USA-Taiwan: riprende il dialogo economico-commerciale

Pubblicato il 11 giugno 2021 alle 18:26 in Cina Taiwan USA e Canada

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La rappresentante per il commercio degli Stati Uniti, Katherine Tai, e il suo omologo taiwanese, John Deng, hanno avuto una conversazione online il 10 giugno durante la quale hanno deciso di rilanciare il dialogo Trade and Investment Framework Agreement (TIFA). L’11 giugno la Cina si è opposta a tale intesa chiedendo a Washington di interrompere tale genere di iniziative.

Gli USA hanno annunciato che i rappresentanti per il commercio di Stati Uniti e Taiwan hanno deciso di convocare l’11esimo Consiglio TIFA sotto l’egida dell’American Institute in Taiwan, l’ambasciata de facto di Washington a Taiwan, e del Taipei Economic and Cultural Representative Office in the United States, che assolve alla stessa funzione per la parte taiwanese negli USA. Durante l’incontro virtuale, Tai ha sottolineato l’importanza del rapporto commerciale e di investimento tra Stati Uniti e Taiwan e ha spiegato le priorità commerciali dell’amministrazione Biden-Harris, che sono incentrate sui lavoratori. Tai ha anche espresso il “continuo interesse” degli Stati Uniti a collaborare con Taiwan su questioni di interesse comune nelle organizzazioni multilaterali.

L’11 giugno, il portavoce del Ministero Affari Esteri di Pechino, Wang Wenbin, ha ribadito che la posizione della Cina sulla questione taiwanese è chiara. Il Paese si opporrà sempre e risolutamente a qualsiasi forma di scambio tra USA e Taiwan e alla contrattazione di qualsiasi accordo di natura ufficiale e di carattere sovrano tra Paesi che hanno relazioni diplomatiche con Pechino e Taiwan. Per questo, la Cina ha esortato Washington ad attenersi al principio “una sola Cina” e ai tre comunicati congiunti sino-statunitensi, ad interrompere gli scambi ufficiali con l’isola e a non inviare segnali alle forze separatiste taiwanesi.

I colloqui TIFA sono un forum generalmente utilizzato dagli Stati Uniti e da altri governi per incontrarsi e discutere questioni di reciproco interesse con l’obiettivo di migliorare le opportunità per il commercio e gli investimenti. Prima dell’incontro del 10 giugno, il segretario di Stato degli USA, Anthony Blinken, aveva dichiarato che le parti avrebbero potuto riprendere a breve il dialogo senza, però, specificare se Washington voglia o meno un accordo di libero scambio.

Dal 1994 al 2016, Taiwan e gli USA hanno intrattenuto 10 dialoghi TIFA e, nell’ultimo incontro, avevano parlato di agricoltura, cooperazione regionale, diritti di proprietà intellettuale, barriere commerciali e trasparenza. Il dialogo si era poi interrotto durante l’amministrazione dell’ex presidente degli USA, Donald Trump, in quanto l’allora rappresentante per il commercio Robert Lighthizer aveva ritenuto i blocchi taiwanesi alle importazioni statunitensi una pratica commerciale scorretta. All’interno del Congresso degli USA, alcuni sostenitori di Taiwan hanno esortato Biden a firmare un accordo commerciale con l’isola ma ancora non è stata presa alcuna decisione ufficiale in merito.

Per la Cina le relazioni Taiwan-Stati Uniti non sono accettabili in quanto Pechino considera l’isola una sua provincia e quindi parte integrante del territorio nazionale, in base al principio “una sola Cina”. A Taipei, però, è presente un esecutivo autonomo e l’isola si auto-definisce la Repubblica di Cina (ROC), sostenendo di essere un’entità statale separata dalla Repubblica Popolare Cinese (RPC) di Pechino. Dal 2016, tale esecutivo è guidato dalla presidente Tsai Ing-wen, a capo del Partito Progressista Democratico (PPD), la quale ha sempre rifiutato di riconoscere il principio “una sola Cina” ed è stata rieletta con un’ampia maggioranza alle ultime elezioni sull’isola l’11 gennaio 2020. Il governo di Pechino, da parte sua, ha più volte affermato di voler risolvere la questione di Taiwan, che rappresenta la sua maggiore problematica dal punto di vista territoriale e diplomatico, e non ha escluso la possibilità di farlo utilizzando la forza.

Durante l’amministrazione dell’ex presidente Trump, Washington ha adottato più iniziative volte ad intensificare i propri legami con Taipei, nonostante, dal primo gennaio 1979, gli USA abbiano riconosciuto ufficialmente il governo della Repubblica Popolare Cinese (RPC) di Pechino, rinunciando a riconoscere la legittimità del governo di Taiwan. Anche con l’ascesa del nuovo presidente statunitense gli USA sembrerebbero voler continuare a sostenere Taiwan. A livello internazionale, gli Stati Uniti sono il maggior sostenitore dell’isola, nonché il suo principale fornitore di armi di difesa. Di fronte alle crescenti pressioni militari esercitate da Pechino, Washington ha ripetutamente ribadito che il suo sostegno per Taiwan è “solido come una roccia”.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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