Afghanistan: nuovo attacco contro la comunità hazara a Kabul

Pubblicato il 13 giugno 2021 alle 10:08 in Afghanistan Asia

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Due esplosioni hanno colpito due autobus nella parte occidentale di Kabul, il 12 giugno, uccidendo almeno 7 civili. La maggioranza delle vittime era parte della comunità sciita hazara, obiettivo dell’ennesimo attacco. 

Una delle esplosioni è avvenuta nell’area di Dasht-e-Barchi nel distretto 13 di Kabul, causando una vittima e 4 feriti, e un’altra è avvenuta dopo meno di 30 minuti nell’area di Mahtab Qal, nel distretto 6 di Kabul, con sei decessi e un ferito. “La gente è stanca di queste esplosioni. Non si può andare al lavoro e a scuola”, ha denunciato un residente della zona. “C’è una continua negligenza quando si tratta della sicurezza dell’Ovest di Kabul”, ha aggiunto Ali Reza, un altro residente di Kabul.

Un attacco molto simile ha colpito Kabul, il 2 giugno, quando due diverse esplosioni hanno colpito due autobus provocando la morte di 12 civili. Da metà maggio a Kabul sono stati condotti almeno cinque attentati in cui la maggioranza delle vittime era parte dalla comunità hazara, compreso l’assalto alla Sayed al-Shuhada High School, l’8 maggio, sempre nella parte occidentale di Kabul, che ha ucciso oltre 90 persone, tra cui numerosi studenti. La Commissione per i Diritti Umani dell’Afghanistan, basandosi sulle valutazioni di alcuni recenti attentati terroristici nella capitale, ha riferito il rischio di genocidio per la comunità hazara, ribadendo che le uccisioni mirate richiedono un’indagine completa e approfondita da parte di una squadra internazionale che dovrebbe essere selezionato dall’ONU.

Il presidente afghano, Ashraf Ghani, ha istituito un giorno di lutto nazionale, l’11 maggio, in ricordo delle vittime degli attentati di Kabul e Logar, che avevano causato la morte di decine di studenti. A proposito di queste violenze, Ghani ha dichiarato che i gruppi “ignoranti” – a volte sotto il nome di talebani e talvolta sotto il nome Stato Islamico – mostrano con attacchi così crudeli la loro avversione all’istruzione della gioventù afghana, indebolendo la fiducia del popolo in un futuro di pace. “I talebani devono rendersi conto che non raggiungeranno i loro obiettivi maligni attraverso la guerra e che, se non smetteranno di uccidere le persone, saranno ulteriormente odiati dalla gente e pesantemente soppressi dalle forze afghane”, ha concluso. In tale contesto, è importante specificare che il gruppo militante islamista affiliato allo Stato Islamico in Afghanistan, noto come Stato Islamico nella Provincia del Khorasan, ha dichiarato guerra agli sciiti del Paese, che sono per lo più di etnia hazara. A tale proposito, questi hanno rivendicato un assalto avvenuto il 10 giugno a Baghlan, in un campo di sminamento nella provincia, causando 10 morti. 

L’Afghanistan ha vissuto decenni di conflitti e violenze, prima con l’invasione sovietica, poi con le lotte interne e la presa del potere dei talebani e successivamente con una sanguinosa guerra civile e l’aumento della minaccia terroristica. Nel 2001, dopo gli attentati dell’11 settembre, gli Stati Uniti hanno invaso il Paese, accusato di essere la base logistica dalla quale al-Qaeda aveva pianificato gli attacchi contro gli USA e il luogo dove si era a lungo nascosto il leader dell’organizzazione, Osama bin Laden, sotto la protezione dei talebani. Dopo quasi due decenni di conflitto, un’importante svolta diplomatica era arrivata con l’accordo di pace tra gli Stati Uniti e i talebani, firmato il 29 febbraio 2020. Tuttavia, l’intesa non ha messo fine alle violenze, che sono aumentate durante e dopo le negoziazioni. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione