USA-Cina: Biden revoca bando su TikTok, continuano i colloqui economici

Pubblicato il 11 giugno 2021 alle 7:27 in Cina USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, il 9 giugno, ha firmato un ordine esecutivo con il quale ha revocato il divieto imposto dalla precedente amministrazione di Donald Trump su applicazioni cinesi come WeChat e TikTok, di proprietà rispettivamente di Tencent e ByteDance. Il giorno dopo, il ministro del Commercio della Cina, Wang Wentao, ha avuto una conversazione con la segretaria del Dipartimento del Commercio statunitense, Gina Raimondo, su questioni relative al mondo degli affari sino-statunitense.

In base al nuovo ordine esecutivo, Biden ha richiesto al Dipartimento del Commercio degli USA di valutare le applicazione collegate a “concorrenti stranieri” e di “adottare azioni appropriate”. La Casa Bianca ha affermato che l’ordine esecutivo fornirà uno standard per identificare le applicazioni che possono rappresentare un rischio per la sicurezza nazionale e per quella dei dati sensibili. Tra questi vi sono informazioni di identificazione personale o genetica che potrebbero poi finire a concorrenti degli USA come la Cina. Il Dipartimento del Commercio dovrà inviare alla Casa Bianca due relazioni entro 120 e 180 giorni dal 9 giugno fornendo raccomandazioni su azioni specifiche e misure legislative e amministrative aggiuntive. Intanto il divieto sulle applicazioni cinesi imposto da Trump è stato revocato.

Il portavoce del Ministero del Commercio della Cina, Gao Feng, il 10 giugno, ha risposto all’ultima mossa statunitense dichiarando di sperare che gli USA tratteranno le aziende cinesi in modo equo e che eviteranno di politicizzare questioni economiche. Gao ha affermato che la decisione di Biden è stata “un passo nella direzione giusta”.

Il 6 agosto 2020, Trump aveva firmato un ordine esecutivo con il quale erano state impedite le transazioni con WeChat e TikTok a soggetti ed entità statunitensi. Dopo la presentazione di ricorsi in tribunale rispetto a tale ordine esecutivo, più corti giudiziarie statunitensi avevano sospeso l’applicazione delle misure di Trump in vari casi. Gli USA dovranno ora condurre una nuova valutazione sulle applicazioni di proprietà cinese.

Ad un giorno di distanza dalla decisione di Biden, il ministro del Commercio della Cina e la segretaria del Dipartimento del Commercio statunitense hanno ribadito l’importanza degli scambi nel mondo degli affari tra Cina e USA e hanno concordato di continuare a mantenere la comunicazione in materia. Tale dialogo è arrivato dopo che il vice primo ministro di Pechino e capo della delegazione cinese per il dialogo economico globale tra Cina e USA, Liu He, e la segretaria al Tesoro degli USA, Janet Yellen, avevano avuto il loro primo incontro virtuale, il 2 giugno scorso. Oltre a questo, il precedente 27 maggio, Liu aveva già avuto una conversazione telefonica con la rappresentante per il commercio degli Stati Uniti, Katherine Tai, che era stata il primo dialogo tra i due su questioni commerciali. Tutti tali scambi erano arrivati in seguito a mesi di stallo nel dialogo economico sino-statunitense.

La conversazione a livello ministeriale è arrivata dopo che, l’8 giugno scorso, il Senato degli Stati Uniti avevano approvato il cosiddetto “US Innovation and Competition Act of 2021”, una proposta di legge volta a rafforzare la posizione statunitense nella competizione geopolitica ed economica con la Cina e che prevede una spesa fino a 250 miliardi di dollari. Tra le misure in essa contenute è prevista una “forza d’attacco commerciale” guidata da Tai per fermare lo “svuotamento” dell’industria statunitense e il deperimento di catene di approvvigionamento fondamentali per prodotti come semiconduttori e medicinali.

La Cina e gli USA sono state impegnate in una guerra commerciale a partire dal 6 luglio 2018 e  durante tale periodo i due Paesi avevano imposto tariffe sui beni importati l’una dall’altra. In particolare, nel 2018 c’era stato un aumento reciproco dei dazi su 34 miliardi di beni importati l’uno dall’altro. Tale quadro si era poi progressivamente e, a maggio 2019, aveva visto un aumento dei dazi da parte statunitense del 25 % su 200 miliardi di prodotti cinesi e, a giugno 2019, l’incremento del 25% delle tariffe su 60 miliardi di prodotti statunitensi da parte cinese. Tale situazione era stata parzialmente attenuata dall’Accordo economico-commerciale “di fase 1” firmato il 15 gennaio 2020 alla Casa Bianca da Liu He e dall’ex presidente degli USA, Donald Trump. La firma era stata il primo passo concreto verso la fine della guerra dei dazi tra le due maggiori economie a livello mondiale.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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