il calo dell’economia globale fino al 4,4% e la diminuzione del commercio globale del 10%, provocati dalla pandemia di Coronavirus, il Canale di Suez ha ottenuto ricavi elevati, il che si riflette positivamente sull’intera economia del Cairo. Per el-Shamy, le entrate per l’anno fiscale in corso potrebbero addirittura raggiungere i 6,2 miliardi di dollari. Ad ogni modo, per il funzionario egiziano, non si tratta di casualità, ma del risultato degli sforzi profusi dallo Stato e dalle autorità di Suez, le quali hanno sviluppato una buona “politica di marketing”, fornendo incentivi e riduzioni sulle tasse. Ciò ha portato a un aumento delle navi che hanno attraversato il Canale e al conseguente aumento dei ricavi. Ad aprile, sono state 1.814 le imbarcazioni che hanno attraversato Suez, mentre ad aprile 2020 erano state 1.731. Inoltre, ha dichiarato el-Shamy, l’Egitto ha intrapreso lavori per allargare e rendere più profonda la parte meridionale del Canale, dove si è verificato il blocco, mentre si è dotato di draghe e di altri strumenti per far fronte a nuove eventuali crisi.

L’episodio del 24 marzo non è stato il primo di tal tipo. Anche nel 2012 una nave greca si è arenata dopo un guasto al motore, il che ha provocato un’interruzione della navigazione fino a quando le unità di soccorso non sono state in grado di rimuoverla dal Canale. Successivamente, nel 2014, si è verificata una collisione tra una nave portacontainer battente bandiera tedesca e un’altra battente bandiera di Singapore, e anche in questo caso vi è stato un blocco del traffico prolungato. Nel 2017, poi, è stato il turno di una portacontainer giapponese, rimasta bloccata a seguito di problemi meccanici. In tale occasione, le autorità egiziane hanno schierato dei rimorchiatori e la nave è stata rimessa a galla in poche ore.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo e inglese

di Redazione

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